Sulmona (L'Aquila, Abruzzo) - 20 Luglio 2011
Sulmona (L'Aquila, Abruzzo) - 20 Luglio 2011
Malvestuto e la Brigata Maiella
"Il 20 luglio 1945, dopo aver consegnato il mio fucile mitragliatore [..] parto per rientrare definitivamente in famiglia" la prima notte da "cittadino qualunque" a Sulmona(Aq) non chiude occhio Gilberto Malvestuto. Una lunga notte per il tenente della Brigata Maiella che così racconta nel libro "Sulle ali della memoria, per non dimenticare"(edito Amm. Provinciale di l'Aquila pag. 129). Una notte buia e livida, non più colpi di mortaio e di cannone, non più il freddo abissale. Altri colpi sono da parare: le conseguenze vive della guerra: morti, feriti, mutilati, traumatizzati, orfani, vedove, povertà e fame, case distrutte. E' un'Italia intera quella da ricostruire e quanta fatica! Due passi dopo la vittoria c'è un'altra battaglia da vincere, un altro macigno da polverizzare. La libertà riconquistata non svuota dagli orrori e dagli errori, il Paese comincia da sotto zero e, mano a mano, con coraggio, riempie il vuoto di tanta miseria.
Ricordiamo questa storia, ora! L'ansia del tenente Gilberto Malvestuto per una riconquistata felicità, troppa per chi, fino a pochi giorni prima sapeva di poter morire. Non fa chiudere occhio la responsabilità, la consapevolezza di essere la sentinella della democrazia. Forse è questo che turba il partigiano Gilberto Malvestuto che con tanti altri definisce i contorni poco chiari di una futura Repubblica. I primi dubbi laici non saranno risolti dalla volontà autoritaria, ma dalla popolazione Italiana e i liberatori ne saranno i guardiani indiscussi.
La lotta continua nella vita civile perché in quelle anime, in quei corpi oggi un po' acciaccati, vive la storia nostra, la forza incredibile, la dignità del popolo italiano. I partigiani della Brigata Maiella nei loro racconti dal vivo e sui libri trasmettono vigore a chi vuole incontrarli perché ha bisogno di sentire, di andare avanti con coraggio in momenti difficili come quelli che viviamo.
I partigiani della Maiella sono gentiluomini della libertà. Sono la diplomazia allo stato puro che con classe prende, s'alza e se ne va, quando invitati alle celebrazioni per la liberazione dell'Italia, uno qualsiasi con la fascia tricolore addosso non fa un minimo riferimento alla loro formazione e rimpinza l'uditorio narcotizzato di chiacchiere sterili mettendo in ombra chi, presi forza e coraggio, decise di farsi matto, ribelle, partigiano e affidò la propria vita nelle mani della libertà.
Così, agli eroi della Brigata Maiella tocca smascherare oggi i richiami di tirannia che prendono nomi di piazze, strade, strutture e intere giornate e che gettano all'aria migliaia di morti, di italiani. I combattenti della Maiella sono stati eroi nella povertà, nella fame, nelle malattie di una popolazione stremata dalla violenza e così il tenente Gilberto Malvestuto scrive. Racconta di un ragazzo come tanti che decise di farsi uomo. Ha tanta nostalgia di casa e delle sue montagne quel giovane ventenne così tenero per il suo amore, Leda. Lei lo sorregge, lo conforta e prega perché sia salvo e si faccia onore.
Anche oggi deve vincere per tanti ancora, contro l'incessante tintinnare dei passi degli orchi "con la stessa dignità e la stessa tenacia del soldato". Con l'angoscia di chi deve trattare con un gigante fisso davanti a sé: la pace con voce da fanciulla.
Lo spazio si svuotò. Scomparvero cingolati, bombe e armi. Furono prima liberate le località abruzzesi e poi la Brigata Maiella partì volontaria per liberare il Nord. Altre località italiane vedranno il miracolo di questa formazione fino alle pendici degli Appennini, a combattere lungo i fiumi, nei boschi, nei campi. Immersi dal fango fino al collo per arrivare al capoluogo emiliano. Aggregato alla I Compagnia fucilieri, col suo plotone mitraglieri, il Tenente Gilberto Malvestuto parte per l'occupazione di Bologna, proteggendo il fianco anche di 2 compagnie polacche. La Brigata Maiella è tra le primissime liberatrici della città emiliana. "La cronica insufficienza di mezzi della Brigata Maiella impedì che l'unità fosse ulteriormente impiegata nell'inseguimento del nemico che poteva essere effettuato soltanto da reparti celeri" riferisce Nicola Troilo nel suo libro Brigata Maiella (1967).
La formazione si sciolse a Brisighella, il 15 luglio 1945. Per la liberazione dell'incantevole località, in provincia di Ravenna tra i borghi più belli d'Italia, la Brigata Maiella sacrificò 16 dei suoi uomini. Il diario di guerra di Malvestuto è dettato in "stile telegrafico", un libro avvincente con la sua particolare tempistica s'immerge nella guerra di movimento. In queste carte rivive la cruda linea Gotica dove il tenente abruzzese viene chiamato a difendere, a costo della vita, la nostra Patria.
Una particolarità. Il libro è stato realizzato prima del terremoto di l'Aquila del 6 aprile 2009, era in fase di stampa il giorno del terribile sisma. Gli originali del testo in parte sono andati perduti, ma non tutto è stato distrutto dalla scossa delle ore 3:32 che ha portato via con sè l'edizione iniziale. Con tenacia è stato prodotto un altro libro e il racconto è giunto a noi vincendo un'altra battaglia. Trozzi
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