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Padova (Veneto) - 22 Settembre 2008

Federalismo fiscale, il Veneto fa pressing

Federalismo fiscale, il Veneto fa pressing

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foto di barocco

(AVN) - Padova, 22 settembre 2008
Un percorso verso il federalismo fiscale, sicuramente non nella sua forma più spinta, ma su cui tutti possono starci, sia al nord che al sud. E? questa la valutazione che si è sentita con maggior ricorrenza oggi pomeriggio nella seconda parte del convegno nazionale ?Il punto sul federalismo fiscale?, nell?Aula Magna ?Galileo Galilei? dell?Università di Padova, promosso dal Presidente della Regione del Veneto Giancarlo Galan, a cui è intervenuto il ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto. Il ministro ha evidenziato che la novità è che ognuno ha portato il proprio punto di vista in questa fase di confronto. ?E? impossibile far partire il federalismo a 200 all?ora in tutto il Paese ? ha aggiunto Fitto - se non ce ne sono le condizioni. Il Governo non ha voluto un federalismo ?muscolare? che parte in quarta, ma creare le condizioni perché parta con una tempistica adeguata e per dare risposte concrete, lavorando in modo intelligente guardando al tema dell?efficienza che deve accompagnare tutto questo percorso?. La proposta di attuazione del federalismo fiscale, recentemente presentata dal Governo, è dunque il frutto di un lavoro di anni che ha permesso di ?smussare? molte delle divergenze e delle diffidenze che inizialmente erano state manifestate su questo processo di riforma, consentendo alle Regioni di arrivare ad una posizione sostanzialmente condivisa. Lo hanno sottolineato, fra gli altri, la presidente della Regione Umbria Rita Lorenzetti e il vicepresidente dell?Emilia Romagna Flavio Delbono. Quest?ultimo ha comunque ricordato che è ancora aperta la questione delle Regioni a statuto speciale e quella del federalismo fiscale potrebbe essere ?l?occasione per rendere un po? meno speciali le Regioni a statuto speciale e un po? più speciali le altre?. L?assessore al bilancio Marialuisa Coppola ha fatto presente che la Regione del Veneto ha fatto la sua parte per arrivare ad una proposta condivisibile, anche se avrebbe preferito qualcosa di più spinto. In ogni caso ? ha aggiunto ? dal processo federalista non si può più prescindere per restare un Paese al passo con i tempi. Il presidente Roberto Formigoni ha parlato del ?modello lombardo? di federalismo fiscale, affermando che era e resta un modello non irrealistico.?Abbiamo accettato di metterlo da parte ? ha aggiunto ? a patto che qualche altro modello di federalismo parta. Il federalismo fiscale per andare avanti nel nostro Paese ha bisogno infatti di un forte consenso?. Per Formigoni la proposta governativa è limitata. Iniziale ma comunque positiva nelle attuali condizioni. In ogni caso deve riprendere al più presto il confronto anche per l?attuazione nella sua interezza del Titolo V della Costituzione sul regionalismo differenziato e sul Senato federale. Antonio Costato, Vicepresidente di Confindustria, ha posto la riflessione sul rapporto nord-sud chiedendosi se gli amministratori pubblici al Sud si sono resi conto della portata della riforma e se hanno le risorse e la volontà di attuarla. Nel dibattito sono intervenuti anche il sottosegretario all?economia Alberto Giorgetti, l?on. Linda Lanzillotta, Leonardo Muraro per l?Unione delle Province Italiane, Gilberto Muraro dell?Università di Padova e Franco Pizzetti, Presidente dell?Autorità Garante per la protezione dei dati personali.



Comunicato n. 1524/2008








(ANSA) - TRENTO, 22 SET - Settemila miliardi di chicchi di

grandine sono caduti la scorsa estate sul Trentino durante 33

giornate di maltempo e su una superficie di 130 ettari. I dati

sono dell'Ufficio agrometeorologia, climatologia e aerobiologia

del Centro sperimentale dell'Istituto Agrario di San Michele

all'Adige, che dal 1974 gestisce una rete di rilevamento della

grandine composta di 271 punti nelle principali aree agricole

trentine, considerata tra le meglio strutturate in Europa.

Nel 2008 le grandinate hanno presentato una incidenza

superiore alla media. Nel periodo 1974-2007 è risultata pari a

28 giornate, con un incremento quindi del 21%. Maggiore anche la

superficie colpita, passata da da 118 a 130 ettari (+10%). A

causa del maltempo circa il 3-4 % della produzione di mele

risulta danneggiata annualmente dalla grandine. La stima dei

danni relativi alla produzione frutticola e viticola dell'estate

2008 deve ancora essere completata.

La misurazione avviene con un pannello impattometrico

quadrato di 13 centimetri: è in polistirolo, rivestito da una

lamina di alluminio, conserva una tacca all'impatto del chicco

di grandine e viene sostituito dopo ogni evento. (ANSA).

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