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Roma, Lazio - 11 Giugno 2009

Intercettazioni Camera approva proteste ma va al Senato

Intercettazioni Camera approva proteste ma va al Senato

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L'aula della Camera ha approvato oggi il disegno di legge in materia di intercettazioni. Il provvedimento, che ora passa al Senato, è passato con 318 voti a favore, 224 voti contrari e un astenuto.

Il ddl, sul quale il governo ieri ha ottenuto la fiducia, restringe il ricorso alle intercettazioni nelle indagini della magistratura e impedisce la loro pubblicazione sui media, anche quando non sono più coperte da segreto, almeno fino alla fine delle indagini preliminari.

La maggioranza sostiene che le limitazioni sono necessarie dopo una serie di abusi da parte della magistratura, in cui si è violata la privacy dei cittadini.

L'opposizione, che oggi ha esposto cartelli di protesta in aula, ha aspramente criticato la scelta del governo di mettere la fiducia su un provvedimento che tratta di sicurezza dei cittadini e libertà di informazione, diritti tutelati dalla Costituzione.

Il sindacato delle toghe ha parlato di scelta che "lascia sgomenti".

L'opposizione, con l'Italia dei Valori, aveva già espresso ieri il suo dissenso su questo ddl. "Per ricorrere alle intercettazioni sono state poste delle condizioni più restrittive di quelle richieste per gli ordini di custodia cautelare", aveva detto Michele Vietti dell'Udc.

Il riferimento è alla norma centrale del disegno di legge, secondo cui il giudice potrà autorizzare le intercettazioni richieste dal pm soltanto in presenza di "evidenti indizi di colpevolezza".

Per i detrattori del provvedimento, questo significa azzerare il ricorso alle intercettazioni, che vengono spesso chieste proprio per stabilire indizi di colpevolezza, e di conseguenza limitare fortemente l'efficacia delle inchieste contro la criminalità.

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