Un giorno senza rischio è non vissuto, poiché per noi credenti la morte è vita, è luce: nel terrore dei crolli, nel furore delle acque, nell'inferno dei roghi». Le parole della preghiera per Santa Barbara, protettrice dei vigili del fuoco, riecheggiano nel Duomo di Torino, ancora ferito dall'incendio del 1997, e risvegliano i ricordi di quanti parteciparono in quella notte a salvare la Sindone dalle fiamme.
«Questa chiesa vi sarà grata per sempre» è stato detto ieri in Duomo, nell'omelia della Messa per il Raduno Nazionale dell'associazione dei Vigili del Fuoco. Migliaia di torinesi hanno partecipato al primo giorno di festa, curiosando tra i mezzi storici allineati nella Piazzetta reale, ammirando le esibizioni con scale e manichette sotto la «torre di esercitazione» rivestita per l'occasione con un grande tricolore. Fotografie ricordo, famiglie con passeggini.
Tra gli spettatori tanti figli di vigili del fuoco. Chistian Fratte, 5 anni, aggrappato alla transenna, sogna di essere come suo papà. Alessia Tosatto, 16 anni, dice sincera: «Quando va al lavoro sono sempre un po' preoccupata». La sorpresa di Mattia, 7 anni, elmetto rosso in testa, esplode di fronte alla regina dei mezzi storici, un'auto Isotta Fraschini del museo di Milano, collocata al centro della Piazzetta Reale. Urla: «Guarda Mamma! L'auto di Crudelia Demon». In servizio fino agni anni '50, come ammiraglia del comando lombardo, fu regalata da un conte di Monza ai vigili del fuoco, per sottrarla ai saccheggi nazisti. Una festa di gente. Di uomini e donne a cui capita di fare cose eccezionali quasi tutti i giorni, senza clamori. Perché si diventa vigili del fuoco? «Bella domanda. Per passione. Se non si ha cuore non si può fare questo mestiere» ammette Marco Raffini, del nucleo Saf, il gruppo dei soccorsi speciali.
«Te lo senti dentro. Non so come spiegare. Vai, salvi le persone e ti senti felice. Lo fai e basta» dice Renzo Ricchiardone, 62 anni, in pensione, indossando la divisa ottocentesca dei pompieri torinesi. Lui e gli altri colleghi dell'Associazione per la Storia dei vigili del fuoco, sono contesi. Tutti vogliono fotografarli, sentire i loro racconti. Giovanni Calcasola, con la moglie Giuseppina, è missione. Dice: «Ho promesso a Filippo, un amico vigile del fuoco di Melito di Porta Salvo, che gli avrei documentato tutta la manifestazione. Visto che non può venire a Torino, gli manderò dei filmati, decine di foto e pure dei gadget del Raduno».
Una festa riuscita, dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Che è piaciuta anche al comandante nazionale del corpo, Alfio Pini. Oggi, ultimo appuntamento. Ma allo stesso tempo, il più importante. Alle 10, in piazza Castello, cerimonia ufficiale con le autorità, per il 18° Raduno Nazionale. Alle 10,30, sfilata dei gruppi regionali, dalla piazza Castello a piazza San Carlo. Sono attesi 4 mila vigili del fuoco in pensione. Volontari o effettivi. Al di là di ogni rivalità, tra chi è stato pompiere di professione o per passione. E poi bandiere e gonfaloni. Alle 18,00, Ammaina Bandiera, in attesa di altri due raduni che chiuderanno la lunga stagione di sfilate e ritrovi di divise.
By: La Stampa.
Per commentare devi fare il login o iscriverti.
Al momento non c'è nessun commento, potresti essere tu il primo a commentare questo contenuto!