dal comunicato stampa
nella base "Millevoi" del Contingente italiano, ha avuto luogo il passaggio di responsabilità del settore ovest di UNIFIL ( United Nation Interim in Lebanon ) fra la Brigata Bersaglieri "GARIBALDI", comandata dal Generale Giuseppenicola TOTA e la Brigata di Cavalleria "POZZUOLO DEL FRIULI", comandata dal Generale Guglielmo Luigi MIGLIETTA.
La cerimonia, svoltasi alla presenza dell'Ambasciatore d'Italia in Libano Sua Eccellenza Giuseppe MORABITO, del Comandante operativo di vertice interforze Generale di Corpo d'Armata Giorgio CORNACCHIONE, del Comandante di UNIFIL, il Generale spagnolo Alberto ASARTA CUEVAS ha visto la calorosa partecipazione delle autorità e della popolazione libanese.
Per i soldati della Pozzuolo questo è un ennesimo ritorno nella terra dei cedri; proprio la Brigata di Cavalleria a seguito della risoluzione ONU 1701, nel 2006, aveva aperto la missione "Leonte" per poi ritornare nel sud del Libano ancora una volta nel 2008.
La permanenza dei militari italiani nel paese mediorientale sarà di circa sei mesi, allo scopo assistere le forze armate Libanesi nel mantenere la pace e la sicurezza nel sud del Libano.
La Brigata di Cavalleria schiera sul terreno la quasi totalità del suoi reparti dipendenti, "Lancieri di Novara", "Genova Cavalleria", 3° reggimento genio guastatori ed il Reparto Comando e Supporti tattici "Pozzuolo del Friuli" inoltre, un importante contributo di uomini e donne è fornito dal "Piemonte Cavalleria" e dal Reggimento "Articavallo", oltre, naturalmente, a vari supporti specialistici provenienti da altri reparti dell'Esercito Italiano.
La "Pozzuolo del Friuli", unica Brigata di Cavalleria dell'Esercito Italiano, consolida, con l'operazione "Leonte 9", le proprie esperienze in ambito internazionale, avendo già operato, con i propri reggimenti, in diverse missioni di supporto alla pace: Somalia, Albania, Kosovo, Iraq, Afghanistan, Bosnia e infine in Libano.
La Brigata di Cavalleria, dotata di moderni armamenti ed equipaggiamenti, è in grado di assolvere molteplici compiti, grazie alla versatilità d'impiego dei propri reparti.
Sempre in prima linea negli scenari in cui il Paese ha deciso di inviare i propri "ambasciatori di pace", grazie alla professionalità dei propri uomini e delle proprie donne la Pozzuolo del Friuli ha saputo come nelle migliori tradizioni, gettare il cuore oltre l'ostacolo per superare le difficoltà derivanti dall'impiego in terre martoriate dagli orrori della guerra .
Per commentare devi fare il login o iscriverti.
Al momento non c'è nessun commento, potresti essere tu il primo a commentare questo contenuto!