Marea nera, moria di pesci, avvelenati 18 chilometri di costa.
Decine di tute bianche, verdi e azzurre. Sono i «cacciatori» di olio combustibile armati di pale, rastrelli e buste di plastica: scendono dai pulmini e dalle auto e vanno a combattere una delle battaglie più difficili contro l'inquinamento dell'ultimo decennio. Sono poco più di 150, uomini e donne, ma non bastano. Per fronteggiare l'emergenza ce ne vogliono molti di più.
SASSARI. Da Porto Torres a Platamona, da Marina di Sorso a Marritza. In serata la notizia che ci sono degli avvistamenti anche sulla costa della Corsica. E c'è preoccupazione per il Parco dell'Asinara: «Ci vado con i funzionari - afferma il commissario Pasqualino Federici - perchè mi voglio rendere conto di come stanno le cose. Sono pronto a qualunque azione per tutelare un bene così prezioso».
La striscia nera si è allungata come un serpente insidioso, impossibile da addomesticare. Il viaggio comincia nel litorale turritano, allo Scoglio Lungo la marea nera non è arrivata, c'è qualcosa nella spiaggia delle Acque Dolci, Balai è stata quasi graziata dal vento di maestrale che ha guidato le migliaia di litri di combustibile verso Platamona. I giochi delle correnti riservano belle e brutte sorprese: la zona della Rotonda è stata saltata, ma dalla seconda discesa a mare in poi comincia uno scenario che fa paura.
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