Iniziò subito male il 9 ottobre scorso.
Poteva capitare solo a degli sprovveduti o poco organizzati che il sito venisse bloccato dall'affluso degli utenti?
Ci raccontano nel filmato del 15° Censimento della popolazione, che la società che verrà parte dal segno di spunta, e, se il buongiorno si vede dal mattino, non potrà dare risposte al nostro futuro a causa di gente improvvisata e disorganizzata che sembrerebbe lavori all'Istituto di statistica.
Sorgono dei seri dubbi per i fatti accaduti e che stanno accadendo e l'opinione pubblica pensa che qualcuno voglia recare danno eseguendo correzioni telematiche anagrafiche su utenti che ancora non hanno compilato il Censimento via internet, provocando il non riconoscimento della password evidentemente legata al sistema.
A tal proposito, il 5 gennaio scorso, lo scrivente ha inviato per posta certificata una richiesta per conoscere il nome del responsabile del procedimento balordo, che ha costretto migliaia di cittadini a recarsi negli uffici del Censimento, causando anche un esubero lavorativo agli stessi impiegati.
Lo stesso giorno, un'altra richiesta è stata inviata a "infocens2011@Istat.it" perchè si sospetta ci sia un altro mattachione che si firma "Staff Istat", che si limita a leggere l'oggetto di una e-mail per eseguire solo un click di risposta automatica.
Nel segno di spunta solo inefficienza, disorganizzazione e improvvisazione, un vero e proprio attacco telematico all'Istat.
Il rappresentante legale dell'Istituto è al corrente dei disagi provocati alla gente che telefona al numero verde per problemi con la password?
Attese di ore e quando si riesce a parlare con l'operatrice del call center (perchè è un call center e non un centralino con esperti Istat), la povera donna, stanca e avvilita dal numeroso afflusso di telefonate, comunica con garbo di recarsi nei centri adibiti.
Eppure nella prima pagina c'è scritto: "Problemi con la password? Contatti il numero verde 800.069.701".
Chi ha scritto questa idiozia lo ha fatto con l'intento di creare caos oppure con quello di ridicolizzare l'Ente?
Tutto ciò non produce un buon giudizio e conferma l'impressione che l'Istat sia composto da un groviglio di gente improvvisata che non ha nessuna cognizione di organizzazione e di serietà professionale.
Il presidente dell'Istat Enrico Giovannini non può e non deve essere talmente impegnato da non potere scendere dall'Olimpo e dare una bella strigliata ai citati asini che lo circondano. È obbligato a sovrintendere all'andamento dell'Istat e assicurarne il coordinamento tecnico-scientifico.
La vera ragione di ciò che sta accadendo è che la gente non vuole più lavorare perchè è sottopagata, perchè vuole andare in pensione e, perciò, non producendo per la comunità, crea anomalie a danno dell'economia.
Il presidente Monti è certamente un ottimo docente, ma ha commesso l'errore, assieme ai suoi ministri, di attuare solo teoria.
L'opinione pubblica afferma che l'economia è brillante se lo stipendio, frutto del lavoro, produce benessere; se la gente spende, produce lavoro principalmente per i giovani.
Invece ci ritroviamo in un paese di vecchi che non hanno più la forza di lavorare e di poveri derubati dallo Stato e dall'ingordigia dei politici.
Ma questa è un'altra storia.
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