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Susa (Torino, Piemonte) - 22 Ottobre 2011

No Tav, la zona rossa è off limits...

No Tav, la zona rossa è off limits...
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Si sono intensificate stamani, da parte delle forze dell'ordine, le attività di controllo del territorio e monitoraggio delle aree intorno al cantiere della ferrovia ad alta velocità Torino-Lione alla Maddalena di Chiomonte, dove domani si svolgerà la manifestazione dei movimenti No Tav.

Dalla scorsa mezzanotte l'area è off limits, secondo quanto stabilito con un'ordinanza del Prefetto di Torino che prevede la chiusura di tratti di strade provinciali, vie, sentieri, prati e boschi a Chiomonte e Giaglione, i due comuni dove si svolgerà la manifestazione di domani. Con l'ordinanza è stata istituita una zona di protezione intorno al cantiere, dove sono in corso i lavori per la realizzazione di una galleria geognotica propedeutica al tunnel della Tav.

Per il pomeriggio di oggi è previsto un sopralluogo nella zona della Maddalena da parte di un gruppo di leader dei movimenti No Tav per verificare il percorso del corteo di domenica che dovrebbe partire dal campo sportivo di Giaglione. Sia nell'assemblea di giovedì sera, sia nella giornata di ieri, i movimenti No Tav hanno confermato la volontà di raggiungere le reti di protezione del cantiere, ma anche quella di evitare incidenti e scontri. L'area off limits sarà protetta da un consistente numero di uomini di forze dell'ordine (si è parlato di di 1.600-2.000 unità fra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza), con idranti e anche elicotteri.

A vigilare che nessuno provi a violare la "zona rossa" ci sono centinaia di uomini e il numero delle forze dell'ordine impegnate il giorno della manifestazione sarà di circa 2.000 unità. I No Tav protestano: «L'area interdetta è stata raddoppiata, così si aumenta la tensione». C'è forte apprensione in Val di Susa, perchè non tutti sembrano disposti ad accettare l'obbligo di restare lontano dalla recinzione. «L'obiettivo è di arrivare alle reti, in modo pacifico», ha spiegato un giovane del centro sociale Askatasuna ricordando lo slogan della giornata "Diamoci un taglio". Il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota non si stanca di ripetere «l'appello a tutti perchè si tengano lontano dalla violenza. Chi usa la violenza - prosegue - non fa neppure gli interessi di chi è contro la Tav. Danneggia prima di tutto la Valle di Susa e l'immagine di questo territorio».

La linea di condotta annunciata da uno dei leader storici dei No Tav, Alberto Perino, e poi approvata dalla maggioranza dell'assemblea popolare No Tav sembra chiara: «Se le forze dell'ordine lanceranno lacrimogeni, ci ritireremo in buon ordine. Nessuno di noi può permettere che accada il minimo incidente. Chi non accetta queste condizioni si pone automaticamente al di fuori del movimento e della manifestazione». Resta forte, tuttavia, il timore di infiltrazioni di violenti. I sindaci "No Tav", a parte qualche caso isolato, non sfileranno nel corteo, ma si raduneranno nella sede della Comunità Montana dove è stata convocata l'unità di crisi. Nei loro confronti ha dato un segnale di apertura il sottosegretario Davico che vuole coinvolgerli nei lavori dell'Osservatorio guidato dal commissario di governo Mario Virano: «I sindaci - è l'invito - tornino protagonisti e riprendano in mano la situazione. Costruiamo un percorso proprio a partire da una sorta di "Osservatorio nell'osservatorio", e che non rappresenti solo un gioco di parole, ma una degna ed esemplare dimostrazione di democrazia». Un invito accolto con un po' di diffidenza da Nilo Durbiano, primo cittadino di Venaus, il paese teatro degli scontri nel dicembre 2005, prima che venisse creato l'Osservatorio. «Siamo favorevoli al dialogo - osserva - purchè il confronto sia reale e non fittizio. Chiediamo di essere non solo sentiti, ma anche ascoltati. E nell'Osservatorio c'eravamo già, ci hanno buttato fuori solo perchè non eravamo favorevoli alla Torino-Lione».
By: La Stampa.