L'aquila (L'Aquila, Abruzzo) - 16 Agosto 2010

L'Abruzzo un anno dopo

L'Abruzzo un anno dopo

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foto di pizzak

PAGANICA: Oltre un anno fa l'Abruzzo ha subito un grosso colpo, un forte terremoto ha investito una parte del territorio abbattendo case e lasciando migliaia di persone senza una dimora, senza un tetto per ripararli del freddo e dal tempo. Questa storia la conoscono tutti, più o meno bene, sentita dalla televisione o dai giornali, con molte verità e molte menzogne. In questi giorni ho avuto la possibilità di visitare in prima persona questi luoghi, avendo anche diversi contatti con i residenti che hanno vissuto l'incubo in prima persona. Gente semplice, disponibile e che, appena percepiscono la provenienza dal Trentino aprono le braccia accogliendoti in un modo indescrivibile. Iniziano a raccontarti degli aiuti ricevuti dai trentini, mostrano le foto segnandoli con un dito e ricordando con sicurezza nomi e cognomi, la loro disponibilità nell'aiutarli sotto la pioggia, il freddo, e rispondendo quando intimati di fermarsi un momento per riposarsi, che sono li per aiutarli, non in ferie o per farsi vedere migliori.
Molte case rovinate sono affiancate da una casetta che in molti casi è una baracca, ma è la loro casa, costruita in tutta fretta per non dovere passare tutte le notti a dormire in macchina. Anche per chi la casa non ha subito danni la notte è lunga e movimentata, la paura è presente tutt'ora, il terrore di un altro incubo è sempre presente, e le casette in legno o i container sono preferiti proprio per questo motivo.
La televisione ha fatto vedere i paesi più colpiti, o dove lo stato si è mosso per gli aiuti, dimenticando i paesi più piccoli che all'inizio sono stati ignorati e solo successivamente sono stati aiutati solo grazie ai volontari.
La gente ricorda i momenti precedenti al terremoto, le scosse che erano una cosa normale, più volte al giorno, fino a quando qualche giorno prima c'è chi ha notato che le formiche scappavano in massa dalla zona e che i galli non dormivano, cantando a tutte le ore della notte.

Io non credo ai giornali, alla televisione, io credo solo a quello che vedo e oggi sono convinto di non avere mai sbagliato a seguire questa filosofia. I media seguono la politica, chi la destra, chi la sinistra, chi lo scopo di dare la notizia per primi e farla più tragica, ma nessuno stà dalla parte di chi soffre, di chi ha perso tutto e ancora da il 100% per accoglierti a braccia aperte. Gente semplice e orgogliosa di essere stati aiutati da gente in gamba, orgogliosa della loro casetta in legno costruita in tutta fretta con materiali di recupero, ma che contribuisce a tenere unita la famiglia.
Dovrò fermarmi ancora diversi giorni in questi luoghi e spero di approfondire la conoscenza di questa splendida gente.


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