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Nuoro, Sardegna - 29 Giugno 2010

Nuoro, fallisce l'attentato contro un ingegnere

Nuoro, fallisce l'attentato contro un ingegnere
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Si spegne la miccia della bomba messa sotto l'auto
Nuoro, fallisce l'attentato contro un ingegnere
Fallito attentato contro il titolare di un'azienda che si occupa di fotovoltaico. Un ordigno esplosivo è stato trovato ieri mattina a Nuoro, nel quartiere Città Nuova, sotto l'auto dell'ingegnere Giampiero Pittorra, 38 anni, manager nel settore dell'energia alternativa. La bomba fortunatamente non è esplosa, forse per un errore dei malviventi. Una settimana fa attentato analogo, fallito, con alcuni candelotti di dinamite.
L'ordigno era stato sistemato sotto l'auto del professionista, è stato notato ieri mattina da una vicina di casa
Miccia difettosa, fallisce l'attentato
Seconda intimidazione contro un giovane ingegnere
Nuova intimidazione in città. Nel mirino, l'ingegnere Giampiero Pittorra. Sotto la sua auto, un ordigno che non è esploso solo per caso.
Non più tardi di una settimana fa, l'anziano Giuseppe Pittorra, uscendo dalla sua abitazione di via Emilio Lussu, quartiere "Città Nuova", aveva quasi inciampato su un tubo di metallo che qualcuno sembrava aver perso per strada. Lui l'aveva raccolto e gettato in un angolo in mezzo a delle erbacce.
L'ALLARME Ieri mattina, invece, il figlio Giampiero, che abita nello stesso edificio, è salito sulla sua Audi per andare al lavoro e non si è nemmeno accorto di un altro piccolo cilindro metallico sistemato sotto la sua auto. Lo ha notato, subito dopo, una vicina che, insospettita, ha telefonato alla polizia. Aveva ragione: dentro il tubo, c'era un candelotto di gelatina da cava collegato a un pezzo di miccia a lenta combustione e chiodi e bulloni. Insomma, era un ordigno esplosivo.
DISINNESCO Gli artificieri della questura hanno visto che la miccia era spenta e non hanno avuto particolari problemi a rendere inoffensiva la piccola bomba. Quindi, nel cercare qualche traccia vicino al muro di recinzione della casa dei Pittorra, gli agenti hanno rinvenuto un altro tubo, pressoché identico al primo, seminascosto dall'erbaccia. Confezionamento simile, stesso tipo di materiali e nessun dubbio sul fatto che sia stata la stessa mano a preparare i due ordigno.
IL BERSAGLIO Nessun dubbio neanche su chi fosse il bersaglio dell'intimidazione. Giampiero Pittorra, 38 anni, ingegnere, titolare di un'azienda che si occupa di impianti di climatizzazione e, soprattutto, di progetti per il fotovoltaico e per l'energia alternativa, è caduto dalle nuvole. Agli investigatori ha detto di non sapere nulla, di non riuscire neanche a immaginare chi possa volergli tanto male da piazzargli un ordigno esplosivo sotto la macchina.
Ieri, in questura, gli agenti hanno interrogato a lungo il professionista senza cavarne uno straccio di indizio utile per individuare una pista. Sono stati ascoltati anche il padre e la vicina, ma giusto per capire meglio la genesi della vicenda. Per il resto, buio fitto.
Non è escluso, tuttavia, che gli attentatori non volessero, almeno in questo momento, colpire realmente Giampiero Pittorra. Anzi, sembra quasi che volessero semplicemente avvertirlo.
Non è pensabile, infatti, a meno che non si trattasse di criminali improvvisati, fallire due volte. Perché passi che la miccia si spenga la prima volta (nel caso dell'ordigno trovato da Giuseppe Pittorra nei giorni scorsi), ma la seconda no. Eppure è accaduto questo, e la circostanza appare quantomeno singolare. Difficile ipotizzare due errori.
La polizia avrà il suo bel daffare per cercare di scoprire i responsabili, peraltro in condizioni oggettivamente complesse. La gelatina da cava e la miccia, da queste parti, sono facilmente reperibili e risalire al fornitore è un'impresa molto più che ardua. Si sta valutando anche la possibilità che il modus operandi dei criminali sia stato utilizzato in passato, in città e nei dintorni, nel tentativo di restringere il campo investigativo e quindi i moventi.