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Roma, Lazio - 28 Luglio 2009

Decreto anti-crisi: la maxi bufala

Decreto anti-crisi: la maxi bufala
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Testo dell'intervento

Sig. Presidente del Consiglio che non c'è,

Noi no.

Noi dell'Italia dei Valori esprimiamo tutta la nostra contrarietà al decreto legge che ci avete proposto, anzi, imposto con il voto di fiducia.

Le ragioni della nostra contrarietà sono molteplici ma tutte unite dallo stesso filo logico: la nostra avversione al Suo modo di governare fatto di furbizie, scorciatoie, doppi pesi e doppie misure, inconsistenza di contenuti, vendita di fumo, gioco delle tre carte con gli stessi fondi a disposizione. Fondi che una volta vengono messi in un capitolo e un'altra in un capitolo diverso, solo per far credere che ci si occupa di tutto ed invece non risolvete mai nulla.

Quello che manca nella manovra: il sostegno ai più deboli e alle aree più sottosviluppate

Ci si attendeva un ampliamento delle misure a sostegno del reddito dei soggetti più deboli e poveri. Non è arrivato niente.

Ci si attendeva l'individuazione di qualche misura di sostegno a favore dei lavoratori dipendenti o parasubordinati, dei precari che non hanno diritto a nessun tipo di ammortizzatore sociale in caso di sospensione o cessazione del lavoro. Nulla!

La Banca d'Italia stima che ci siano circa 1.600.000 lavoratori precari e ci ricorda inoltre che, nelle famiglie in cui sono presenti solo lavoratori "atipici", l'incidenza della povertà è stimata al 47 per cento.

È evidente che il lavoro flessibile è una necessità delle imprese, ma tra un lavoro flessibile e un altro, deve essere previsto il diritto ad essere sostenuti, così come avviene per ogni altro tipo di lavoratore.

Ci si attendeva l'individuazione di nuove risorse e invece sono sempre le stesse che vengono usate come "partita di giro" tra un capitolo e l'altro, con l'aggravante che spesso sono state tolte risorse ai fondi per gli investimenti per darle a quelle per spese correnti.

Un esempio lampante è lo sperpero, anzi la malversazione, delle risorse FAS 2007-2013 (Fondo Aree Sottoutilizzate) che sono state spostate su altri obiettivi, quali il pagamento dei debiti di Alitalia, le faraoniche opere pubbliche inutili, come il Ponte sullo Stretto di Messina, la cassa integrazione, lo smaltimento dei rifiuti e così via.

Un altro esempio è il tanto sbandierato "piano casa". I soldi ? 550 milioni ? sono sempre e solo quelli messi a disposizione dal passato Governo, (di cui avevo l'onore di far parte), e che ora sono stati tolti dall'edilizia pubblica, (quella che serve per le persone più bisognose), per incentivare quella privata degli speculatori e degli affaristi.

Un altro esempio ancora è la tuttora irrisolta "questione meridionale", che dimostra lo scarso interesse del Governo per il Sud del Paese, non solo per quanto riguarda l'assegnazione e la distribuzione dei fondi, ma soprattutto per quel che concerne il sistema dei controlli.

Un esempio di cattivi controlli e compiacenti connivenze? Il caso Molise, ove a fronte di un buco finanziario vertiginoso e insostenibile del sistema sanitario provocato dal Presidente della Regione Michele Iorio, il Governo ne dichiara sì il dissesto e nomina un Commissario, ma lo individua nello stesso Michele Iorio come a dire: affidare a un ladro la cassaforte della banca.

Queste sono solo alcune delle miriadi di manchevolezze che si possono fare per delineare la prima ragione del nostro voto contrario al provvedimento anticrisi: il provvedimento è monco, senza strategia, senza veri interventi di sostegno all'economia. E' un provvedimento senz'anima, senza volontà di "svolta" per il Paese, totalmente incapace di fronteggiare i problemi che si sono accentuati in questi difficili anni: il debito pubblico e l'evasione fiscale.

La Sua politica, Sig. Presidente del Consiglio, del resto non si smentisce, se c'é un politico coerente è Lei. La sua politica è sempre stata quella di far pagare i poveri e far guadagnare i disonesti.

Fece così nella legislatura 2001-2006, quando impiantò la sua azione di Governo sui condoni, sulle operazioni di "swap", sulla cartolarizzazione di una parte del patrimonio pubblico immobiliare. Il risultato fu la caduta verticale dell'avanzo di bilancio, l'aumento altrettanto verticale della spesa e la flessione delle entrate tributarie.

Il mancato sostegno alle imprese

Altra ragione per cui noi di IdV diciamo NO a questa legge è il mancato sostegno alle imprese.

Lei, Sig. Presidente del Consiglio che non c'è, ogni giorno millanta che sta dalle parti delle imprese. Sì, ma quali? O meglio: quali altre, oltre quelle di famiglia o quelle della ristretta cerchia di imprenditori amici suoi?

Solo così si spiega il continuo ricorso all'assegnazione di commesse e lavori in deroga alla legge sugli appalti, come è avvenuto per la vicenda TAV, ove ha eliminato la previsione di mettere i lavori in gara per evitare il raddoppio dei costi come avvenuto finora.

E che dire della famigerata join venture 'RAI MEDIASET' per eliminare un Suo agguerrito concorrente dalla scena dell'informazione, come SKY di Murdoch?

E che dire, infine, della fatwa da Lei lanciata per spingere gli imprenditori a non affidare la propria pubblicità aziendale a quegli organi di informazione che si permettono di criticarla?

Ma soprattutto, proprio per quel che riguarda il merito dell'attuale decreto anticrisi, Lei, Berlusconi, fa anche qui, ancora una volta, due pesi e due misure: la previsione delle esenzioni fiscali è riservata solo alle grandi imprese mentre sono totalmente escluse le piccole imprese, vale a dire il cuore dell'economia italiana! Ma tanto si sa: a Lei stanno a cuore le saccocce delle aziende Sue e degli amici e compari Suoi, non quelle degli italiani!

La politica dei condoni

L'unico strumento che Lei, Presidente Berlusconi, sa immaginare per affrontare la crisi economica è la politica dei condoni.

Anche questa volta, infatti, Lei, con la scusa che allo Stato servono soldi, ne approfitta per aiutare i criminali a "lavare" il denaro sporco e ad assicurare loro l'impunità (anche per Lei, visto che di fondi neri occultati in banche compiacenti e paesi offshore se ne intende benissimo, come dimostra la sentenza Mills e il conto All Iberian a Lei facente capo).

Né si venga a dire che sono esclusi dal condono i proventi di reato!

Come si fanno a scoprire i reati se, ogni volta che una persona viene presa con le mani nel sacco, basta che questa faccia vedere una "ricevutina bancaria" in cui si dice che ha fatto il "condono" e che quindi nei suoi confronti non si può procedere?

I reati di riciclaggio sono scoperti e provati dopo che vengono trovati i soldi illeciti ma, se prima li si passa nella "lavatrice dello scudo fiscale", i reati non potranno mai essere scoperti.

Un esempio? La norma sul condono prevede che non è necessario dimostrare come sono stati portati i soldi all'estero e, contestualmente, non si precisano i limiti del reddito sul quale è calcolato il 5 per cento d'imposta da pagare per il rientro del denaro occultato.

E allora accade che chiunque compia un intervento, anche minimale, di rientro di capitali si cauteli -insomma si faccia un "autocertificato di buona condotta- in modo che non possa avere più accertamenti né gli possa essere contestata alcuna dichiarazione infedele, né qualsiasi altro reato, nemmeno quello di riciclaggio (che presuppone, appunto, la prova della provenienza criminale, prova che è inibita accertare dalla norma che state approvando).

Insomma di fatto, Sig. Presidente del Consiglio che non c'è, Lei sta facendo un'altra amnistia, un condono totale e tombale per molti, moltissimi contribuenti che hanno conti aperti o che, in questo momento, hanno evasioni rilevanti in essere. Il tutto mentre anche Lei e molti amici e sodali suoi siete tutt'ora sotto processo per reati simili!

L'intervento sulla Corte dei Conti

E che dire dello "scherzetto" che Lei, Berlusconi, ha riservato alla Corte dei Conti?

Nel decreto viene stabilito che l'azione è esercitabile dal Pubblico ministero contabile solo in presenza di una "specifica e precisa notizia di reato" e solo qualora il danno stesso sia stato cagionato per dolo o colpa grave.

Insomma, i comportamenti che non causano un danno erariale in termini di nocumento diretto al bilancio dell'amministrazione o dell'ente non sono perseguibili.

Ma come si fa a sapere se ci sia "dolo o colpa grave" o se ci sia o meno un "danno erariale" se prima non si indaga?

E perché mai i "danni morali e di immagine" alla Pubblica amministrazione commessi da un funzionario o tramite una dichiarazione infedele non devono essere perseguiti?

Ma soprattutto: perché mai la norma dovrebbe valere anche per i comportamenti passati e per i processi già in corso? Oddio, a questa domanda è più facile rispondere: per coprire, come al solito, con la solita leggina ad personam, qualche azienda di famiglia o qualche Suo sodale di affari, sig. Presidente del Consiglio.

La Corte dei Conti, come sancito dalla nostra Costituzione, è un "organo di autogoverno" che non può e non deve in alcun modo subire le interferenze dell'Esecutivo. Lei, invece, Presidente Berlusconi, vuole sottometterla ai Suoi poteri e ai Suoi bisogni, così come ha fatto e sta continuamente tentando di fare con la magistratura ordinaria.

Ma questo è contro la Costituzione e a noi di IdV non resta che appellarci, ancora una volta, al Presidente della Repubblica affinché fermi questo continuo scempio della legalità con un'azione forte e decisa (e non più solo con un messaggio che a Lei, Presidente Berlusconi, entra da un orecchio ed esce da un altro, senza lasciare traccia).

La politica energetica

Per noi dell'IdV, un'altra "nota dolente" del decreto anti-crisi riguarda le norme in materia di energia.

Contestiamo innanzitutto il ritorno alle famigerate centrali nucleari che riteniamo pericolose per la salute e per l'ambiente, in quanto hanno una tecnologia obsoleta, sono costose e di difficile realizzazione sul nostro accidentato e disastrato territorio. Insomma il gioco non vale la candela!

Consideriamo poi inaccettabile che il ministero dell'Ambiente venga del tutto esautorato dal suo ruolo di controllo e prevenzione.

Lo stesso ministro Prestigiacomo ha dichiarato: "Sono incredula, vivo quello che e' successo come una prepotenza e un'arroganza. C'è la chiara volontà di violare e spostare i centri decisionali". Il ministro ha inoltre dichiarato di aver parlato con i propri colleghi e di non aver avuto "risposte convincenti".

Problemi "procedurali" e costituzionali

Siamo in presenza di un decreto-legge che il Presidente della Repubblica ha inizialmente emanato, esercitando, dal suo punto di vista, il vaglio di legittimità costituzionale.

Ma oggi il Presidente della Repubblica si troverà di fronte un provvedimento che è totalmente stravolto rispetto a quello che ha sottoscritto.

Si introducono una sanatoria che riguarda le badanti (e quindi la legge sull'immigrazione appena varata), una sanatoria che riguarda il rientro dei capitali dall'estero (dove si trovano a seguito di evasione conclamata) e una riforma delle pensioni.

Il Presidente della Repubblica si è espresso in un certo modo con una lettera dello scorso 15 luglio e il Presidente del Consiglio ha fatto una dichiarazione di acquiescenza rispetto alle dichiarazioni del Presidente della Repubblica.

Oggi siamo di fronte ad un atto che è in totale contrasto con quelle dichiarazioni.

Allora, a mio avviso, i casi sono due. Posto che questo provvedimento sarà sottoposto al vaglio del Presidente della Repubblica, qualcuna delle due istituzioni ne uscirà con le ossa rotte: se il Presidente della Repubblica lo promulgherà, lo farà in contrasto con una lettera che ha scritto quindici giorni fa; viceversa, se lo rinvierà alle Camere, sarà il Governo che dovrà rispondere al Parlamento e al Paese per le macroscopiche violazioni costituzionali.

La sanatoria per le badanti e la riforma delle pensioni

Con un emendamento del Governo in Commissione è stata introdotta la sanatoria per colf e badanti.

Ci sta bene.

O meglio: ci sarebbe andato bene se il provvedimento non avesse previsto due pesi e due misure. Infatti, per regolarizzare le colf, il datore di lavoro dovrà dimostrare di avere un reddito imponibile non inferiore a 20mila euro se single o 25mila euro in caso di nucleo familiare.

Così, però, si dà la possibilità di avere assistenza solo alle persone e alle famiglie che hanno un reddito decente. E coloro che guadagnano meno? E i poveri? Perché queste persone non devono avere assistenza?

Terremotati Abruzzo

Dal primo gennaio del 2010 i terremotati abruzzesi dovranno ricominciare a pagare, in rate di 24 mesi, i tributi e i contributi non versati dal 6 aprile al 30 novembre.

C'é un evidente discriminazione ai danni dei terremotati abruzzesi, e una diversa tipologia di trattamento rispetto a chi, nel passato, ha conosciuto la stessa disgrazia come le popolazioni delle Marche, dell'Umbria e del Molise. Infatti, i terremotati d'Abruzzo saranno chiamati subito a pagare le imposte e le tasse non versate.

Abbiamo appreso stamattina che il ministro Tremonti si sarebbe convinto a disporre il rinvio anche per l'Abruzzo. Si, ma da quando? Come? E dove?

E' assurdo approvare una legge mentre si dice che è sbagliata e che bisogna cambiarla. O meglio, non è assurdo: è solo l'ennesima truffa!

Class action

L'entrata in vigore della nuova disciplina sulla class action è stata rinviata al primo gennaio 2010. Si tratta dell'ennesima proroga di un istituto che avvantaggerebbe i cittadini, ma che, evidentemente, va contro una serie di "poteri forti" che lo Stato intende tutelare.

Conclusioni

Queste e non solo queste sono le ragioni per cui noi di IdV voteremo contro questa legge.

Voteremo contro anche per ribadire la nostra contrarietà al Suo modo settario e piduista di governare, Sig. Presidente del Consiglio, e anche al Suo modo di essere, che riteniamo lesivo dell'onore e del decoro del nostro Paese e della credibilità delle nostre Istituzioni.