L'attacco del vescovo non ha fatto saltare i programmi di migliaia di ragazzi, che hanno festeggiato nelle case al motto di "dolcetto o scherzetto" e all'Isozaki fino all'alba. Ma per i giovani cattolici, è andata in scena la festa alternativa.
Festa d'evasione da una parte, festa impegnata e di riflessione dall'altra, zucche e travestimenti per la prima, messe e cori in piazza per la seconda. Halloween e la ricorrenza di Ognissanti viaggiano su binari paralleli nella notte torinese. Se non è contrasto aperto tra le due ricorrenze, poco ci manca: «alternativa» è la parola più usata dai giovani cattolici che ieri sera hanno fatto festa nella cornice per eccellenza della movida torinese, piazza Vittorio. «Halloween non è una festa della nostra tradizione - dicono -. La festa che noi sentiamo è quella di Ognissanti». Per i fan delle zucche intagliate, invece, «la notte di Halloween è un'occasione di svago molto partecipata», che nella sua versione consumistica ha messo in ombra la festa religiosa, soprattutto fra i giovani.
A ricordarlo, lanciando un nuovo allarme su questa tendenza, è stato due giorni fa l'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, che ieri è tornato sul tema: «Ognissanti è festa per i cristiani, non più brutta o triste di altre: festa e basta, ma su qualcosa di concreto, sulle vite di persone straordinarie che sono d'esempio a noi oggi». «Virtuale e reale» è il dualismo su cui si gioca la partita Halloween-Festa dei Santi secondo Nosiglia, «col rischio che svago e divertimento ad ogni costo rendano i giovani fragili nell'affrontare le prove della vita».
Palaolimpico Con i Green Velvet senza tante mascherate
Luca Indemini
Drive boy, dog boy / Dirty numb angel boy». Gli Underworld sono alla consolle. «Born Slippy» rimbomba tra le scenografie futuristiche del Palaolimpico Isozaki. Diecimila persone si muovono all'unisono. L'Halloween techno targato Movement ha mantenuto le aspettative, traghettando clubbers provenienti da ogni angolo del mondo fino alle prime luci dell'alba. E oltre. Perché quando la musica si è placata all'interno del Palaolimpico, il Morning Party continua a dispensare suoni ed energia fino a mezzogiorno. Sulle note dei britannici Karl Hyde e Rick Smith era incontenibile in mezzo al dancefloor il giapponese Toshiyuki Inaba, in Italia da turista. Poche parole in inglese, quasi nessuna in italiano - si aiuta con un curioso dizionario per immagini -, ma il linguaggio universale della musica elettronica lo capisce benissimo: «I like Underworld». Ha fatto tappa a Torino per loro.
Arrivano dal Nord Est Silvana Zamolo, 29 anni da Gemona Friuli, e Thomas Versa, 22 di Trieste: «Sono venuto un po' per tutti, ma la chiusura di Green Velvet promette bene» ammette lui. Nessuna maschera, nessun costume, l'abbigliamento è quello d'ordinanza da clubber. Felpe con cappuccio, jeans, più discinte le ragazze, qualcuno è in coda solo con la maglietta, vecchia tattica per risparmiare sul guardaroba. Ma il 31 ottobre le temperature lo sconsiglierebbero. «Non mi sarò truccata, ma credo di essermi conciata abbastanza bene» ammette Silvana mostrando un paio di pantaloni vistosi e occhiali di plastica rossa. Anche la diciottenne Simona Russiello e Nicole Liciardi, 16 anni, non sfoggiano trucchi e maschere: «Festeggiamo Halloween andando a ballare, ma niente costume: non siamo più gagne».
Quando la musica inizia a far ballare il dancefloor compaiono però le prime maschere. Un faccione da maiale con occhiali a led verdi piuttosto psichedelici, un inquietante pagliaccio dai ricci rosso fuoco. Qualcuno cita i Village People, c'è anche chi si ispira al Michael J. Fox di «Voglia di vincere»: l'uomo lupo vestito da giocatore di basket. Più morigerate le ragazze, che sfoggiano cerchietti con corna da diavolesse o più dolci orecchie da topolino. è sugli occhiali però che si scatena la fantasia: fascianti, luminosi, dalle forme più improbabili o con naso luminoso annesso. «Halloween è un'occasione per far festa, il travestimento fa parte del divertimento - spiega Francesco dietro una maschera da zombie -. Però qui è la musica che conta».
Intanto i bassi incalzano, le tre piste si riempiono, i djs ruotano dietro la consolle. Vere e proprie super star: difficile trovarle insieme nella stessa sera. Laurent Garnier propone il live set L.B.S., affiancato da Scan X e Benjamin Rippert; un'altra scarica di energia arriva da Carl Craig col suo live 69. Tiratissimi i set dei Visionquest, John Digweed, Damian Lazarus, ma l'atmosfera diventa davvero speciale quando prende i comandi Derrick May, padrino di Movement nel mondo e ormai abitué dell'Halloween techno torinese.
Piazza Vittorio "è più bello festeggiare dopo la preghiera"
Andrea Ciattaglia
A animare la Notte dei Santi ci hanno pensato i ragazzi delle parrocchie tornati dalla Giornata mondiale della gioventù di Madrid, quelli dei gruppi di preghiera della città, i giovani dell'«evangelizzazione di strada» che hanno percorso avanti e indietro via Po, fermando i loro coetanei e invitandoli a celebrare la festa di Tutti i Santi con una preghiera nelle chiese dell'Annunziata e di San Francesco da Paola, aperte fino a tarda notte, quattro chiacchiere sul sagrato e più di un'ora di buona musica e spettacolo in piazza Vittorio con il concerto di Francesco Sportelli e i Cometha, alternato alle «incursioni» comiche di Gianpiero Perone e Gigi Cotichella. Lo spirito della festa lo spiega don Maurizio De Angeli, direttore dell'ufficio giovani della diocesi: «Quando si ha qualcosa di bello da comunicare, lo si fa in allegria. Noi vogliamo trasmettere la bellezza dei Santi della nostra tradizione che insegnano ancora tanto ai giovani d'oggi».
Fin dal convegno del pomeriggio, relatori Ernesto Olivero, Enzo Bianchi, Nanni Tosco e l'arcivescovo, monsignor Cesare Nosiglia, la parola d'ordine è stata «impegno»: «I santi erano persone concrete con uno spirito giovane - ha detto il vescovo - con una grande visione dell'aldilà, ma radicata nel mondo, per il quale hanno fatto grandi cose». Messaggio rilanciato ai giovani durante la messa serale in via Po, parrocchia dell'Annunziata, che durante l'anno ospita i gruppi di preghiera degli universitari. La nota dolente dell'alternativa tra Halloween e la festa di Tutti i Santi non è passata sotto silenzio: «La prima è una festa virtuale ed effimera nel suo ridicolizzare la morte - ha ribadito Nosiglia -, la seconda una ricorrenza reale e educativa per i giovani». Ma il contrasto tra zucche e preghiere, tra notte dei morti viventi e Notte dei Santi a sentire gli stessi giovani cattolici, non ha monopolizzato la festa.
«Non viviamo con competizione: è un modo alternativo di festeggiare cose diversissime - dice Elisa Fumaroli, insieme al fratello Claudio, arrivati da San Francesco al Campo apposta per la festa organizzata dalla diocesi -. Questa sera ci si diverte in modo responsabile, facendo comunità con altri giovani». Anche Federica Di Monda, 18 anni appena compiuti e l'esperienza della Gmg di Madrid ancora fresca nella mente, sottolinea l'esigenza di stare insieme: «Vengo alla notte dei Santi per conoscere giovani di altri gruppi parrocchiali - dice -. Ognissanti è una festa che sento come parte della mia tradizione, festeggiarla con un bel ritrovo di piazza è quello che ci vuole».
Francesco Mastromonaco fa la guida nei percorsi cittadini dedicati ai santi sociali: «Mi affascinano le loro storie di persone coinvolte nella società - spiega -. è la prima volta alla Notte dei Santi: sono qui per passare una festa particolare, diversa dal solito». Oggi alle 10,30 messa in duomo, alle 15,30 celebrazione al Cimitero Parco. Stasera al Sermig di piazza Borgo Dora preghiera ecumenica per i Copti e i cristiani del Medio Oriente.
By: La Stampa.
Per commentare devi fare il login o iscriverti.
Al momento non c'è nessun commento, potresti essere tu il primo a commentare questo contenuto!