MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
Il Sottosegretario di Stato
Vincenzo Scotti
Prot. n. 1152/295941
Roma, 27 ? 10 ? 2011
On. Deputato,
ripsondo alla Sua interrogazione a risposta scritta n. 4-13072 sul sequestro della petroliera Savina Caylyn, il cui testo è il seguente:
premesso che:
la petroliera Savina Caylyn, battente bandiera italiana, è stata sequestrata l'8 febbraio 2011 da pirati somali a 880 miglia dalle coste della Somalia con a bordo ventidue uomini di equipaggio, 17 indiani e 5 italiani, tra i quali il terzo ufficiale di coperta Crescenzo Guardascione, 40 anni il 19 agosto, procidano come il comandante Lubrano Lavadera; il direttore di macchina Antonio Varrecchia, 62 anni, di Gaeta; l'allievo di coperta Gianmaria Cesaro, sorrentino, del 1985; il triestino Eugenio Bon, 30 anni, primo ufficiale di coperta; altri marittimi di Procida, Vincenzo Ambrosino, allievo di macchina e Gennaro Odoaldo, primo ufficiale di coperta, sono in mano a pirati somali dopo che la <<Rosalia D'Amato>>, di proprietà della Perseveranza Navigazione, è stata sequestrata il 21 aprile 2011, a bordo della quale vi sono altri 4 italiani e 15 filippini;
con fax inviato il 9 giugno 2011 dai sequestratori della Savina Caylyn alle famiglie di tre uomini dell'equipaggio (Bon, Cesaro e Guardascione) riguardava 5 foto dei prigionieri sotto la minaccia di mitragliatrici Rpg puntate loro contro da alcuni pirati (ragazzi di 15, 16 anni, dicono i familiari dei sequestrati) a viso coperto da keflah e casco da lavoro di bordo, e <<collane>> di cartuccere al collo; i pirati della Savina Caylyn hanno fatto sapere a più riprese che non rilasceranno nè la nave nè l'equipaggio se non saranno pagati 14 milioni di dollari;
dopo che la società armatrice Fratelli D'Amato, per tramite del suo intermediario inglese , ha offerto una cifra per il riscatto ai sequestratori molto più bassa della loro richiesta (7,5 milioni di dollari) la trattativa si è interrotta un paio di mesi fa per la grande distanza tra richiesta e offerta;
Il 10 agosto, una nave militare italiana, l'Andrea Doria, si è diretta verso la <<Savina Caylyn>>, per monitorare le condizioni dei marinai italiani anche se, da dichiarazioni rese dal Ministro della difesa, che ha anche detto di aver chiesto ad <<una nave italiana di spostarsi più vicino alle coste della Somalia in modo da raccogliere il massimo delle informazioni possibili sulla situazione dei marinai>> non c'è nessuna trattativa con i pirati da parte dei militari perchè non è compito loro farlo;
On. Elisabetta ZAMPARUTTI
CAMERA DEI DEPUTATI ROMA
e, p.c.:
CAMERA DEI DEPUTATI
-Segretariato Generale ROMA
-Schedario Eletronico ROMA
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
-Dipartimento Rapporti con il Parlamento ? Uff. III ROMA
Il 22 agosto i cittadini di Procida, esasperati per l'assenza di notizie ed informazioni, hanno manifestato per chiedere con forza e determinazione la liberazione di Vincenzo, Gennaro, Giuseppe ed Enzo , i quattro marittimi isolani rapiti dai pirati somali. Migliaia e migliaia i cittadni che hanno attraversato in corteo tutta l'isola http://www.youreporter.it/video _ MARITTIMI SEQUESTRATI CLAMOROSA PROTESTA A PROCIDA;
http://www.youreporter.it/video TUTTA PROCIDA IN PIAZZA PER CHIEDERE RILASCIO MARITTIMI (video realizzati da Gennaro Savio):
Il 25 agosto 2011 il Ministro degli affari esteri in un comunicato ha fattosapere che il <<il Governo italiano non può contemplare la possibilità di una trattativa diretta con i pirati e quanto meno di pagare riscatti per la liberazione degli ostaggi, lo vieta la legge ? a cominciare da quella riflessa nelle risoluzioni ONU - che esclude qualsiasi forma di favoreggiamento delle attività di pirateria da parte degli Stati>>;
Il 26 agosto 2011, i cronisti di liberoreporter.it sono venuti in possesso di un file audio disponibile a questo link http://www.liberoreporter.it/NUKF/news.asp?id-7128 relativo ad una telefonata di poco più di un minuto tra un giornalista del sito e uno dei carcerieri, che si è rifiutato di passare alla cornetta un qualsivoglia membro dell'equipaggio della Savina <<finchè non sarà pagato il riscatto>> e dalla quale è anche emerso che i membri dell'equipaggio della nave ormai <<non stanno più bene>>; come evidenziato da un articolo di Dimitri Buffa il 2 settembre 2011 per il quotidiano <<l'Opinione>>, la Farnesina manifesta scarsa attenzione alla vicenda anche dal modo in cui comunica azioni sul caso, come il comunicato stampa in cui si dà conto, tra l'altro, di una missione del sottosegretario di Stato Alfredo Mantica, che si è recato in Somalia per incontrare il presidente del Governo somalo Sharmanke ed il Presidente del Puntland, Karole, quando invece il presidente somalo si chiama Sheik Sharif Ahmed e il presidente del Puntland si chiama Abdurahman Mohamed;
una manifestazione nazionale di protesta per il 7 settembre 2011 è stata organizzata dal coordinamento spontaneo di cittadini <<Liberi Subito>> e alla quale è prevista la partecipazione di migliaia di persone provenienti da Procida, Piano di Sorrento, Gaeta e Trieste per chiedere con l'intervento dello Stato l'immediata liberazione dei marittimi prigionieri in Somalia -;
di quali informazioni disponga il Governo in merito alle condizioni dei cittadini italiani sequestrati sulle navi Savina Caylyn e Rosalia D'Amato;
quali azioni siano in corso, o si intendano mettere urgentemente in atto, per la liberazione degli ostaggi;
e con chi si sta trattando la liberazione dei marittimi e con quale esito.
La sorte degli ostaggi della Savina Caylyn e della Rosalia D'Amato costituisce una preoccupazione costante del Governo Italiano sin dalle prime ore dei due sequestri. Abbiamo subito avviato un'azione ad amplissimo raggio per restituire gli 11 italiani e 32 stranieri a bordo delle due navi alle loro famiglie.
La primaria preoccupazione del Governo è sempre stata quella di evitare di mettere a repentaglio la loro vita. L'azione di forza per liberare gli ostaggi è stata peraltro esclusa, con il consenso delle famiglie, perchè rischierebbe di avere un costo in vite umane insostenibile.
Il Governo ha quindi da subito sviluppato un'azione diplomatica e d'intelligence ad amplissimo raggio che ha dovuto tenere conto sia del complesso quadro internazionale che dell'ampiezza del fenomeno della pirateria. E' opportuno ricordare come allo stato attuale vi siano 89 navi nelle mani dei pirati e che il fenomeno ha fruttato loro nel 2010 oltre 80 milioni di dollari. Come è noto l'ONU ha adottato una risoluzione che obbliga i suoi Stati membri ? senza esclusioni ? a non alimentare con il pagamento di riscatti questa grave forma di crimine internazionale.
Si sono pertanto svolte in luglio su incarico del Ministero degli Esteri le missioni dell'On. Boniver (suo inviato speciale per le emergenze sanitarie) in Tanzania ed a Gibuti e quella in Somalia del Sottosegretario Mantica, che ha incontrato sia il Presidente Sheikh Sharif Sheikh Ahmed che quello del Puntland. Facendo anche leva sul forte impegno italiano contro la carestia nel Corno d'Africa e per la stabilizzazione della Somalia, le più alte cariche dei Paesi della regione sono state sollecitate nel corso di queste missioni ad attivare tutti i canali possibili per favorire la liberazione degli ostaggi e ad evitare iniziative che possano mettere in pericolo la loro sicurezza.
A fine settembre il Ministro Frattini ha ulteriormente alzato il livello della nostra azione promuovendo presso le NU a New York una riunione sulla Somalia, dove sono state decise delle importanti azioni contro la pirateria.
Particolarmente significativo inoltre l'incontro che il Ministro Frattini ha avuto, sempre a New York, con il Premier somalo il quale ha assicurato che favorirà l'apertura di un canale di dialogo con i rapitori e non rispiarmerà alcuno sforzo per ottenere la liberazione degli ostaggi . Il Premier ha anche tenuto ad inviare un messaggio alle famiglie degli ostaggi ribadendo che la loro liberazione viene considerata un obiettivo della massima importanza.
Ed è proprio partendo da quest'importante impegno del Primo ministro somalo che il Governo sta continuando a sviluppare la sua energica azione diplomatica e d'intelligence. Un'azione che il Governo continuerà ad esercitare con la necessaria discrezione, sempre nell'interesse dell'incolumità dei marittimi sequestrati ed in vista di una loro pronta liberazione.
Vincenzo Scotti
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