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Aradeo (Lecce, Puglia) - 14 Maggio 2011

Domani via alla battaglia elettorale In Puglia

Domani via alla battaglia elettorale In Puglia
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LECCE - Il silenzio elettorale cala sacro e spietato, la parola passa alle urne. Domani e lunedì: al voto 61 città pugliesi, centri blasonati o borghi come nicchie, in 19 casi pende sul capo la spada del ballottaggio e ovunque - ben oltre il fatturato di votanti - si giocano lembi d'onore e coriandoli di credibilità. Per tutte le forze politiche. Del resto è una tornata elettorale che si infilza come una lama nel cuore di un governo nazionale in transizione dalla cruna d'ago più insidiosa del suo ciclo, di una maggioranza regionale periodicamente scossa da terremoti silenti ma robusti, di amministrazioni provinciali al giro di boa. Lunedì sera sarà tempo di raccogliere i cocci o di tirare il fiato: cioè tempo di bilanci, per tutti.

Lo scacchiere di alleanze, come sempre, ha inevitabilmente sparigliato gli equilibri consolidati, in nome di potentati cittadini, veti incrociati, personalismi marcati e irriducibili peculiarità territoriali. Non sempre però s'è trattato di colpi di mano archiviabili come semplici "macchiette" di paese: in molti casi s'è avvertita la (legittima) longa manus di parlamentari locali, desiderosi di tutelare i propri bacini elettorali. Un po' quello che s'è verificato nel Salento, dove molto ha influito la sotterranea, ma feroce battaglia intestina fra Alfredo Mantovano e Raffaele Fitto. Un esempio valga per raccontare molto, se non tutto: a Ugento, dove il Pdl s'è sfarinato, un pezzo (ala mantovaniana) sostiene il vicesindaco Massimo Lecci, l'altro (fronte fittiano) è con Giulio Lisi e l'Italia dei valori. Il Pdl non si sfalda a Nardò e Trepuzzi, centri cruciali nello scacchiere salentino, e torna a frammentarsi a Grottaglie, Collepasso, Cavallino e Poggiardo.

Ma le bizzarrie della chimica politica da cerchiare in rosso, e lungo tutta la Puglia, non sono poche: a Melissano è fiorito un curioso assembramento Pdl-Pd in funzione anti sindaco uscente, a Noicattaro Sel si accorda con Fli, ma i futuristi - a testimonianza di una struttura partitica ancora in costruzione - in taluni casi tornano ad abbracciarsi al Pdl (San Giorgio Jonico, Oria) e in altre circostanze tengono la barra dritta sul cartello terzista. Un po' quello che fa Io Sud, mina vagante che ovunque spazia da coalizioni di varia natura e sorte.

Intanto, il presidente della Regione Nichi Vendola ha già congelato sull'agenda un vertice di maggioranza. Una specie di patto di chiarezza, in cui s'infiltrerà giocoforza il risultato complessivo del voto amministrativo. Il leader Sel ha provato a piantare qualche bandierina dove ha potuto, ora correndo da solo e ora sposando l'amato-odiato Pd, e in rare - ma significative - alleanze s'è invece cementato il miracolo del centrosinistra allargato all'Udc: è successo a Oria, San Pancrazio, Cisternino (tutti centri in provincia di Brindisi, terra di laboratorio-Ferrarese) San Giorgio Jonico, Grottaglie (senza però Sel, in questo caso). Centrosinistra che però si scioglie in mille particelle liquide non appena subentrano fattori locali: Lizzanello, Cutrofiano, Taviano, e soprattutto Nardò (Sel e Udc contro Pd). Proprio nel centro neretino c'è una raffigurazione esaustiva dei dilemmi del centrosinistra e del Pd pugliese, vistosamente diviso in due consorterie: di qui chi crede e persegue l'alleanza con Nichi Vendola, di lì chi invece rinfocola il principio dell'autosufficienza o dell'allargamento al centro moderato. Spunti d'analisi per nulla slegati da un contesto nazionale sempre fluido, e da un recinto di maggioranza regionale sempre sul punto di collassare. Il redde rationem sarà pure pratica tutta interna al Pd, dove i fendenti fra Michele Emiliano e Sergio Blasi sono fioccati pesanti (nel nome, tra le altre cose, di Michele Mazzarano, tessitore dell'ampio centrosinistra grottagliese, e però tirato anche in ballo dagli interrogatori di Gianpi Tarantini).

I numeri, poi. Detto del computo complessivo (61 Comuni, 19 passibili di ballottaggio), è una tornata più povera: con il taglio della finanziaria ai Consigli comunali, ci saranno da assegnare 250 poltrone di consigliere in meno. La città demograficamente più corposa è Barletta (quasi 100mila abitanti, unico capoluogo di provincia), nell'arco jonico-salentino Grottaglie, Massafra e Nardò s'attestano poco oltre i 30mila abitanti. Escluso l'Udc Angelo Cera in lizza a San Marco in Lamis, nessun parlamentare s'è messo in gioco in prima battuta. Preferendo, come consuetudine, manovrare la cloche dalla sala comandi. Il che non renderà meno violente eventuali batoste, non metterà il silenziatore a rese dei conti post voto, e soprattutto non sottrarrà da analisi in prospettiva futura.


Puglia, i Comuni al voto
Elezioni amministrative 2011
Comune Candidati sindaco Ballottaggio
LECCE
Alessano 3 no
Alliste 2 no
Cannole 2 no
Caprarica 4 no
Castrignano del Capo 2 no
Cavallino 4 no
Collepasso 4 no
Cutrofiano 3 no
Diso 3 no
Lizzanello 4 no
Melissano 2 no
Nociglia 2 no
Nardò 4 sì
Patù 2 no
Poggiardo 3 no
Porto Cesareo 3 no
Sogliano 2 no
Taurisano 3 no
Taviano 3 no
Trepuzzi 3 no
Ugento 3 no
BRINDISI
Cisternino 4 no
Oria 4 sì
San Pancrazio 4 no
TARANTO
Avetrana 3 no
Carosino 3 no
Fragagnano 4 no
Ginosa 3 sì
Grottaglie 8 sì
Laterza 2 no
Massafra 4 sì
Monteparano 3 no
Roccaforzata 2 no
San Giorgio 4 sì
Statte 3 no
Torricella 3 no
BARI
Adelfia 3 sì
Bitetto 4 no
Casamassima 5 sì
ocorotondo 3 no
Modugno 8 sì
Noicattaro 4 sì
Palo del Colle 4 sì
Ruvo di Puglia 4 sì
Triggiano 5 sì
BAT
Barletta 10 sì
Bisceglie 3 sì
Minervino 3 no
Spinazzola 3 no
Trinitapoli 3 no
FOGGIA
Alberona 2 no
Ascoli Satriano 3 no
Candela 3 no
Casalnuovo 2 no
Orta Nova 5 sì
S. Giovanni Rotondo 4 sì
S, Marco in Lamis 4 sì
San Nicandro 5 sì
Serracapriola 2 no
Vieste 4 no
Zapponeta 2 no