Alla gentile attenzione:
Simone Bruno, il corrispondente in Colombia del sito di informazione internazionale Peacereporter.net è stato oggi minacciato attraverso la sua pagina di Facebook.
Questo il testo della minaccia: "Stronzo di merda, ti stai intrufolando dove non devi con troppa forza e verrai schiacciato. Sei coraggioso a buttare sassi e ad aggredire gli agenti dello stato di María e se vuoi diventare un martire con molto piacere soddisferemo il tuo desiderio. Prega, figlio di puttana". Bruno ha immediatamente informato i responsabili di Facebook che hanno subito provveduto a rimuovere la pagina di questa persona la cui identità per il momento è sconosciuta.
Recentemente Bruno è nello stato del Cauca, nella città di María-Piendamó, per documentare la protesta degli indigeni. Un reportage importante, che raccontava il tentativo degl indigeni di far conoscere al mondo intero la loro drammatica situazione: secondo la Onic (Organizzazione nazionale indigena colombiana) durante l'ultimo anno sono stati uccisi 1253 indigeni, uno ogni 53 ore e 54.000 sono stati espulsi dalle loro terre ancestrali.
Ricevere minacce in un paese come la Colombia invece è una cosa molto seria. Negli ultimi dieci anni sono stati uccisi 120 giornalisti, colpevoli di aver denunciato le ingiustizie sociali in una terra stretta tra la brutale repressione del governo e la violenza della guerriglia.
Simone Bruno ha trentasei anni, e in Colombia ha scelto di vivere. Lavora lì da cinque anni: "La Colombia - dice a proposito della minaccia ricevuta - evidentemente è ancora lontana dall'essere un paese che rispetta chi la pensa in modo differente, la minaccia è a me, ma diretta a colpire il movimento indigeno".
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