Sempre a proposito della Curtis del Castello Episcopio di Grottaglie... siamo giunti all'epilogo.
Guardate che fine ha fatto il mantello roccioso della Curtis del Castello Episcopio di Grottaglie.
(foto del 2 maggio 2009)
Confinato in un angolo a sinistra (un mozzicone di gravina, altro che due terzi qui la curtis se "la sono mangiata" tutta) mentre sulla destra campeggia la gradonata che è stata realizzata "NONOSTANTE" i ritrovamenti adiacenti. Ma Grottaglie è la città dei nonostante...
Buon senso e un minimo di umiltà (ma l'umiltà è prerogativa dei GRANDI e non dei piccoli ego di provincia) avrebbe voluto che, una volta effettuato il ritrovamento nel sottosuolo, ci si fosse fermati con i lavori di superficie dando spazio agli archeologi.
Ma qui la presunzione regna sovrana e si è andati avanti alla faccia dei ritrovamenti, alla faccia degli archeologi (A PROPOSITO DOVE SONO?) alla faccia della storia e alla faccia della città tutta e la cosa tragica è che nessuno degli Enti preposti, avvertito a più riprese, lo ha impedito! E fra due giorni "si fanno" anche la conferenza pre-elettorale sull'atlante paesaggistico di Puglia con tanto di assessore regionale, e proprio qui nel castello episcopio.... e ad un passo la Curtis agonizza.
Mentre domani in consiglio comunale (l'ennesimo. Ormai siamo la città più "consigliata" d'Italia) uno dei punti all'ordine del giorno, contempla proprio i ritrovamenti condotti alla "raz de gan". Noi questa volta non ci saremo a fare circo con i clown. Sanno farle benissimo da soli le pagliacciate senza che nessuno li aiuti.
IO M'ARENDO. Con una r sola come "dicheno" a Roma.
Peccato per il Castello. Ci piange il cuore. Avrebbe meritato un destino migliore e mani più capaci. Il suo solo peccato è stato quello di essere eccezionale in un contesto di gente banale, presuntuosa, arraffona, arrogante, ignorante e provinciale.
LA CURTIS DEL CASTELLO DI GIACOMO D'ATRI E' MORTA. EVVIVA LA CURTIS DI GIACOMO D'ATRI.
Ci auguriamo che questo sfregio al Territorio e alla Storia pesi sulle coscienze come un macigno e chi se ne è reso artefice ed esecutore, o è rimasto volutamente indifferente per ignavia, abbia a che rifletterci su per gli anni a venire.
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