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Venezia (Veneto) - 8 Ottobre 2009

Monica Avanzini - L'ombra della regina nera

Monica Avanzini - L'ombra della regina nera
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Monica Avanzini

L'ombra della regina nera

Francia, 1566. Notte di Natale.

In una abbazia sconsacrata, ai margini della foresta innevata di Saint-Germain, una sacerdotessa celebra davanti alle sue adepte un macabro rito nero.

Tra i fumi dell'incenso, lentamente, si materializza il principe del Male...

Venezia, oggi.

Dopo la morte sospetta di una anziana contessa nel suo palazzo sul Canal Grande, il contenuto misterioso di una valigia appartenuta a un poeta esoterico inglese dei primi del Novecento riporta alla luce un segreto antico e inconfessabile perduto tra le pieghe della Storia.

Alvise Giustinian, antiquario di nobili origini, il suo buffo assistente Bepi Codega e la vecchia domestica Nina saranno coinvolti, loro malgrado, in un gioco senza esclusione di colpi condotto da uno spietato serial killer. E il Carnevale, la più tradizionale e sorridente delle feste veneziane, si tingerà di sangue...

Ma chi è la figura misteriosa che si aggira nel magico labirinto di calli e campielli immersi nella nebbia? Uno dei nipoti della contessa o il libraio Renier, esperto d'incunaboli? il marchese François de Valenciennes o forse ancora Samanta, la bella e appariscente fidanzata di Bepi? Ormai nessuno si fida più di nessuno e tutti si guardano con sospetto, persino davanti a un cicchetto da Bartolo e Gilda, i camerieri della locanda al Leon d'oro di proprietà della gentile Felicia.

Un noir singolare che tra delitti atroci e ciacole di comari racconta lo spirito e l'incanto di una Venezia trasparente come vetro soffiato, dove personaggi reali si confondono con ombre fuggevoli e visi divertiti si trasformano in maschere inquietanti.

In appendice, per stemperare la tensione, il ricettario goloso della Nina: un elenco di sapori antichi per gli amanti e i curiosi della nobile tradizione culinaria veneziana.







Monica Avanzini è nata e cresciuta a Venezia dove si è laureata in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi di Cà Foscari. Giornalista pubblicista, appassionata di storia e di letteratura «gialla», ha lavorato a lungo nel mondo dell'arte, collaborando con maestri di fama internazionale. Vive tra Roma e Venezia, città che ama quasi quanto i suoi tre gatti persiani, e lavora per Rai Uno Cultura, dove ha anche curato per due anni un programma televisivo dedicato alla saggistica e alla narrativa. Questo è il suo secondo libro.



«Alvise e la Nina uscirono in silenzio dall'ospizio.

La strada scarsamente illuminata portava a un piccolo ponte sovrastato da un lampione che sfiorava con la sua luce al neon le acque verdastre immobili.

In quella malinconica sera di febbraio, Alvise all'improvviso sentì prepotentemente tutto il peso di quell'inverno che non passava, della sua finitezza, quel senso di mistero e di morte che aleggiava su Venezia ammorbandola con un'aria malsana e velenosa.»