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Casamicciola Terme (Napoli) - 26 Novembre 2009

Frana Casamicciola: tra problemi e opportunità.

Frana Casamicciola: tra problemi e opportunità.
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Il 10 novembre scorso una violenta alluvione si è abbattuta su Casamicciola Terme scatenando una colata di fango costituita da flussi veloci che dai valloni pedemontani che insistono a ridosso della località di Piazza Bagni muovevano verso le strade che conducono fino al porto.
Nella sua "naturale" corsa verso il mare, la colata di fango ha travolto e trascinato persone, autovetture, tronchi d'albero, detriti vari tra cui rifiuti. Nell'evento ha perso la vita una giovane quindicenne oltre a diversi feriti ed un centinaio di sfollati.

Nei giorni successi alla frana il paese a fatica ha cercato di rialzarsi tra polemiche, disfunzioni dell'appartato di gestione dell'emergenza, e la deliberazione di stato di calamità naturale, tanto attesa e mai arrivata.
Nel frattempo diverse migliaia di metri cubi di fango sono state rimosse dalle strade, dalle abitazioni e dagli esercizi commerciali; l'impianto fognario ? peraltro pare ritenuto inadeguato da alcuni esperti - è stato liberato.

Guardare avanti e ripartire è oltre un dovere, un auspicio.
Si dice, quando succede una catastrofe che in qualche modo potesse essere prevista, che quanto accaduto possa servire quanto meno per far sì che ciò non accada mai più; il territorio necessita di interventi a più livelli che saranno sicuramente oggetto di studio dalle istituzioni competenti: interventi che prevedano ad esempio la realizzazione di una rete di canali adeguata al deflusso di future colate di fango, interventi che intercettano e trattengono massi, tronchi d'albero prima che si immettano nei canali e altri.

C'è però un intervento che dovrebbe essere effettuato urgentemente, che non può attendere. É la redazione di adeguati e sperimentati piani di protezione dei cittadini.
Di ciò ne è convinto il Prof. Ortolani, Ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II, tra i massimi esperti in Campania, che in un recente studio evidenzia come, "...Prima di tutto si devono immediatamente dotare Casamicciola e tutti gli altri comuni di Ischia di adeguati e sperimentati piani di protezione dei cittadini, elaborati utilizzando tutti gli indizi forniti dalla tragica sperimentazione del 10 novembre 2009 (impatto delle colate di fango sull'ambiente, sugli edifici nelle diverse condizioni). Alla base dei piani, considerando la predisposizione morfologica dell'isola per l'attivazione e sviluppo locale di "torri temporalesche" (cumulonembi) e di altri eventi piovosi che possono interessare anche solo una parte del territorio isolano, deve essere attivato un moderno sistema di monitoraggio in rete delle precipitazioni. I piani di protezione dei cittadini messi a punto per fare fronte al pericolo di flussi fangosi veloci che si possono innescare ed evolvere dopo eventuali incendi dei versanti boscati del Monte Epomeo o in concomitanza di eventi piovosi significativi, costruiti con la partecipazione attiva della popolazione, devono essere sperimentati ripetutamente con tutti i cittadini, piccoli, grandi e anziani..."

Comuni, Provincia, Regione, ognuno per propria competenza hanno il preciso dovere di salvaguardare l'incolumità dei propri cittadini. Non solo. Il "sistema" isola d'Ischia ha un obbligo verso i tanti turisti che la scelgono per le proprie vacanze.
L'adozione di un robusto piano di emergenza appare - oltre che indispensabile - una valida garanzia e un messaggio di serietà verso l'esterno.
Inoltre una gestione attiva dei dissesti idrogeologici può trasformarsi da problema in opportunità, favorendo casi di studio, convegni scientifici, richiamando sull'isola esperti e università da tutto il mondo.
Del resto un tempo era già così, scienziati provenienti da tutto il mondo, studiavano l'isola.
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Approfondimenti:
- http://www.climatemonitor.it/?p=5311
- https://docs.google.com/fileview?id=0ByNmvU-4RAUsNzk1NGViMzYtMzkwNi00NzRlLWI3MGMtZjg4MTUxNjFiMTlh&hl=en

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