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Libano, Estero - 16 Aprile 2009

In Libano strada dedicata all'Aquila per ringraziare italiani

In Libano strada dedicata all'Aquila per ringraziare italiani

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Prosegue l'attività di cooperazione civile-militare tra i caschi blu italiani e la popolazione del Libano
Libano - intitolata strada in memoria delle vittime del terremoto in Abruzzo
Si chiamerà L'AQUILA la strada rinnovata grazie al contributo del nostro Paese

(Al Mansouri, Libano ? 11 aprile 2009) Si chiamerà "L'AQUILA" la strada interamente ripristinata dal contingente italiano in Libano. È stata restituita alla popolazione, la principale via di collegamento tra le cittadine di Al Mansouri e Shamaa: un nastro d'asfalto di circa tre chilometri che permetterà di percorrere in breve tempo la distanza tra due zone che, a causa della guerra del 2006, ha visto degradate le proprie infrastrutture.
In circa un mese di lavoro la via di comunicazione è stata interamente asfaltata, dotata di un impianto di illuminazione con circa 150 lampioni e canali per lo scorrimento dell'acqua piovana.
Il progetto, coordinato dalla Cellula di cooperazione civile ? militare del contingente italiano, attualmente a guida brigata di cavalleria "Pozzuolo del Friuli", è stato realizzato con fondi messi a disposizione dall'Italia per l'esecuzione di attività a favore della popolazione del sud del Libano.
Il sindaco di Shamaa, Abdul Kader Saffeidine, nel rinnovare la vicinanza al popolo italiano per la tragedia che ha colpito l'Abruzzo, ha voluto che la strada venisse intitolata alla città de L'Aquila, per sottolineare quanto sia importante, dopo eventi catastrofici come i terremoti, guadagnare fiducia e iniziare prima possibile la ricostruzione.
Il contingente militare italiano in Libano, guidato dal generale Flaviano Godio, ha il compito di contribuire a far rispettare l'applicazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, al quale si affianca il supporto della popolazione civile.
I caschi blu italiani attualmente impegnati in Libano sono circa 2.100 e svolgono quotidianamente operazioni di pattugliamento, attività congiunte con l'Esercito libanese, bonifica di aree in cui sono presenti ordigni inesplosi, oltre al controllo ininterrotto della Blue Line, la linea armistiziale che determina il confine tra Libano e Israele. Sotto il comando italiano ci sono anche militari provenienti da Francia, Ghana, Corea del Sud, Malesia, con all'interno una componente del Brunei e un distaccamento della Slovenia.

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