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Torino (Piemonte) - 25 Aprile 2011

Maratona rock, nove ore di concerti per la Liberazione

Maratona rock, nove ore di concerti per la Liberazione

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Una maratona di musica e letture chiusa dai Subsonica per commemorare la Liberazione. È ormai una tradizione il meeting del 25 Aprile in centro città, e il 2011 del centocinquantesimo dell'Unità d'Italia e dei tanti raduni d'arma non fa eccezione. L'appuntamento è oggi dalle 15 a mezzanotte in piazza San Carlo, già pronta con il palco istituzionale di questi tempi permanente sotto lo sguardo di Emanuele Filiberto seduto sul suo cavallo di bronzo.

L'organizzazione dell'evento è opera della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, che ha risposto all'appello delle associazioni partigiane, della Regione, della Provincia e del Comune. Anche per questo la componente letteraria è molto alta, e gli stessi artisti invitati a esibirsi sono per lo più riconducibili al profilo della canzone d'autore di respiro poetico e di impegno civile.

È il caso dei big, i cui concerti si tengono in fascia serale. Gianmaria Testa, il primo a salire sul palco nel dopocena, ha dedicato ai migranti e ai diseredati interi dischi e recital, interagisce spesso con lo scrittore Erri De Luca, ha conquistato il pubblico colto dell'Opéra. Gli Yo Yo Mundi hanno messo in musica il film sovietico «Sciopero», donato un brano del recente cd «Munfrà» alla campagna per l'acqua pubblica e annoverano tra i loro fan Paolo Conte. Niccolò Fabi si è impegnato personalmente sul fronte del dopoguerra nei Balcani e in materia di sostegno all'Africa. Gli stessi Subsonica, attesi a luglio sul palco del festival di Radio Sherwood, storica emittente dell'area veneta dei centri sociali, si sono aggiudicati il premio Amnesty International per la canzone antiabusi «Cane nero».

Sul fronte della canzone di qualità sono schierati anche Serena Abrami, approdata a Sanremo proprio con una canzone scritta da Fabi, «Lontano da tutto», il combattivo Federico Sirianni, genovese ormai definitivamente trapiantato a Torino, la giovane Carlot-ta di Vercelli, più che una promessa con i suoi vent'anni e con un cesto di canzoni in inglese, francese e italiano; nonché i Mambassa, tornati di recente a ruggire dopo un periodo di sciogliete le righe. E tra rock, folk, pop e tocco d'autore scorre la ricerca di Selton, Les Sans Papier, Inferno di Orfeo, Pablo e il Mare, Gema, Antica Officina dei Miracoli. Il resto lo fanno l'energia e la spregiudicatezza di The Wonkies, Brain Pollution, e Overock.

Con un paio di curiosità: Chiara Canzian, figlia del celebre Red, bassista dei Pooh, ha scelto piazza San Carlo per presentare con chitarra e voce il secondo album della sua giovane carriera, «Il mio sangue», mentre il Quintetto Architorti, specializzato in deviazioni vertiginose dalla musica da camera ai repertori punk e reggae, porta con sé il coro dei ragazzi della scuola media di Cumiana, con cui ogni anno tiene workshop di formazione musicale.

In tutto fanno venti concerti, tutti introdotti dai presentatori Capitan Freedom e Stefania Morabito, pronti per un tour de force da maratoneti del microfono; e intervallati dalle letture affidate ai giovani delle scuole medie superiori di Torino e provincia. Non è il Primo Maggio della piazza San Giovanni di Roma, ma comunque una bella festa. Aperta dalla Fanfara della Brigata Alpina Taurinense, e anche questa è una tradizione; oltre a ricordare come sempre il contributo delle Forze Armate alla lotta di Liberazione, quest'anno la presenza della banda in divisa suona come un anticipo del raduno degli Alpini che si terrà tra una ventina di giorni sulla stessa piazza e in tutto il centro di Torino.

Una bella festa che tutti, dopo qualche scaramuccia in sede di conferenza stampa, auspicano possa unire e non dividere i Torinesi e i tanti turisti che, facilitati dalla Pasquetta, si affacceranno nel salotto buono della città. Lo scorso anno i fischi all'assessore Coppola, ora per giunta candidato a Sindaco, e una battuta anticlericale del cantautore romano Mannarino mandarono in fibrillazione gli organizzatori e le cariche istituzionali presenti in piazza Castello; oggi, è parola d'ordine bipartisan, si volta pagina.
By: La Stampa
Reporter: Alessandro.

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