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Milano, Lombardia - 27 Febbraio 2009

Nè destra nè sinistra nè centro

Nè destra nè sinistra nè centro
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Pubblico uno stralcio dell'intervista rilasciata da Antonio Di Pietro durante la trasmissione "Otto e mezzo", in onda il 25 febbraio 2009 su La7.

Mi è stato chiesto di che colore politico sono. A mio avviso la politica delle ideologie è morta e sepolta insieme a vessilli e stereotipi. E con esse la maggior parte dei politici che oggi rispondono semplicemente a logiche di opportunismo del consenso, sono come bandiere al vento.

Mi sto impegnando a fare politica rispondendo a dei principi di etica, moralità e giustizia.

Non sono giustizialista, e questo termine non esiste, le regole si possono anche cambiare, ma una volta definite si rispettano sempre e non a seconda del proprio torna conto. Non sono quindi di destra, di sinistra, di centro, di alto o di basso, sono dalla parte dei cittadini.

Testo dell'intervento

Chiara Geloni: E' di destra o di sinistra?
Antonio Di Pietro: Ne l'uno ne l'altro. Sono una persona che crede nella solidarietà cristiana, e quando un buon comunista è solidale, come sanno essere solidali nelle case del popolo, non gli chiedo se va a messa la domenica perché vuol dire che va a messa tutti i giorni. Non sono affatto fascista perché non lo sono di famiglia e non me lo immagino di essere, ma quando parlo di ordine e legalità non lo parlo perché sono un uomo di destra, perché ritengo che la legge deve essere uguale per tutti e tutti la devono rispettare. Quando parlo di far rispettare la legge e di mettere in galera i delinquenti lo faccio non perché sono fascista, ma perché conviene ai cittadini.

Federico Guiglia: Non è che è diventato un po radicale nel frattempo? Perché ha già annunciato due referendum e ne ha appena consegnato uno sul lodo Alfano.
Antonio Di Pietro: Veramente lo avevo fatto anche sul lodo Previti, e avevano detto che andava bene. Veramente, anche a giugno si vota un referendum sulla legge elettorale, e noi siamo tra i sottoscrittori e tra quelli che avevano raccolto le firme. Credo nella democrazia diretta, soprattutto quando c'è un Parlamento come questo attuale dove i parlamentari vengono nominati dal principe che votano senza nemmeno sapere nemmeno cosa votano altrimenti vanno a casa la prossima volta, e in cui c'è un grave conflitto d'interessi.

Chiara Geloni: Questo è un concetto di destra.

Lilli Gruber: Che cosa è di destra?

Chiara Geloni: Questa idea della democrazia diretta e questa concezione dell'inutilità del Parlamento e della rappresentanza...

Federico Guiglia: Populismo.

Antonio Di Pietro: Scusate. Lo dico a voi cittadini. Ho detto che è inutile il Parlamento oppure ho detto che Berlusconi sta rendendo inutile il Parlemento? Lo dico a voi perché cosi ci si rende conto meglio dell'informazione.
Abbiamo un Parlamento ci sono condannati e avvocati di condannati che prendono decisioni in materia di giustizia. Accusate me che parlo sempre di giustizia, ma sa perché parlo sempre di giustizia? Perché solo di quello si parla in Parlamento. Invece di portare i provvedimenti in materia di economia, di tasse, di imposte, ieri nel Milleproroghe sa cosa hanno messo come prima norma? Non era una proroga a termine, ma una sanatoria: il non pagamento delle multe che i partiti devono pagare per aver affisso i manifesti abusivi durante la campagna elettorale precedente, per aver violato la par condicio. Io non posso violarla, perché ne va della mia credibilità, gli altri la violano e si fanno una legge in Parlamento in cui non è più reato.
Sa cosa è successo oggi in Parlemento? Per un sacco di volte siamo andati di due-tre voti sotto come opposizione perché la maggioranza non solo ha cento parlamentari in più, ma sono fannulloni, alla Brunetta maniera, e non vanno a votare. C'è un signore che con due mani fa tre voti, voglio vedere se ci riuscite: sin sala bin.

Chiara Geloni: Ma ora mettono le impronte digitali, non si può più fare. No?
Antonio Di Pietro: Non ci siamo capiti. Da settimana prossima metteranno le impronte digitali, ma sa perché le hanno messe? Perché ci sono dei truffatori in Parlamento.

Lilli Gruber: Oggi il provvedimento di Brunetta che intende premiare il merito di chi lavora seriamente nella pubblica amministrazione è diventato legge. Su questo è d'accordo?
Antonio Di Pietro: Per la premiazione del merito assolutamente si, a cominciare, ripeto, dai parlamentari. Molti sono fannulloni e fanno votare gli altri truffando lo Stato e fregandosi la diaria.

Lilli Gruber: Con questo è d'accordo col governo.
Antonio Di Pietro: D'accordo col governo? Sono d'accordo con il buon senso.

Lilli Gruber: Anche sulla questione della costruzione delle centrali nucleari? E' stata annunciata la costruzione di ben quattro centrali nucleari in Italia.
Antonio Di Pietro: Noi dell'Italia dei Valori riteniamo che sia inopportuna, inutile per quanto riguarda il tempo, dannose e pericolose. Per questa ragione noi ci opporremo dentro e fuori il Parlamento affinché non vengano realizzate. Faccio presente che queste centrali nucleari di terza generazione sono quelle che sono state installate in altri paesi ben trent'anni fa, che producevano tante scorie e che tant'è vero che oggi si è detto che sono obsolete. Fra trent'anni metteremo delle centrali nucleari che già sono obsolete, senza sapere dove andremo a buttare le scorie.
In realtà queste centrali nucleari non si faranno mai, perché nel frattempo ci sarà altra energia, da quella eolica a quella solare. E' soltanto un altro spot di Berlusconi che vende fumo per annunciare cosa farà domani ed evitare di rispondere a quello che fa oggi.
Sa cos'è successo oggi in Parlamento? E' arrivato il direttore generale del Ministero dell'Economia, direzione entrate, il quale ci ha informato che ci sono 200 miliardi di evasione fiscale all'anno di tasse evase in Italia. Se al governo ci fossi io mi impegnerei per far entrare nelle casse dello Stato quei soldi, perché cosi tutti paghiamo meno tasse e tutti abbiamo più servizi. Questo deve fare il governo, e non annunciare ogni giorno "la luna nel pozzo".