(ANSA) - MILANO, 18 AGO - "Come minimo, mi buttano, non so,
in carcere, anche se non hanno nulla contro di me formalmente,
ma quelli lì...". A prevederlo, parlando della sua paura di
finire in Marocco, è l'imam di Varese Abdelmajid Zergout,
intervistato alcuni giorni fa in un video pubblicato sul sito
www.youreporter.it. Zergout, spiega, teme la tortura delle
carceri marocchine.
"Com'é stata la tua vita in quest'anno?" gli viene
chiesto. "E' stata sempre nella paura di essere estradato un
giorno" risponde il religioso. "Non passa una notte senza che
mi svegli" spiega, con la paura che "vengono a prendermi. Mi
alzo, guardo i bambini, poi torno". Zergout dice di avere
paura, ma non di morire, semmai "di lasciare i miei figli senza
che nessuno si prenda cura di loro. E soprattutto senza aver
commesso o fatto qualcosa che meriti questo... sono quasi da
vent'anni in Italia".
Poi si rivolge al ministro dell'Interno Roberto Maroni: "Il
nuovo ministro è di Varese e abita vicino alla moschea e al
centro islamico. Chieda agli italiani, ai miei vicini. Sono più
di dodici anni che sono lì, mi conoscono personalmente. Perché
uno può fare finta un giorno, un anno, due anni, ma tutti
questi anni?". Ecco perché, temendo per la possibilità di
essere estradato, l'imam parla di "grande ingiustizia. Essere
giudicato in un tribunale, poi assolto, poi essere estradato...
veramente, nessuna legge può giustificare questo".
Il suo legale, l'avvocato Luca Bauccio, parla del nuovo
arresto come di una "pantomima". "Il Marocco vuole colpire un
avversario piuttosto che giudicare un imputato" afferma.
Nel procedimento milanese, la Procura ha presentato appello
contro l'assoluzione in primo grado ma, a quanto risulta,
l'udienza non è ancora stata fissata.(ANSA).
Per commentare devi fare il login o iscriverti.
Al momento non c'è nessun commento, potresti essere tu il primo a commentare questo contenuto!