Padova (Veneto) - 14 Gennaio 2010

Giorgio Perlasca, un italiano scomodo

Giorgio Perlasca, un italiano scomodo

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foto di Presser

GIORGIO PERLASCA

UN ITALIANO SCOMODO

di Dalbert Hallenstein e Carlotta Zavattiero

27.01 Giornata della Memoria

31.01 Centenario della nascita di Giorgio Perlasca

a Padova la commemorazione e la presentazione del libro

ore 17.00 Auditorium Centro Culturale Altinate/San Gaetano

http://www.giorgioperlasca.it/Iniziative/Iniziative2009/tabid/230/Default.aspx

Altre presentazioni: 25.01 Milano, Feltrinelli Piazza Duomo ? con gli autori interviene David Bidussa

26.01 Verona, Fnac Via Cappello 34 ? con gli autori interviene l'Avv. Guariente Guarienti

30.01 Busto Arsizio, Teatro Sociale Piazza Plebiscito 1, con gli autori interviene Marisa Ferrario Denna
Chiarelettere, Reverse, pp. 224, 14 euro
Giorgio Perlasca, lo Schindler italiano per troppo tempo dimenticato da tutti:

dai fascisti (era contrario alle leggi razziali e non aveva aderito a Salò),

dai democristiani (senza risposta una sua lettera a De Gasperi),

dai comunisti (era di destra).

E dalla Chiesa.

Un uomo libero che mai rinnegò la sua storia, come racconta lui stesso in questa testimonianza inedita.

Fingendosi diplomatico spagnolo, riuscì a salvare migliaia di ebrei del ghetto di Budapest.

Un'avventura memorabile tutta da raccontare.



Giorgio Perlasca (31 gennaio 1910 -- 15 agosto 1992)

combatte prima in Etiopia e poi come volontario in Spagna con i falangisti di Franco. Per lavoro viaggia nell'Europa in guerra.

A Zagabria e a Belgrado assiste ai primi massacri fatti dai nazisti. A Budapest si adopera con ogni mezzo in favore degli ebrei.

Tornato in Italia, fa i mestieri più diversi ("Tutto tranne il ladro").

Ungheria, Israele, Spagna lo premiano per la sua attività,Washington lo festeggia.

Finalmente, nel 1990, la tv pubblica italiana racconta la sua storia.

Arrivano i primi riconoscimenti ufficiali. Ma è tardi.

Muore con il rammarico di non aver ricevuto dallo Stato ciò che gli spettava.

Nel 2002 la Rai manda in onda il film di Alberto Negrin: PERLASCA. UN EROE ITALIANO, con Luca Zingaretti.



Sommario:



La congiura del silenzio 1

Una storia sepolta nell'oblio per quarant'anni: l'indifferenza

dei politici italiani e della Chiesa cattolica



La seduzione del fascismo 25

La formazione di un fascista anomalo: la militanza nelle camicie

nere, il trauma delle leggi razziali e la delusione



Testimone delle stragi in Europa orientale 41

In viaggio tra Zagabria e Belgrado come commerciante di bestiame:

la sconvolgente scoperta della «soluzione finale»



Braccato dai nazisti a Budapest 55

La difficile situazione di un italiano ostile a Mussolini nell'Ungheria

controllata dai tedeschi



Protettore degli ebrei per conto della Spagna 75

Il metodo di Jorge Perlasca, diplomatico per caso, per strappare

gli ebrei ungheresi alla macchina dello sterminio di Eichmann



Le trattative con i nazisti e le lettere di protezione 97

Contatti e frequentazioni nei palazzi del potere per proteggere

gli ebrei del «ghetto internazionale»



Il ghetto salvato 131

Il piano dei nazisti ungheresi per incendiare il grande ghetto

e il bluff che salvò la vita a settantamila ebrei



L'arrivo dell'Armata rossa 149

Gli ultimi giorni da «ambasciatore» nella città assediata.

La fine della legazione spagnola dopo l'arrivo dei russi a Budapest



La memoria tradita 173

Il ritorno in Italia, l'emarginazione e il silenzio degli storici.

Il testamento spirituale di un eroe solitario



Cronologia 207

Bibliografia 213



Dalbert Hallenstein, giornalista investigativo australiano, ha lavorato nel Sud- Est asiatico e in Europa, soprattutto in Italia. Ha scritto per «The Melbourne Age», «The Sunday Times» di Londra, «The European» e «The International Herald Tribune». È autore di diversi saggi, fra i quali The Super Poison con Tom Margerison e Marjorie Wallace (Macmillan, 1979) e Doing Business in Italy (BBC Books, 1990). Ha collaborato con Ferruccio Pinotti e Udo Gümpel al libro Berlusconi Zampano. Die Karriere eines genialen Trickspielers (Riemann Verlag, 2006). Attualmente abita in una sperduta contrada delle colline veronesi dove coltiva olivi e suona il flauto.



Carlotta Zavattiero, giornalista e scrittrice padovana, ha lavorato per diverse testate locali come «Il Corriere di Verona», «L'Arena», «Il Verona» e come corrispondente per Radio24. Ha pubblicato Alessandro il Macedone. Il pensiero e il cuore di Alessandro Magno (Bonaccorso, 2005) e ha collaborato con Ferruccio Pinotti al libro Olocausto bianco (Bur, 2008). Vive a Verona, dove insegna italiano, greco e latino. Appassionata di lingue straniere, collabora con l'agenzia «Piccolo Moresco» di Madrid.

commento di italasveva

un grande Uomo. sono I Fatti A PARLARE.

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