Gela (Caltanissetta, Sicilia) - 7 Agosto 2011
Gela (Caltanissetta, Sicilia) - 7 Agosto 2011
La Sicilia - Domenica 7 Agosto 2011
Sfida Sindacato Di Gela
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L'ASSISTENZA AI DISABILI
Ieri mattina il sindacato Sfida ha avviato una raccolta di firme in piazza Umberto per il diritto alla riabilitazione e allo studio da parte di chi ha bisogno di cure specializzate.
<<I bambini penalizzati a scuola>>
Lo sfogo di alcune mamme:<<Con i tagli ministeriali tanti disagi per i nostri figli>>
Accudiscono ogni giorno i loro bambini, mostrando affetto e dedizione. Ma quando suona la campanella per l'avvio dell'anno scolastico iniziano i soliti grattacapi. Sono le mamme che hanno bambini con diverse abilità ed ogni giorno percorrono 14 chilometri di strada statale per raggiungere il centro di riabilitazione Aias di contrada Borgo Manfria. Si chiamano Nunzia Consiglio, Adelina Di Fede e Concetta Ticli le tre mamme che ieri mattina accanto ai segretari di Sfida Natale Saluci e Anna Grazia D'Aleo, hanno raccontato le difficoltà che riscontrano nel momento in cui suona la campana per l'avvio dell'anno scolastico. Nessun accudente dall'inizio dell'anno, poi di corso in contrada Borgo Manfria per la riabilitazione, una terapia che le mamme gradirebbero che venisse fatta all'interno degli istituti scolstici per evitare i '' viaggi della speranza'' ed evitare così di percorrere, durante le giornate piovose, la strada statale 115 Gela - Licata, teatro di diversi incidenti diverse volte anche mortali. Consiglio Nunzia ha una bambina di 3 anni, ancora un'infanta e di riabilitazione ne ha bisogno tanta: '' Alle 9 circa giunge il pullmino - ci racconta la donna - alle 10 circa inizia la terapia e dopo le 11 siamo acasa. Per la terapia ci vuole un'intera mattinata". Ore trascorse prima sui pullmini, poi nei locali Aias. Però la campanella dell'avvio delle lezioni sta per suonare per tutti i bambini, anche per coloro i quali devono fare la terapia. " Mia figlia ha nove anni - racconta Adelina Di Fede - l'accudente all'avvio delle lezioni non c'è mai, è un servizio che viene avviato sempre con tanto ritardo. Poi con i nuovi tagli alla scuola il rapporto insegnanti di sostegno e bambini con disabilità non è direttamente proporzionato alle singole esigenze. Un rapporto veramente fuorviante che crea un ulteriore disagio ai nostri figli che già di per sè hanno difficoltà a rapportarsi. La migliore terapia che i nostri bambini possono effettuare è quella di non abbandonare l'ambiente scolastico". Prima a scuola, poi in macchina per la terapia. Ed il rientro nell'edificio della cultura ogni volta per i bambini che hanno già difficoltà intellettive è un ulteriore trauma ad una terapia mentale che con grandi sacrifici i genitori cercano di effettuare tutti i giorni anche quando si ritrovano tra le pareti domestiche. " Si perde mezza giornata per la riabilitazione - ha aggiunto Concetta Ticli, che ha un bambino di 7 anni - tra viaggi e attese. Spesso non conviene neanche fare ritorno a casa. La soluzione ci potrebbe essere e sarebbe l'ideale, la scuola è un diritto per tutti e non ci dovrebbero essere differenze. I nostri bambini hanno bisogno di non essere sballottati perchè per recuperare i traumi ci vuole un lavoro sinergico".
Sono circa 200 i bambini che frequentano gli istituti della città, alcuni di loro ogni giorno vengono accompagnati al centro di riabilitazione. Altri ancora effettuano sedute saltuarie,altri per il cumulo d'assenze rischiano anche la bocciatura. Così il diritto ad effettuare la riabilitazione cozza con il diritto a frequentare ed essere partecipi alle attività scolastiche. E ieri mattina "Sfida" sindacato delle famiglie diverse abilità ha lanciato l'offensiva. Una raccolta delle firme avviata dal segretario provinciale Natale Saluci e dal segretario locale avv. Anna Grazia D'Aleo affinchè la riabilitazione venga effettuata nelle scuole, durante le ore di lezioni. "Se dovessimo riuscire ad ottenere questo servizio - hanno affermato i due segretari - sarà una battaglia di civiltà vinta a favore dei tanti bambini che frequentano le scuole gelesi".
Laura Mendola
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