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Aversa (Caserta, Campania) - 26 Giugno 2011

Operazione Antibraconaggio Guardie Zoofile Lidia

Operazione Antibraconaggio Guardie Zoofile Lidia
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Vasta operazione antibracconaggio contro il traffico di tartarughe terrestri delle Guardie Zoofile L.I.D.A. del Gruppo Investigativo di Aversa (CE) agli ordini del Capo Nucleo Mazzarella Saverio, in collaborazione con i Carabinieri di Avellino della Compagnia Radiomobile di Mirabella Eclano, diretta dal Maresciallo Mario Mandolesi e dall'Appuntato scelto Enzo De Pasquale. Le indagini, durate tre mesi, sono state brillantemente coordinate dal Capo Squadra delle Guardie Zoofile di Aversa FERRARO LUIGI (in foto allegate), dalle Guardie Faunistiche Serafino Ferdinando e Borrelli Giuseppe. Sono stati bloccati due trafficanti della provincia di Benevento F.A. e F.M. all'uscita dell'autostrada di Avellino Est dove, nel bagagliaio della vettura, sono state rinvenute stipate come sardine una sull'altra, in una scatola stretta, chiusa e piena di escrementi, dodici coppie di tartarughe terrestri pronte per essere smerciate ai bracconieri ed ai negozi di animali nel casertano e nel napoletano. Le approfondite indagini e gli appostamenti hanno consentito alle Guardie Zoofile di acciuffare i due soggetti proprio mentre si accingevano ad intraprendere il viaggio dopo una sosta in Autogrill.
Si tratta di tartarughe italiane della specie Hermanni Hermanni in pericolo di estinzione, prelevate in natura.
Reato molto grave in quanto questa specie è quasi scomparsa dai nostri boschi a causa del continuo prelievo di massa da parte di soggetti senza scrupoli che arrecano un gravissimo danno ambientale lucrando alacremente su specie animali catturate in varie regioni d'Italia. Le tartarughe sequestrate provenivano dalla Puglia, Calabria e Sicilia. I due soggetti sono stati sottoposti a fermo di Polizia Giudiziaria dalle Guardie Zoofile e condotti in caserma della Benemerita, dove sono state disposte ed messe in atto due perquisizioni domiciliari, una delle quali ha portato al negozio di animali gestito da entrambi, dove sono state sequestrate, oltre alla fauna, numerose gabbie trappole cm 17x24 in metallo e in legno per la cattura e detenzione di volatili, nonché diverse bocce di vetro per pesci d'acqua dolce e gabbie circolari, vietate dalla legge. Nella loro abitazione sono state rinvenute e sequestrate altre 8 testuggini, sette delle quali della specie Hermanni Hermanni ed una di grosse dimensioni della specie Testudo Marginata, molto rara ed originaria della Sardegna, unico luogo al mondo ad ospitare questa specie. I bracconieri hanno cercato di confondere le Guardie mostrando un Certificato C.I.T.E.S. in lingua tedesca riportante il microchip con una combinazione diversa da quella impiantata nella zampa posteriore dell'animale. Le guardie Zoofile, in possesso del lettore elettronico, hanno verificato che il numero impiantato nella zampa non corrispondeva a quello scritto sul documento della Testudo Marginata. Anche le altre 19 tartarughe Hermanni sono state sottoposte a sequestro perché risultano in elenco della Convenzione di Washington e presenti nell'allegato A della C.I.T.E.S. in Appendice ll, prive di certificato (C.I.T.E.S. Giallo) con bollo di vidimazione al Corpo Forestale dello Stato e microchip previsti per la regolare detenzione di questa specie. I due trafficanti sono stati denunciati alla Procura della Repubblica, che deciderà anche in merito alla prevista ed eventuale chisura del negozio, per traffico illecito di animali di specie protette, maltrattamenti e detenzione illegale. I reati contestati ai due vìolano le leggi 150/92, 189/2004, 157/92, e art. 727 c.p., rispettivamente quelle sul commercio di fauna protetta (C.I.T.E.S.), sul maltrattamento, sulla detenzione illegale e sulle sevizie agli animali. Sono state a loro comminate sanzioni che vanno dai 60.000,00 euro (sessantamila euro) ai 90.000,00 (novantamila euro). Il valore commerciale delle tartarughe sottoposte a sequestro si aggira intorno ai 20.000,00 euro (ventimila euro). Gli animali sono stati trasportati in luogo sicuro a disposizione dell'Autorità Giudiziaria in attesa della loro reintroduzione in natura nei luoghi di origine. Le indagini sono ancora in corso per identificare i fornitori e gli altri complici degli animali che nell'illecità attività, fruttano ai bracconieri milioni di euro l'anno a scapito di specie in via d'estinzione. Non si escludono ulteriori sviluppi per porre fine ai traffici illeciti di fauna e sgominare le organizzazioni dedite a questo tipo di illegale attività.
Aversa (CE) 28/06/2011 DISTINTI SALUTI E BUON LAVORO.
Il Comandante di Reparto
Mazzarella Saverio