Chiarezza sulla Torino-Lione: la sollecita Aldo Corgiat, sindaco di Settimo e Sì-Tav convinto, perplesso da tempi troppo lunghi. Per di più, nello stesso giorno in cui il Movimento contro la super-linea torna a prendere l'iniziativa scrivendo nientemeno che a Siim Kallas.
Chissà cosa penserà il presidente della Commissione Europea scorrendo la lettera in cui lo si accusa «di aver contribuito a scatenare le aggressioni poliziesche ai cittadini nella località La Maddalena a Chiomonte legittimando la fantomatica scadenza del 30 giugno». Superata la quale, com'è noto, Bruxelles aveva minacciato il taglio dei fondi comunitari per costruire la Tav. Un taglio in parte avvenuto e sul quale ieri è tornato anche Antonio Tajani, vice-presidente della Commissione. «E' incredibile che si perdano soldi europei per colpa di sparute minoranze che ricorrono alla violenza».
Il cantiere di Chiomonte non è stato installato perchè non è stato lanciato nessun bando di gara europeo, sono pendenti ben tre ricorsi davanti al Tar del Lazio e 128 prescrizioni del Cipe dovranno essere osservate prima che possa venire aperto. Questo, in sintesi, il promemoria dei No-Tav, che liquidano l'avvio dei lavori come un'operazione squisitamente mediatica: oltre la rete, niente; nulla che ad oggi giustifichi i fondi di Bruxelles. Non solo: il Movimento, che ieri ha presentato domanda al Comune di Chiomonte per accedere ad alcuni terreni di proprietà a ridosso del «fortino», chiede a Kallas di avere accesso ai documenti europei e di poter interloquire con l'Europa senza alcuna mediazione».
Immediate le reazioni del mondo politico. Lapidario Roberto Cota: «L'obiettivo è mantenere tutti gli impegni sulla Tav per impiegare al meglio le risorse già destinate». «L'opera si farà a dispetto del Movimento No-Tav». Protestano Enzo Ghigo e Agostino Ghiglia. Michele Coppola, Pdl, invita Fassino a visitare insieme il cantiere di Chiomonte per dimostrare la comunevolontà di realizzare l'opera.
Tutto questo nel giorno in cui Perino è stato denunciato da Ltf, tutelata dall'avvocato Alberto Mittone, per minacce contro gli operai e il primo cantiere Tav - «L'assedio è riuscito e le forze dell' ordine devono sapere che torneremo alla Maddalena, non so se ogni settimana o ogni quindici giorni, ma non lasceremo che questo cantiere vada avanti», aveva proclamato il 3 luglio al termine degli scontri - e nel quale arriva la presa di posizione di Corgiat.
Cosa turba il sindaco di Settimo? I tempi e il merito di un'opera dimezzata dal progetto di fasaggio, altrimenti noto come «progetto low-cost», che ha preso piede negli ultimi mesi: «Delinea tre fasi prioritarie, due relative al nodo di Torino e la terza in Valle di Susa, con tempi di realizzazione decennali. Vorrei sapere chi ha deciso, e perchè, di passare al fasaggio. In ogni caso, parliamo di un'opera che sarà terminata fra trent'anni, con tempi incompatibili con quelli delle moderne democrazie. Se la Tav serve per affermare un principio, ci sono altri modi per farlo. Se invece è essenziale, allora bisogna realizzarla tutta e subito». In sintesi, la richiesta è di riportare il progetto al tavolo politico per accelerarne i tempi.
Concetto ribadito da Corgiat alla Festa del Pd di Settimo durante il dibattito con Antonio Saitta («favorevole a discuterne, ma oggi il tema è quello dell'ordine pubblico»), la Bonino e il deputato Pd Stefano Esposito. Quanto basta a movimentare il clima anche tra i democratici.
By: La Stampa
Reporter: Alessandro.
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