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Patù (Lecce, Puglia) - 13 Ottobre 2010

L'ultimo Saluto A Marco

L'ultimo Saluto A Marco
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PATÙ - Una piccola comunità scossa nel giorno dell'estremo saluto al caporalmaggiore Marco Pedone, nella Chiesa Madre di Patù. Il giovane militare è caduto sabato scorso a soli 23 anni, nella lunga missione italiana in Afghanistan. I funerali del militare salentino si sono conclusi questo pomeriggio. Presente tutto il paese, alla cerimonia, presieduta da monsignor Gerardo Antonazzo, amministratore della diocesi di Ugento.

Ma idealmente tutto il Capo di Leuca ed il Salento si è stretto in unico abbraccio intorno al dolore della famiglia, per l'estremo saluto al ventitreenne alpino, ucciso in un attentato con altri tre commilitoni. La salma è stata trasportata prima del rito funebre nella chiesa in corteo, partendo dall'aula consigliare del comune, dove era stata allestita la camera ardente. Tra i presenti, numerose autorità e membri delle istituzioni locali, dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, alla sua vice, Loredana Capone, sino al numero uno di Palazzo dei Celestini, Antonio Gabellone: sul palco anche il sindaco di Patù, Angelo Galante, che è intervenuto con la voce rotta dall'emozione.

In particolare, il governatore pugliese ha richiamato il senso dell'immenso valore della Patria, ricordando quanto il Sud abbia dato in termini di sacrificio di vite umane, per salvaguardare questo ideale. Ma quello che ha colpito oltre alla palpabile commozione generale sono state le parole del sacerdote, che non ha lesinato una riflessione sul senso delle missioni militari internazionali, spiegando come ogni volta che si piangono i caduti italiani ci si interroghi legittimamente sul senso del loro sacrificio.

Per l'amministratore diocesano ugentino, sulla bilancia andrebbero posti, con realismo, sia il dovere di concludere un intervento "che non può essere infinito e che verosimilmente non lascerà certo un Afghanistan completamente risanato", che "i costi in vite umane che questo comporta: La guerra - ha dichiarato il sacerdote - costituisce per noi italiani ed europei, consapevoli dei mali che essa provoca, più una eventualità da scongiurare, o almeno da abbreviare, che non una sfida da vincere in armi".

Marco era caporalmaggiore degli alpini, settimo reggimento di Belluno. Insieme con lui sono morti altri militari italiani: Gianmarco Manca, 32enne, di Alghero, Sebastiano Ville, 27enne di Lentini, Francesco Vannozzi, 26enne di Pisa. Un quinto, la mattina del lancio della bomba da parte di guerriglieri talebani, Luca Cornacchia, 31enne di Pescina, è rimasto ferito. I mezzi militari dell'esercito scortavano un'autocolonna di una settantina di veicoli, nel distretto del Gulistan, 200 chilometri ad est di Farah. Avevano trasportato materiale per la costruzione di una base avanzata.

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