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Tarquinia (Viterbo, Lazio) - 31 Gennaio 2012

L'antipolitica al potere

L'antipolitica al potere

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La lista civica "Per il bene di Marzia", pardon, "Per il bene di Tarquinia" esce allo scoperto. L'eccentrica ed egocentrica pasionaria Marzoli ha creato l'ennesimo movimento "anti Mazzola". Svestiti i panni di ex quasi governatrice della Regione Lazio, indossa ora quelli di quasi sindaco, lanciando l'ennesima campagna elettorale pro domo sua. Per paura di essere defenestrata dai suoi stessi amici di tante battaglie, ha messo in atto il detto "chi mena prima, mena due volte", smascherando miseramente quello che è rimasto del movimento No Coke e anticipando due liste: "Per il bene di Ernesto" e "Per il bene di Luca", gli altri due leader maximi del movimento ambientalista che tante brave persone ha ingannato, al grido "a morte Mazzola e i suoi seguaci". Quante risate si sono fatte l'ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi e l'ex ministro Claudio Scajola alla notizia che, per le loro scellerate scelte energetiche, c'era qualcuno che se la prendeva con chi, al momento della vergognosa decisione, era un onesto e semplice cittadino di Tarquinia. Come sempre la verità viene a galla. Appena la farsa è franata sotto i colpi delle calunnie e dell'odio personale, il movimento No Coke è imploso, mostrando il volto peggiore. L'antipolitica sta scendendo in campo con più violenza e arroganza della stessa politica e dei tanti vituperati politici di professione. Il proliferare delle liste civetta ha un solo scopo: ingannare le persone e poi prepararsi all'incasso come accaduto cinque anni fa, sotto la spinta dell'avversione a Giulivi e compagnia cantando. La politica si alimenta dell'antipolitica, senza la quale mancherebbe linfa alla politica stessa. Tutti i grandi apolitici sono diventati politici di professione: Grilli e soci. Anche per queste elezioni comunali sarà così: qualche cittadino sarà messo in lista per trasformarlo in un onesto portatore di voti e, poi, scatterà la corsa agli apparentamenti per arrivare a sedersi sulle poltrone tanto vituperate. Sapremo presto come andrà a finire: se gli elettori saranno stati così intelligenti da non cadere nell'ennesima trappola e se la Marzia nazionale avrà sconfitto Ernesto e Luca, che dovranno accontentarsi di un posto di secondo piano. L'ennesima farsa all'italiana, dove gli attori cambiano ma il fine è sempre lo stesso: "Per il bene di Marzia", pardon, "Per il bene di Tarquinia".

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