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Trento (Trentino-alto Adige) - 31 Luglio 2008

Il vero Grande Freddo è Made in Italy 2

Il vero Grande Freddo è Made in Italy 2
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Il vero grande freddo



L?esperimento di Fisica ideato da un giovane ricercatore dell' IFN (CNR) - CeFSA (FBK) di Trento riportato dalle più autorevoli riviste scientifiche internazionali



(v.l.) Cosa succederebbe se potessimo applicare le leggi della Fisica quantistica - valide per gli atomi e per le particelle elementari - anche agli oggetti che vediamo nella vita di tutti i giorni?

Quanto meno cose bizzarre, come la possibilità teorica che un libro, un monumento, una persona possano trovarsi in due posti diversi nel medesimo istante.

In questo campo di indagine si inserisce l?esperimento ideato da Andrea Vinante, giovane fisico dell?Istituto di Fotonica e Nanotecnologie, CNR-Fondazione Bruno Kessler (CeFSA) di Trento.

Non è ancora un esperimento in grado di rivoluzionare la Fisica, ma intanto lo studio è stato pubblicato su una delle più autorevoli riviste scientifiche del settore a livello mondiale: la Physical Review Letters. Ed è stato commentato su Physics, rivista dell?American Physical Society che prende in considerazione le ricerche più dirompenti nel panorama della Fisica, selezionandole tra le migliaia riportate dalle riviste specializzate.

L?esperimento è infatti unico a livello mondiale, dato che solitamente in questo settore si prendono in considerazione oggetti piccolissimi, microscopici (per cercare di avvicinarsi il più possibile alla realtà dell?atomo), mentre Vinante ha applicato l?indagine a una barra di alluminio di addirittura due tonnellate (nella foto).

?Abbiamo sfruttato le potenzialità di AURIGA?, specifica Vinante, ?un rivelatore di onde gravitazionali in funzione a Legnaro (Padova) e frutto della collaborazione tra l?INFN, l?Università di Trento, di Padova e il CeFSA. E lo abbiamo adattato alle nostre esigenze?.

Per l?esperimento di Vinante infatti servivano due ingredienti fondamentali: un oggetto portato a temperature bassissime e isolato il più possibile dal mondo esterno e un sensore di posizione in grado di rilevare anche la minima vibrazione prodotta dall?agitazione degli atomi che compongono l?oggetto. Il rivelatore AURIGA è adatto allo scopo perchè è basato su un?enorme barra metallica raffreddata a pochi gradi al di sopra dello zero assoluto (-273 °C) e dotata di un sensore di posizione ultrasensibile, sviluppato proprio dai ricercatori del CeFSA e dell?Università di Trento. Vinante ha deciso quindi di provare il suo esperimento, con il quale è riuscito a raffreddare ulteriormente la barra fino alla temperatura di soli 170 milionesimi di grado sopra lo zero assoluto. Questo risultato rappresenta un progresso notevole verso le condizioni in cui è possibile osservare il comportamento quantistico di un oggetto macroscopico.

Per raggiungere quest?ultimo obiettivo sarà necessario ridurre ulteriormente la temperatura e aumentare la sensibilità del sensore. Vinante è intenzionato a provarci.

I ricercatori che con lui hanno condotto l?esperimento AURIGA sono Paolo Falferi e Michele Bonaldi del CeFSA, Renato Mezzena, Giovanni Prodi, Francesco Salemi e Stefano Vitale dell?Università di Trento, Jean-Pierre Zendri, Luca Taffarello, Antonello Ortolan, Stefano Longo, Gabriele Vedovato dell?INFN, Michele Bignotto, Nicola Liguori, Livia Conti, Massimo Cerdonio dell?Università di Padova.



In allegato:

- Foto dell?esperimento

- Foto di Andrea Vinante (Foto M.L., Area Comunicazione FBK)