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Torino (Piemonte) - 16 Giugno 2011

Ecco perché i temporali sembrano tornado

Ecco perché i temporali sembrano tornado

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I meteorologi più avveduti l'avevano detto: diffidate dei modelli che elaborano le previsioni del tempo a lungo termine perché non sono affidabili. I cervelloni avevano garantito un'estate addirittura più calda della media. Non è servito attendere molto per capire che sbagliavano.

La verità è che il maltempo non demorde. L'acquazzone quotidiano è ormai un'abitudine che non ci abbandonerà nemmeno nei prossimi giorni, quando le schiarite e le giornate di sole faranno il paio con nuove piogge e temporali. Negli ultimi due giorni su Torino sono caduti 35 millimetri di pioggia, ma è il vento ad aver provocato disastri.

Si contano i danni. Ieri, per tutto il giorno, la task force del Comune che si occupa dei 160 mila alberi piantati in città ha fatto gli straordinari per sradicare radici, segare tronchi, ammassare rami e rimuovere resti da strade e parchi. Il Comune, per mettere in sicurezza le aree più falcidiate, ha chiuso il Giardino roccioso del Valentino e due parchi, il Leopardi in corso Casale e Villa Abegg in collina. Un lavoro immenso: solo giovedì sera, nei dieci minuti in cui sulla città s'è abbattuto un nubifragio di rara violenza, sono crollati un centinaio di alberi, tra cui trenta piante secolari al parco del Valentino, dove le nuvole hanno scatenato il massimo della loro potenza.

C'è chi ha parlato di tromba d'aria. Falso, ma è come se un cumulo di nubi si fosse messo a soffiare verso terra, verso un punto preciso, il Valentino, appunto, devastando tutto quel che trovava nel raggio di 2-300 metri.

Succederà ancora? Difficile dirlo. Di sicuro c'è che stiamo vivendo un inizio d'estate quanto meno anomalo. «La stagione delle piogge, che normalmente cade tra aprile e maggio, ha ritardato di due mesi», spiega il meteorologo Daniele Cat Berro. «Da venti giorni assistiamo a continui flussi di aria provenienti in parte dall'Atlantico e in parte dal Mediterraneo. Quando questi flussi di aria fredda incontrano l'aria calda si crea un contrasto, che è la condizione perché si generino temporali così violenti». Di per sé non sarebbe un problema: i temporali sono normali, e un mese di pioggia, dopo due di siccità, male non fa anche se adesso gli agricoltori - che in primavera maledivano la siccità - ora si trovano a fare i conti con le colture distrutte o marcite. «Il guaio è che c'è una continuità nelle precipitazioni violente che stupisce. È del tutto anomala», riflette Cat Berro.

Già, anomala nel ripetersi con frequenza e nel farlo con forza dirompente. L'altra sera, oltre al centinaio di alberi caduti, due vigili del fuoco sono rimasti feriti mentre cercavano di mettere una pezza ai danni. La furia di pioggia e vento ha anche divelto panchine e déhors. Tronchi e oggetti sollevati dal vento hanno infranto vetrine, colpito pali della luce, danneggiato auto parcheggiate. Le zone più colpite sono state la collina e la periferia Ovest, dove i vigili del fuoco hanno dovuto compiere 75 interventi tra prosciugamenti, dissesti statici, rimozione di alberi abbattuti.
By: La Stampa
Reporter: Alessandro.

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