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Palermo (Sicilia) - 4 Novembre 2011

Il Giudice Di Pace, Serit Non D Tartassi I Cittadini

 Il Giudice Di Pace, Serit  Non  D Tartassi I Cittadini
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MAZZATA ALLA SERIT: PER IL GIUDICE DI PACE L'ENTE NON E' LEGITTIMATO A TARTASSARE I CITTADINI

La sentenza scaturisce dall'interpretazione della legge regionale n.19 del 2005,
che istituisce la Riscossione Sicilia Spa come società incaricata a riscuotere i tributi

di Marina Pellitteri

La Serit Sicilia Spa cannibalizza i cittadini, nonostante non sia "qualificata" come Ente di riscossione. Ad affermarlo è il Giudice di Pace di Palermo con un provvedimento emesso il 10 aprile 2010 nel quale sostiene che la Serit non può "riscuotere tasse e tributi giacché come prevede la legge, l'ente di riscossione deve essere partecipato a maggioranza pubblica ma nello stesso tempo il pubblico deve avere azioni anche nella società controllante".

Una sentenza eclatante che scaturisce dall'interpretazione della legge regionale n.19 del 2005, che ha accolto la normativa nazionale, istituendo, di fatto, la Riscossione Sicilia Spa, una società pubblica incaricata dell'esazione dei tributi.
Il provvedimento, accoglie il ricorso presentato dall'avvocato Alessandro Dagnino contro una cartella esattoriale della Serit Sicilia che aveva come oggetto il pagamento di una serie di multe. La legge prevede che la Serit Sicilia spa possa esercitare l'attività di riscossione solo se rispetta due condizioni: 1) la società pubblica deve acquistare la maggioranza delle quote della sua controllata (Serit) 2) la controllata deve avere partecipazioni azionarie nella controllante (Riscossione Sicilia spa).
Secondo il giudice di pace di Palermo, si sarebbe verificata solo la prima delle due condizioni: "Cioè la Riscossione Sicilia avrebbe partecipazioni di maggioranza nella Serit, mentre la Serit non avrebbe provato in giudizio di avere acquisito le quote della sua controllante e pertanto non avrebbe la qualifica di agente di riscossione".
"Infatti, se è pur vero che la Serit è società controllata a maggioranza pubblica (ndr. Regione Siciliana), il Giudice di Pace di Palermo ha rilevato che la Regione Siciliana non ha provato in sede giudiziale, di essere in possesso di quote azionarie della società parte, la Serit non avrebbe provato in giudizio di avere acquistato le quote della sua controllante e pertanto non avrebbe la qualifica di agente di riscossione".
Da tale sentenza ne consegue che l'effetto del provvedimento potrebbe estendersi anche al passato almeno per le attività di espropriazione forzata come le ipoteche, i fermi amministrativi e le vendite immobiliari compiute dopo il 2005, anno di entrata in vigore della legge regionale.

Intanto la Serit passa al contrattacco: "Siamo legittimati a riscuotere i tributi. La recente sentenza del Giudice di Pace di Palermo - dichiara il Direttore Generale della società, Antonio Finanze - ha creato inutile allarmismo, dannoso per quei cittadini che potrebbero essere erroneamente indotti a ritardare o peggio a omettere i pagamenti dovuti: ricordiamo perciò che l'inevitabile aggravio dei costi sarà a loro esclusivo carico".
L'operato della Serit Sicilia, intanto, è anche stato messo in discussione dopo la recente sentenza n. 4077 del 2010 che segna una svolta epocale perché tutte le cartelle esattoriali, i provvedimenti di fermo amministrativo, le iscrizioni d'ipoteche effettuati a decorrere dalla data della sentenza sarebbero illegittime in quanto posti in essere da un soggetto "incompetente".

Le comitati dei consumatori contro la Serit
L'attività della Serit Sicilia, era finita, da tempo, nel mirino dell'Associazione consumatori siciliani, prima di passare alla ribalta per la recentissima sentenza della Corte di Cassazione n. 4077 del 2010. Nel provvedimento dei Giudici si afferma che sono da considerare nulle le iscrizioni ipotecarie poste in essere da Equitalia e Serit che in sostanza svolgono la stessa attività, per debiti inferiori agli 8000 euro.
L'Associazione consumatori siciliani ha diffidato, dunque, la Serit Sicilia spa ad annullare tutte le iscrizioni ipotecarie al di sotto di quanto stabilito dalla Cassazione. Ciò che l'associazione ha chiesto è un atto di autotutela, ovvero la cancellazione d'ufficio di tutte le ipoteche illegittimamente iscritte, in modo da evitare al cittadino di dover promuovere un'azione legale.
Allo stesso modo il sindacato "La nuova tutela del cittadino", in una relazione a firma del suo presidente Angelo Di Girolamo ha affrontato i dettagli della questione denunciando l'inefficienza della pubblica amministrazione, quale ente impositore, "per aver iscritto a ruolo somme già prescritte o in assenza del previsto avviso bonario, per la tardività nella formazione del ruolo", somme che la Serit provvedeva comunque a riscuotere in qualità di esattore legato da un rapporto di servizio all'ente pubblico, con gravi danni per i contribuenti. Paradossalmente la Serit, come Equitalia, è un ente che dovrebbe mirare alla "lotta all'evasione, attraverso l'accesso alle banche dati della pubblica amministrazione, ai conti correnti bancari, all'anagrafe tributaria tenuta dall'Agenzia delle entrate, con possibilità di acquisire dati finanziari direttamente dal contribuente, riduzione dei vincoli su pignoramenti, fermi amministrativi ipoteche e possibilità di procedere alla vendita diretta dei beni del contribuente qualora l'esposizione debitoria raggiunga il 5% del valore catastale degli immobili".
In particolare, nella relazione del Comitato consumatori, con riferimento all'ipoteca si legge: "...anche l'iscrizione di ipoteca è illegittima, poiché essendo atto prodromico all'espropriazione immobiliare, non dovrebbe mai essere iscritta per importi inferiori a ottomila euro. Tali iscrizioni comportano una paralisi della situazione finanziaria del contribuente, poiché, nel caso di affidamenti bancari, questi il più delle volte sono revocati in quanto il soggetto non risulta più dai sistemi creditizi solvibile".

L'ipoteca non notificata
Ma il fatto più grave è che l'iscrizione dell'ipoteca non viene notificata al contribuente, il quale, il più delle volte lo scopre perché convocato dalla propria banca per l'immediato rientro dalle proprie esposizioni." Lo stop della Cassazione era atteso da tempo. Oggi è nulla l'iscrizione ipotecaria su debiti di modico valore ossia non superiori a ottomila euro.
Per la Serit è finita l'era delle espropriazioni facili.

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