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Chiomonte (Torino, Piemonte) - 5 Agosto 2011

No-Tav bloccano treno Tgv Parigi-Milano

No-Tav bloccano treno Tgv Parigi-Milano

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Ha trascorso tutta la notte su un albero, a un'altezza di circa 20 metri all'interno dell'area recintata della Maddalena di Chiomonte (Torino), Turi Cordaro, noto come 'Vaccaro', l'attivista del movimento No Tav che da ieri sera manifesta contro la realizzazione del tunnel geognostico della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Un altro manifestante, entrato senza autorizzazione nell'area recintata, che si era arrampicato sull'albero per portare acqua e indumenti al compagno, è stato denunciato in stato di libertà per inosservanza di provvedimento dell'autorità giudiziaria. Indumenti e cibo (una coperta, un pile e una bottiglia d'acqua) sono stati poi consegnati dai Vigili del fuoco che hanno utilizzato un braccio meccanico. I Vigili del fuoco e la Polizia presidiano la zona dove è in corso la protesta. Da cinque giorni 'Vaccaro' fa lo sciopero della fame e ieri ha fatto anche quello della sete. Sull'albero si è imbragato soltanto per mezzo di una coperta, dopo aver rifiutato le corde e i moschettoni offerti dai Vigili del fuoco perché "prodotti con sostanze non naturali". Nel corso della notte è sceso di alcuni rami a causa del forte vento, ma ha continuato la sua protesta "contro il silenzio dei media sullo sciopero della fame" che sta attuando insieme ad altri attivisti del movimento No Tav.

BLOCCATO TGV PER ORE IN VAL SUSA - Il Tgv delle ferrovie francesi SNCF Parigi-Milano, con circa 250 passeggeri a bordo, è stato bloccato per ore, in serata, in Val Susa, nella stazione di Chiusa di San Michele-Condove (Torino), da 250-300 militanti No Tav che si oppongono alla costruzione della Tav Torino-Lione. La manifestazione si è svolta senza incidenti. I manifestanti non hanno occupato i binari ma la loro protesta ha comunque costretto il Tgv a fermarsi. Durante la manifestazione, nella stazione erano presenti molti bambini per cui - si è saputo dalla Questura di Torino - sarà inviata una segnalazione al Tribunale per i Minorenni del capoluogo piemontese.

Alcuni manifestanti sono stati identificati dalle forze dell'ordine e saranno denunciati alla Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio. Alla manifestazione - sempre secondo le informazioni della Questura di Torino - non hanno partecipato esponenti dell'area antagonista, anarchica e dei Centro sociali, ma quasi esclusivamente persone che vivono in Val Susa, che si sono date appuntamento, intorno alle 20, nella piazza del Municipio di Condove da dove si sono poi spostate alla stazione.

Qui hanno lasciato transitare un treno di pendolari diretto a Torino e, subito dopo, hanno bloccato il Tgv. La manifestazione - ha spiegato il Movimento No Tav - è stata "una prima risposta al rinnovo del contratto alla ditta Martina che proseguirà il lavoro delle recinzioni a Chiomonte", dopo il fallimento della ditta Italcoge e il conseguente abbandono dei lavori per l'installazione del tunnel esplorativo della Tav da parte della stessa Italcoge. L'iniziativa - ha aggiunto il Movimento - è stata organizzata ancora una volta per dimostrare che il treno veloce già collega Torino e Lione e una nuova linea è completamente inutile", "contro lo spreco del denaro pubblico" e "contro la militarizzazione in val di Susa".

Al termine della manifestazione, durante la quale i passeggeri del Tgv sono sempre rimasti a bordo del convoglio, le forze dell'ordine hanno ispezionato la linea ferroviaria per consentire la ripresa della circolazione dei treni in condizioni di sicurezza. Il blocco del Tgv è arrivato dopo altre proteste contro la Tav che si sono susseguite nel corso della giornata: in mattinata, tre attivisti No Tav si sono incatenati alla recinzione dell'area del cantiere di Chiomonte per protestare contro "la presenza militare e poliziesca sul territorio, l'uso dei gas lacrimogeni Cs sulla popolazione e sulla natura". Nel pomeriggio, inoltre, uno dei più noti attivisti del movimento No-Tav, Turi Cordaro, noto come Turi Vaccaro, è salito su un cedro dell'altezza di 20 metri nei pressi della centrale idroelettrica di Chiomonte per protestare "contro il silenzio degli organi di informazione sul digiuno" che lui e due altri esponenti del movimento hanno cominciato da alcuni giorni.
by: Ansa
reporter: Alessandro.

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drachir

Egna, 11.06.2011 Una storia giudiziaria clamorosa vissuta da March Richard con famiglia. Tutto ebbe inizio nel lontano 1992, quando mi era stata data l'occasione, di costruirmi un appartamento condominiale, insieme ad un gruppo di altre sette persone, su terreno agevolato messo a disposizione dal Comune di Egna (Bz) Fu scelto il Progettista, Architetto .........................., fra 5 Professionisti, inguanto apparentemente il più idoneo a progettare e condurre la direzione lavori del Condominio e con un onorario apparentemente conveniente. Già da subito, le cose non andarono per il meglio a cura di ripetuti ritardi nella consegna del Progetto che più volte rigettato dalla commissione Edilizia Comunale. Finalmente furono iniziati i lavori di costruzione, verso la metà del 1993. Durante il corso di esecuzione lavori, mi accorsi, che i lavori vennero eseguiti in difformità al progetto esecutivo, rilasciato dalla commissione Edilizia. A quel punto mi vidi costretto a presentare denuncia, avendo subito anche sostanziosi danni di oltre L. 80.000.000 (Milioni), stimati da professionista competente. Fu scelto l'Avvocato........................ di Bolzano, il quale ha nominato una commissione Arbitrale, come previsto da contratto coll'Architetto ......................... La commissione era composta da un Presidente Avv. ............. con studio a Bolzano, un tecnico di parte l'Ingegnere................dell' istituto IPEA di Bolzano e un tecnico per la controparte l'Architetto...............,a sua volta Presidente della Camera degli Architetti. Di seguito furono esaminate le mie contestazioni a domicilio e mi fu dato apparentemente ragione. Dopo circa tre Anni usci il verdetto e l'Architetto ................... fu assolto da ogni responsabilità. Ma non solo, gli venne pure riconosciuto un aumento del compenso di progettazione a L. 37.450.000 compreso altre spese, mentre era concordato un costo forfetario di L.18.000.000 per unita. Mi ha pure revocato la direzione lavori. Cosi ho dovuto nominare un altro Direttore lavori, che ho dovuto pagare separatamente. Il costo per ciascun appartamento ci era stimato a, L.220.000.000 (Milioni) per unità, ma alla fine e costato ben L.400.000.000 (Milioni). Visto le circostanze, l'Avvocato ........................ mi consigliò, di fare ricorso al Tribunale ordinario di Bolzano, anche in quel caso, l'Architetto fu nuovamente assolto, ancor prima dei termini prescritti dal codice Civile. Dopo di che, l'Avvocato Pobitzer, mi revocò il mandato. Fatto ricorso in Cassazione a Roma, con l'Avv. ................... di Trento, il ricorso venne rigettato, per errori formali. A quel punto, il caso passò alla Corte d'appello di Trento e Incredibilmente fui nuovamente condannato, ma non solo: il Giudice mi condannò pure a liquidare l'Architetto, per ben oltre L. 80.000.000 (Milioni). Un clamoroso errore commesso dal Giudice, la mia richiesta dei danni fu invertita in favore del'Architetto. Cosi gli Avvocati, sia di parte e controparte, hanno dovuto spiegare al Giudice, che si trattasse di errore. Almeno questa volta mi fu risparmiato una delle batoste. A ragione dei fatti, l'Avv. .....................mi consigliò, di fare nuovamente ricorso in Cassazione, che fu poi fatto. Mentre l'Avvocato chiedeva continuamente acconti per una cosa, poi per un altra, a volte senza rilasciare pure regolare fattura. Per potermi regolare, ho chiesto un estratto conto, perche ormai anche esaurito economicamente. In quell'occasione ha rinunciato al mandato e mi ha presentato la sua parcella definitiva, che non fu da poco conto, mentre era ancora in corso il secondo ricorso in Cassazione. Cosi ho dovuto nominare un altro Avvocato, tale...................di Bolzano, per seguirmi il ricorso ancora aperto, che di seguito fui ancora una volta definitivamente condannato. Come se ancora non bastasse: l'Architetto .................... preso dal sopravento e l'ira, mi coinvolse in altre tre Cause: 1) nella suddivisione delle 8 parcelle, mi ha falsificato i millesimi, che mi avrebbe poi danneggiato per altri L. 27.000.000 (Milioni), a favore degli altri sette compagni di costruzione. Mi accorsi in tempo, cosi ho potuto ricuperare questo raggiro truffaldino, spendendo però, altri L. 6.000.000 (Milioni), per la ricostruzione della tabella Millesimale, da altro professionista. A questo punto ho denunciato nuovamente l'Architetto, per truffa, ma fu ancora una volta assolto. In quel caso ero ancora difeso dall'Avvocato ................... di Trento. 2) Altra situazione di danneggiamento, purtroppo riuscito. Si trattò della suddivisione del tetto in 8 parti. Il tetto fu eseguito dal Carpentiere ............... Il preventivo era di L. 18.000.000 (Milioni) circa per unità, poi arrivato ad un conto finale di L. 53.000.000 (Milioni) Ho avvisato il Carpentiere di un probabile errore e di voler rivedere il conteggio. Il carpentiere .................ammise l'eccessivo importo e disse, che la suddivisione fu fatta dall'Architetto............... Altro che riveduta, mi arrivò la richiesta di pagamento da un Avvocato nominato da ................, per il recupero di tale somma. A quel punto non mi rimase altro, che difendermi col solito Avvocato ............. Ho fatto ricalcolare il costo effettivo, da un professionista specializzato (CTP) e ho speso altri L. 6.000.000 (Milioni) per la sua relazione. Il costo complessivo dovuto risultava in fine L. 27.000.000 (Milioni) compreso lavori extra da me ordinati. In pratica avevo già superato il costo, con acconti già anticipati, di L. 31.000.000 (Milioni) Nella causa mi fu dato in parte ragione, cosi avevo ricuperato almeno una parte di L. 10.000.000. (Milioni), circa la meta del dovuto, mentre le spese giudiziarie sono state suddivise ad ambi le parti. Di seguito il Carpentiere ............ ha fatto ricorso e ha pure vinto. Cosi ho dovuto sostenere tutte le spese accumulatesi. Cosi il tetto mi venne a costare L. 120.000.000 (Milioni) tutto a mie spese, mentre il dovuto effettivo era di L. 27.000.000. Una storia da non percepire. 3) L'Impresa............... alla fine dei lavori, ha presentato il conto finale, che non e stato riconosciuto dall'Architetto .................. e non giustificando la contestazione. L'Architetto ad un certo punto, ci ha dichiarato concluso il suo mandato tramite lettera Raccomandata, mentre non erano ancora terminate le scale di entrata, che furono poi completate da un'altra impresa. L'Impresa ............... fu costretta a fare denuncia, fu poi trovato un accordo mediante un CTU, a verificare il vero dovuto. All'impresa ................ fu poi contestato un esubero di L. 75.000.000 (Milioni) circa, mentre la rimanenza dovuta e le spese furono suddivise in millesimi su tutti i contendenti. Anche in questo caso ero stato difeso dall'Avvocato ................. In conclusione posso solo dire, che sono regolarmente caduto in una trappola giudiziaria incredibile. Distrutto economicamente, rimettendo oltre L.350.000.000. (Milioni), con gravi conseguenze economiche e morali anche per la mia famiglia. Durante questa lunga sofferenza Giudiziaria durata ben 14 Anni, mi ero anche rivolto all'Associazione Artigiani, all'Associazione tutela dei Consumatori, e infine ad un Giudice del Tribunale di Bolzano, di nome ................., ora in pensione. Mi spiegò, che il tutto era partito sbagliato e mi consigliò di rinunciare e di uscirne fuori più presto possibile da questo vortice, ma ormai era già troppo tardi. (Di seguito ho avuto pure altra sostanziosa penalità, con codesto Giudice pur conoscendo la mia situazione) In Ottobre 2006 rientrato dalle ferie, ho saputo che avevo perso anche il 2° ricorso a Roma, questa volta definitivamente. Questa realtà mi ha creato grande delusione e rancore, che si e poi trasformandosi in vendetta. Capì; che all'origine di tutto il male e le sofferenze vissute, erano dovute a causa di distorsioni truffaldine create dall'Arbitrato, per salvare l'Architetto dalle sue responsabilità. Probabilmente anche d'intesa con il mio proprio difensore Avv. ................. Cosi il 27 Novembre 2006 ho piazzato un ordigno rudimentale davanti al cancello di entrata al piazzale della Villa ............., e poi un altro il 13 Gennaio 2007, per farli almeno un po' di paura. Purtroppo scoperto dai Carabinieri (Mar. Nasta) della stazione di Terlano. Nella sua euforia e superficialità, mi mise le manette e mi portò in Carcere. Rilasciato Dopo due Giorni. In quell'occasione fui pure incriminato di aver compiuto altri otto attentati, con una sostanziale superficialità e scarsissima logica, da parte degli inquirenti. Mi venne sequestrata l'Automobile e diversi oggetti collocati in essa, mai più visti. Sequestrato pure i vestiti che avevo indossato. Perquisito l' Appartamento impiegato pure un cane antidroga, in presenza di mio Figlio Manuel, mentre ero in carcere. Di seguito mi hanno pure ritirato il Passaporto. Dopo circa un mese, sorpreso nuovamente di mattina presto, da una squadra di 6 Agenti di Polizia in casa, mi perquisirono nuovamente l'Appartamento e garage. Trovarono alcune cose comuni, che già alla prima perquisizione si trovavano in casa. Quando si e indagati, tutto diventa indizio: un temperino da campo, una pistola scaccia cani, due binocoli di qui uno a visione notturna, un pezzo di retina di plastica, candele, candelotti, un accendino, un pezzo di lana di rocca ed altro, tutte cose che si può trovare in qualsiasi negozio o casa. Un evento mai incontrato in 70 Anni della mia vita. Il stesso giorno mi portarono nuovamente in Carcere per quasi due mesi, rilasciato poi con la condizionale di presentarmi due volte al Giorno in Caserma dei Carabinieri di Egna a firmare. Questo per tre lunghi mesi, esattamente fino al 03 luglio 2007, poi libero fino in Dicembre 2009. In questi tre Anni di intervallo, fino alla condanna definitiva, avrei potuto combinare di tutto e di più, se fossi una persona cosi pericolosa, come ero descritto. Durante questo intervallo, ho revocato il mandato al mio difensore del penale, l'Avvocato .....................e mi sono associato all'Associazione Veneta dei diritti del Cittadino, con sede in Caorle, via Torre n. 2. In quell'occasione mi fu consigliato di patteggiare il caso, per uscirne fuori da quella maledetta situazione penale. Di malincuore ho accettato, perche cosi mi eroi praticamente assunto tutta la responsabilità dei reati che mi erano sospettati. Nel peggior dei modi, avrei dovuto eventualmente prestarmi a dei servizi sociali che comunque avevo già da tempo in mente, essendo fisicamente ancora in buon stato. Ma cosi non avvenne: Dopo un paio di mesi, fui nuovamente arrestato. Motivazione: il Giudice si era sbagliato nel calcolo della pena. Intanto anche se l'arresto durò solo una giornata e poi rilasciato, son finito nuovamente su tutti i giornali quotidiani, telegiornali ecc. come già in precedenza: Con Nome, Cognome, età, professione e Domicilio. Pure con una foto ricavata da un documento, orrendamente manipolata, per cosi presentarmi come un vero criminale. Una vergogna inaudita per me e la mia famiglia! Il 19 Ottobre 2010 fui poi condannato definitivamente a carcere, poi invertito ai arresti domiciliari con la pena di, Anni 2, Mesi 11 e Giorni 27. Tuttora mi trovo agli arresti domiciliar, con severi controlli da parte dei Carabinieri, più volte nelle 24 ore di ogni giorno, con orari alternati, anche in piena notte svegliandomi dal sonno. Un giorno uscito di casa per 10 minti, per emergenza sanitaria, verso le ore 14:00, per recarmi a un Negozio vicinissimo, per ripristinare il collegamento Internet Satellitare improvvisamente scaduto, per poi scaricarmi la lista sanitaria, che mi venne trasmessa, per come assumere il farmaco. Un farmaco indispensabile per la mia cardiopatia. Nel rientro fui sorpreso dai Carabinieri, arrestato e portato immediatamente in Carcere, poco meno di un mese. Circa un mese più tardi, ero sceso dall'Appartamento al proprio Garage sottostante, 10 min prima delle ore 15, per prepararmi ad andare ai servizi sociali, dalle ore 15 alle ore 17, proprio in quei 10 Minuti arrivo una pattuglia dei Carabinieri, non rispondendo al Citofono, fui dichiarato evaso. Cosi fu fatto verbale e finì nuovamente in carcere per 33 giorni, poi rimesso nuovamente in arresto domiciliare. Storie da non credere, se non vissute. Un'altra storia da non credere: dopo la revoca all'Avvocato ............... col quale rimasi in debito di un residuo di parcella di Euro 1.800 che non potevo pagare, per motivi economici, mi ha pignorato l'appartamento ed e pure riuscito a mettermi in strada. Cosi ho dovuto trovarmi un domicilio provvisorio. Grazie all'Associazione per i diritti del Cittadino, ala quale sono associato, mi ha salvato dall'Asta, pagando un riscatto di non poco conto, per poter rientrare nuovamente in casa propria. Come se non bastasse pignorare qualche Arredo, Automobile, il garage, oppure una parte della pensione, no tutto l'Appartamento di un valere di circa Euro 500.000 e messo all'asta per Euro 280.000. Questo si può chiama pura Usura se non criminalità. Tutto questo, dopo una vita di lavoro. Orsono passati lunghi 18 Anni, che mi trovo in questo tritacarne giudiziario, compreso la mia Famiglia. Ho ormai compiuto 74 Anni. Incredibile ma tutto vero. Che cosa può causare una Giustizia, quando priva di giuste cause e priva di certezze della pena!!! "In nome del Popolo" o "La legge e uguale per tutti", con queste battute vengono distrutti: cittadini, Famiglie e Imprese! Recapito: March Richard, via KAHN n. 1, 39044 Egna (Bz) tel. 0471/820760 cel. 339/2018546