Si sa che il Sindaco Marta Vincenti vuole la moschea a Genova ma non sa dove poiché il popolo di sinistra si dice favorevole ma non nel suo giardino di casa. Anche nel PDL c'è Enrico Musso che ha in tasca un suo progetto di legge sui luoghi di culto inviso però a tutto il Popolo delle Libertà. Della lega inutile parlare.
I religiosi islamici la chiedono in zone centrali, a portata di mano ove i cittadini si ribellano al solo sentirne parlare. Si è cercato di metterla in Sestri Ponente che una volta era la Stalingrado di Genova e ancora dove il PD miete suffragi. Nulla da fare. Allora il Comune ha optato per Cornigliano ove è libera l'area dell'ex Italsider concedendo l'autorizzazione edile. Ma anche qui il quartiere si è ribellato ed allora il Comune ha posato l'attenzione in una zona più periferica, spopolata, quella della fotografia, ove stanno gli impianti sportivi del Lagaccio. Cosa che ha fatto scendere il gelo e montare la protesta anche in questo quartiere.
Per superare la frattura Lega e Centro destra chiedono un referendum per costruire o no la moschea, ma la sinistra con quello avrebbe la frattura in casa quindi si oppone ad indirlo. Così la moschea genovese resta ferma al palo. Fino a quando? La comunità islamica potrebbe far valere l'autorizzazione edilizia per costruirla a Cornigliano. In virtù del postulato che tutti i credenti abbiano diritto di pregare il loro Dio in pace.
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