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Trieste (Friuli-venezia Giulia) - 8 Aprile 2017

Il fatto non costituisce reato, assolto Parovel in Appello

Il fatto non costituisce reato, assolto Parovel in Appello
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di sfumich
Ieri, il presidente del Movimento Trieste Libera, Roberto Giurastante, ha postato sui social media l'avvenuto proscioglimento, perché il fatto non costituisce reato - decretato con sentenza della Corte d'Appello di Trieste il 6 aprile - del giornalista Paolo G. Parovel, direttore de "La Voce di Trieste", dalle accuse che un cronista del quotidiano locale "Il Piccolo", Corrado Barbacini, aveva formulato querelando il Parovel, il quale nel 2013 aveva pubblicato sul suo giornale un'ampia inchiesta sui poteri trasversali nella città. L'analisi, dal titolo "Come emergono e si muovono le reti di potere trasversale a Trieste", nella prima puntata metteva a fuoco proprio le modalità su come fossero costruite le repressioni e le minacce illegali contro gli indipendentisti triestini e veniva in essa documentato come in quella, che veniva definita come una pesante campagna di stampa del quotidiano "Il Piccolo" contro il Movimento Trieste Libera, risultassero utilizzate notizie riservate di indagini del PM Federico Frezza, all'epoca dei fatti facente anche funzioni di Procuratore capo in attesa della nomina del titolare.
Come ricorda Giurastante nel suo comunicato, alla pubblicazione dell'inchiesta su "La Voce di Trieste", non vi furono reazioni né da parte del PM Frezza né da parte del direttore de "Il Piccolo", ma una querela contro Parovel fu comunque depositata dall'avvocato di fiducia del quotidiano a nome del cronista Barbacini, tra l'altro - sottolinea Giurastante - marginalmente menzionato nell'inchiesta de "La Voce di Trieste" come autore di due articoli. Il cronista dichiarava di sentirsi diffamato da Parovel, poiché - affermava - non c'era stata nessuna fuga di notizie.
Di fronte alla querela, Parovel, sicuro dell'assoluzione, aveva chiesto il giudizio abbreviato, convinto che documentare fatti veri non costituisca assolutamente reato. Le fughe di notizie non solo furono poi confermate nel 2015, ma anche stroncate dal nuovo Procuratore Capo, Carlo Mastelloni, con una clamorosa indagine che portò all'apertura di procedimenti contro lo stesso cronista de "Il Piccolo", il PM Frezza e alcuni investigatori. Il quotidiano "Il Piccolo" reagì all'indagine - ricorda il presidente di Trieste Libera - con una violentissima campagna e contemporaneamente un giudice di primo grado, anche se i fatti affermati nell'inchiesta della Voce ormai fossero pubblicamente comprovati, condannava Parovel, "unico giornalista che difendeva il Procuratore" (Parovel aveva scritto con forza allora su "La Voce di Trieste": "Il nostro giornale è in contrasto con le istituzioni italiane per la giurisdizione fiduciaria e non sovrana sul Free Territory and Free Port of Trieste. Ma è anche schierato a difesa della legalità e nella battaglia anticorruzione ed antimafia. Se dunque il sistema di corruzione locale e la sua stampa attaccano un Procuratore italiano che fa il suo dovere a Trieste, noi denunciamo il 'sistema' corrotto e difendiamo il magistrato coraggioso").
La Corte d'Appello ha annullato, ora, una sentenza "così ingiusta ed imbarazzante per l'amministrazione della giustizia a Trieste", il commento finale di Giurastante.