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Mirandola (Modena, Emilia-romagna) - 30 Gennaio 2011

No Ai Licenziamenti Gambro Dasco

No Ai Licenziamenti Gambro Dasco
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ODG A FAVORE DEI DIPENDENTI GAMBRO
pubblicata da Partito Democratico Mirandola il giorno sabato 29 gennaio 2011 alle ore 15.38

iL Partito Democratico di Mirandola presenterà lunedì 31/01/2011 in Consiglio Comunale il seguente ODG a favore dei dipendi GAMBRO.





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Al Presidente del Consiglio Comunale

Andrea Venturini



Al Sindaco di Mirandola

Maino Benatti



Mirandola, 28/01/2011



Ordine del Giorno sul piano di ridimensionamento annunciato dai vertici della Gambro Dasco SpA.



Appreso che:

- la società Gambro Dasco S.p.A. ha comunicato la propria intenzione di delocalizzare all'estero l'attività produttiva delle cosiddette "linee sangue" (bloodlines per la dialisi), attualmente svolta presso lo stabilimento di Medolla;

- l'intenzione della società sarebbe quella di realizzare questo intervento entro la prima metà dell'anno 2012;

- i dipendenti, le loro rappresentanze sindacali ed i responsabili politici del territorio non sono stati assolutamente coinvolti in questo percorso;



Considerato che:

- per queste attività sono attualmente impiegati presso lo stabilimento medollese oltre 400 dipendenti;

- in data 24 marzo 2009 era stato firmato in Regione un accordo nel quel le parti avevano condiviso gli obiettivi ed i percorsi fondamentali per sviluppare gli investimenti e migliorare la competitività aziendale;

- che nel novembre 2010 l'azienda affermava che "...nel contesto Gambro sul mercato globale, l'Italia rimane un paese strategico e l'impianto Gambro Dasco, in particolare attraverso la presenza dei settori Ricerca & Sviluppo e della produzione di Artis, continua ad essere un importante sito produttivo della società...";

- in questi decenni i responsabili del governo di questo territorio (Comuni, Provincia e Regione) hanno sempre dimostrato massima attenzione verso lo stabilimento, cercando di agevolare, per quanto loro possibile, il mantenimento ed il miglioramento dell'attività produttiva in questo sito;

- i lavoratori dipendenti di Gambro Dasco, e le loro rappresentanze sindacali, hanno sempre dimostrato maturità e disponibilità nell'adeguarsi alle crescenti richieste pervenute dall'azienda, fino ad operare su tre turni giornalieri e per sette giorni alla settimana;

- il settore del biomedicale dell'Area Nord, pur in presenza di una fortissima crisi economica, ha dimostrato di reggere meglio degli altri comparti produttivi sia come produzione che come fatturato, mantenendo importanti margini di utile per l'azienda;



Valutato che:

- un ridimensionamento come quello previsto da Gambro, provocherebbe un danno incalcolabile all'economia dell'intero distretto dell'Area Nord, sia per la perdita diretta di un inaccettabile numero di posti di lavoro, sia per l'indotto che su queste produzioni mantiene vive decine di piccole aziende locali;

- centinaia di famiglie dell'Area Nord si troverebbero in una situazione economica impossibile da sostenere, con drammatiche ripercussioni dal punto di vista della tenuta dei servizi sociali dell'intero territorio;

- la forte crisi economica ed occupazionale sicuramente non consentirebbe per anni la ricollocazione lavorativa della stragrande maggioranza dei dipendenti licenziati;

- non sia accettabile che una decisione di tale portata venga adottata unilateralmente dal datore di lavoro senza coinvolgere i diretti interessati nella ricerca di possibili soluzioni alternative;





Il Consiglio Comunale di Mirandola



Esprime:

- la propria solidarietà ai dipendenti della Gambro Dasco, coinvolti nella lotta per il mantenimento del proprio diritto al lavoro;

- vicinanza alle famiglie coinvolte in questa grave situazione;

- preoccupazione per gli scenari che potrebbero aprirsi a seguito di questa vicenda;

- rammarico per le modalità con le quali si è sviluppata la scelta dell'azienda, che non ha dimostrato alcun rispetto per i lavoratori, per l'intero territorio dell'Area Nord e per le istituzioni che lo rappresentano;



Chiede con forza:

- che vengano attivate tutte le sinergie possibili mirate ad evitare questo disastro;

- che Comuni, Unione Comuni Modenesi dell'Area Nord, Provincia e Regione mettano in campo tutte le forze disponibili per far fronte a questa inaccettabile situazione, impegnandosi da subito per convocare un tavolo di trattative, nel quale discutere con la proprietà quali possano essere le migliori soluzioni da applicare per soddisfare le esigenze dell'azienda, quelle dei lavoratori e quelle del territorio;

- che i vertici aziendali non si sottraggano al confronto, e diano la loro disponibilità a discutere di ipotesi alternative atte a scongiurare il licenziamento previsto di oltre 400 dipendenti;

- che tutti gli organi istituzionali del territorio, i rappresentanti modenesi in Parlamento ed in Consiglio Regionale, si facciano portavoce rispettivamente presso il Ministero dello Sviluppo Economico ed il Ministrero per la Salute, e presso il Presidente della Regione Emilia Romagna, affinchè intervengano direttamente nella ricerca di una soluzione accettabile di questa gravissima crisi;

- che tutte le forze politiche del territorio si impegnino in tutti i modi possibili, a sostenere le istanze dei lavoratori dell'azienda.