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Palermo, Sicilia - 10 Giugno 2009

Lega Nord:"il sud deve aiutare il nord non viceversa"

Lega Nord:"il sud deve aiutare il nord non viceversa"

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La Lega rilancia la questione settentrionale, è il Sud che deve aiutare il Nord. Ecco per quale ragione


Il ministro Bondi lo osservava compiaciuto, la senatrice Finocchiaro, presidente del gruppo parlamentare Pd, ha provato a farlo riflettere, ma lui, il sottosegretario Castelli, fazzolettino verde sul taschino della giacca, è andato avanti imperterrito con il volto corrucciato e gli occhi di fuoco di chi aspetta al varco qualcuno.

Qui, ha detto più o meno, stiamo per arrivare al momento peggiore e ci dobbiamo dare una mossa. E' arrivata l'ora che finalmente sia il Sud a dare qualcosa al Nord, almeno una volta nella storia.



Castelli non ha dubbi, l'unico modo di aiutarli è invertire la tendenza: non più aiuti al Sud, ma aiuti al Nord. La questione settentrionale è quella che deve essere affrontata, non quella meridionale.

Castelli era a Porta a porta, poco prima era intervenuto ? una comparsata fuori dallo studio ? il Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, al quale il conduttore ha rivolto la seguente domanda: "Non crede che la crisi della giunta regionale da lei aperta alla vigilia delle elezioni abbia nuociuto alla coalizione di centrodestra della quale fa parte ed abbia provocato lo sconcerto della gente e la conseguente astensione massiccia dal voto?".



Lombardo ha negato il rapporto di causa ed effetto fra i due eventi, ricordando che in Sardegna ? nelle europee la circoscrizione insulare mette insieme le due isole ? si è registrata la stessa percentuale di astensione siciliana ed ha osservato che probabilmente la disaffezione isolana sia la risposta civile e per certi versi disperata di cittadini che si sono sentiti abbandonati dal governo nazionale.



Due tesi divergenti, dunque. Castelli rivendica un intervento pubblico al Nord, Lombardo si rammarica per l'assenza del governo al Sud. Con una differenza sostanziale, il primo collega l'intervento ad una inversione di rotta delle risorse. I soldi sono andati sempre verso il Mezzogiorno, è ora che dal Mezzogiorno si trasferiscano al Nord. Lombardo invece pretende il rispetto delle norme, ciò l'arrivo dei Fondi per aree sottosviluppate che vengono dall'Europa, in Sicilia e nelle regioni meridionali.



Se avesse seguito la stessa logica di Castelli, avrebbe potuto aggiungere: finitela di usare i soldi dell'Inps, destinati al trattamento previdenziale, agli operai in cassa integrazione, e rianimate il Sud. Fosse stato meno illuminato, avrebbe potuto aggiungere che i cittadini meridionali contribuiscono da sempre all'assistenza degli operai del Nord, visto che l'industria italiana è collocata nel Nord e non nel Sud. E siccome la storia della cassa integrazione non comincia proprio in questi giorni, il flusso di denaro pubblico per ragioni assistenziali al Nord è cospicui, molto più cospicuo delle cosiddette pensioni per invalidità.



Lombardo avrebbe potuto capovolgere il ragionamento, legando la cassa integrazione alle scelte nordiste dei governi. Ma non l'ha fatto, ed è stato un bene che non l'abbia fatto. Avrebbe fomentato una guerra tra "poveri", come se gli aiuti agli operai in mobilità del nord dovessero necessariamente essere prelevati da risorse destinate al Mezzogiorno.



Castelli ha legato, infatti, gli interventi, necessari, per assistere gli operai in crisi alla spesa a favore del Sud, raggiungendo due obiettivi: il primo, ed il più importante, rappresentare la Lega come il più attento tutore degli interessi degli operai del nord (altro che sindacati) e quello di spostare, ancora una volta, l'ottica dalla condizione del Sud alla questione settentrionale, come avviene da circa venti anni con le conseguenze che sappiamo: l'allargamento della forbice fra le due Italie.

Il ragionamento di Castelli salta a piè pari, infatti, la condizione del Sud: la mancanza di industrie e l'occupazione pubblica costituirebbero un vantaggio in questa circostanza. Il fatto che ci sia una disoccupazione che supera il 20 per cento dei cittadini attivi non viene preso in considerazione perché "lo sanno tutti che nel Sud c'è il lavoro nero".



Moltissimi anni fa chi scrive si recò nella Germania est, allora comunista. Passato il check point, l'autobus entro per le arterie deserte di Berlino in pieno giorno. Qualcuno allora si alzò e proclamò fra il serio ed il faceto che a Berlino avevano risolto i problemi del traffico che assillano le città italiane. Come? Nell'unico modo possibile, evitando che i tedeschi dell'est abbiano un reddito che permetta loro di acquistare un'autovettura.



Annientare i consumi nel Sud aggrava i problemi dell'industria del Nord, non li risolve.

La Lega, a bene vedere, è coerente. Ha fatto lo stesso ragionamento per gli immigrati, trasformandoli in concorrenti ed antagonisti degli italiani, fa la stessa cosa con il Mezzogiorno.

La questione settentrionale è alle porte. Ora sappiamo come verrà affrontata.

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