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Libia, Estero - 17 Marzo 2011

Libia: Tripoli minaccia navi e aerei nel Mediterraneo

Libia: Tripoli minaccia navi e aerei nel Mediterraneo

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foto di lince66

Secondo fonti Usa le truppe fedeli al rais sarebbero solo 160 chilometri dalla citta' simbolo della ribellione. Consiglio sicurezza decide su 'no fly zone'; Lega Araba conferma partecipazione militare per rispetto del divieto di sorvolo se la risoluzione verra' approvata. Frattini: altamente improbabile che Gheddafi resti al potere. Ministro del petrolio libico conferma contratti con l'Eni: 'Scaroni e' un amico, porte aperte all'Italia".
FRANCIA, POSSIBILI RAID AEREI GIA' STANOTTE - Raid aerei mirati contro le posizioni dell'esercito del regime libico di Muhammar Gheddafi potrebbero avvenire gia' questa notte, non appena ottenuto il via libera dell'Onu per un ricorso alla forza. Lo dicono fonti diplomatiche francesi. I raid potrebbero intervenire nel quadro di un'operazione condotta da Francia, Gran Bretagna e Emirati Arabi Uniti, ha precisato la stessa fonte. Un'informazione che per il momento non e' stata confermata da altre fonti.



LA RUSSA, SE ONU PER NO FLY ZONE NON CI SOTTRARREMO - Se il Consiglio di Sicurezza dell'Onu dovesse decidere per l'imposizione di una no fly zone sulla Libia ''noi non ci sottrarremo ai nostri doveri, anche se la nostra linea e' sempre stata all'insegna dell'equilibrio e della moderazione''. Lo ha detto all'ANSA il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

GHEDDAFI A INSORTI BENGASI, STIAMO ARRIVANDO - "Stiamo arrivando questa sera e non avremo pietà", lo ha detto il leader libico Muammar Gheddafi in un messaggio alla tv di stato rivolto agli abitanti di Bengasi, roccaforte degli insorti. "Le persone disarmate non hanno niente da temere ma ogni casa sarà perquisita", ha aggiunto.

TRIPOLI MINACCIA NAVI E AEREI NEL MEDITERRANEO - Il ministro della Difesa libico ha detto che in caso di un intervento militare straniero la Libia potrebbe attaccare il traffico aereo e marittimo nel Mediterraneo. Lo rivela l'agenzia libica Jana.

LEGA ARABA CONFERMA PARTECIPAZIONE MILITARE - La Lega Araba ha confermato che Paesi arabi parteciperanno militarmente per imporre una no fly zone sulla Libia, se questa verra' approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Lo ha riferito Yahya Mahmassani, osservatore per la Lega Araba al Palazzo di Vetro.

EGITTO, NON PARTECIPEREMO A INTERVENTO MILITARE - L'Egitto non interverrà militarmente in Libia e l'atteggiamento del Cairo in questo senso non è cambiato. Lo ha detto una fonte del ministero degli esteri egiziano all'ANSA. Da Tunisi il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, che ieri è stata in visita al Cairo, ha affermato che un coinvolgimento arabo in una eventuale azione militare decisa dall'Onu è attualmente in discussione.

NATO, PRONTI AD AGIRE - "Prima l'Onu arriverà ad un accordo" sulla crisi libica e "meglio sarà". Lo ha scritto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, in un messaggio postato su Facebook nel quale definisce anche "inaccettabile" una vittoria di Gheddafi ed afferma che "la Nato è pronta ad agire per proteggere la popolazione civile dagli attacchi del regime".

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu torna a riunirsi oggi per discutere una risoluzione per imporre una no fly zone sulla Libia. La Francia vorrebbe che si arrivasse al voto di approvazione alle 18 di New York (le 23 in Italia).

Gerard Araud, ambasciatore francese alle Nazioni Unite, ha sottolineato che Parigi ha preso la guida delle trattative (il ministro degli Esteri Alain Juppé sta arrivando negli Usa per partecipare ai negoziati). "Il testo che appoggiamo può ancora essere modificato, ma prevede una serie di misure che possono andare oltre la no fly zone", ha detto Araud.

Anche l'ambasciatrice degli Usa all'Onu, Susan Rice, ha detto che Washington sta considerando azioni che vadano "oltre" la no fly zone.

Un portavoce degli insorti in Libia ha detto oggi che la forze armate di Gheddafi sono ancora lontane da Bengasi, smentendo così la tv di stato libica che aveva detto in precedenza che le forze lealiste si trovavano alle porte del capoluogo della Cirenaica, caposaldo dei ribelli. "Non sono vicini a Bengasi", ha deto Essam Gheriani, portavoce della coalizione degli insorti '17 febbraio'. Gheriani ha aggiunto che le forze fedeli al colonnello hanno raggiunto la città petrolifera di Zueitina ma ha aggiunto che "sono state circondate dalle forze rivoluzionarie". La tv di stato libica ha anche annunciato che le truppe di Gheddafi hanno riconquistato la città di Misurata ma i residenti affermano che il centro costiero è ancora nelle mani degli insorti.

Intanto il ministro del petrolio ha detto che sono confermati i contratti dell'Eni, ha definito Scaroni un amico e ha detto:''Porte aperte all'Italia''.

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