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Palermo (Sicilia) - 19 Settembre 2017

D I B A TT I T O news La verità, innanzitutto….

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di joachin
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D I B A TT I T O news
La verità, innanzitutto….
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PALERMO – REGGIO CALABRIA – TRANI – COSENZA DI SCENA IL MEMBRO DEL BRANCO LUCIANO. MISERABILI
Pubblicato il 19 settembre 2017
Corruzione, Giustizia, Mafia
crocetta, GIOACCHINO MATTIOLO, LUCIANO BASILE, MAIOLINI, ROSARIO BASILE, VALENTINA GIUNTA
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Continua dai numeri precedenti.



“… CON I MIEI SOLDI POSSO CORROMPERE TUTTI, E HO IL POTERE DI FARE TRASFERIRE FORZE DELL’ORDINE E MAGISTRATI AI CONFINI D’ITALIA – E ANCORA RIVOLGENDOSI AL SIGNOR MATTIOLO il membro del BRANCO Filippo BASILE, dice: “AVREI POTUTO FARE TUTTE LE DENUNZIE CHE VOLEVO, PERCHE’ TANTO SI SAREBBERO GIRATE CONTRO DI ME, E IN GALERA AVREBBERO MESSO GIOACCHINO MATTIOLO, DOVE TI AVREBBERO AMMAZZATO…”. In sostanza, sull’indegno BRANCO ho scritto sempre e comunque la veridicità dei fatti. L’unico obiettivo del BRANCO è arrestare (tanto con i piccioli compra tutti e tutto) il SIGNOR MATTIOLO per farlo marcire in carcere. In tal senso ci sta provando il sostituto dr FUSCO con la sua indagine basata sulle mondezze della denuncia querela del BRANCO. Da anni scriviamo la veridicità dei fatti accaduti e coinvolgenti il BRANCO.

Riguardo all’addebito mossomi dal membro del branco LUCIANO, che peraltro ha ancora una volta reso falsa testimonianza al Giudice d’udienza, chiarisco, e credo che l’abbia capito anche il Tribunale in composizione monocratica, che l’articolo incriminato non sia stato scritto da me. Che mi sono limitato a riportare sul giornale “Il Dibattito” all’epoca cartaceo, la vicenda stomachevole di TRANI, pubblicata nel dalla testata ONLINE MERIDIONEWS il giorno 28 gennaio 2015. LA NOTIZIA DELLA TESTATA ONLINE CHIAMATA MERIDIONEWS è stata da me ripresa il 9 marzo 2015. Deduco che semmai il membro del BRANCO interrogato avrebbe dovuto chiarire che sul banco degli imputati non sarei dovuto comparire io semmai l’articolista di MERIONEWS, la collega coraggiosa Marta GENOVA. In sostanza, signor Giudice, il membro del branco Luciano, è stato reticente giacché non Le ha chiarito che alla fine della pubblicazione della testata su menzionata è scritto “ A CURA DI FRANCESCO GANGEMI”. Il membro del branco ne era a conoscenza. Ha preferito com’è nel costume di tutti i membri, rendere falsa testimonianza.

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LA TESTIMONIANZA



GIUDICE – Sentiamo Basile Luciano. – Viene introdotto il testimone dedotto dal Pubblico Ministero – Il testimone, avvertito dal Giudice dell’obbligo di dire l a verità e delle responsabilità previste dalla legge per i testimoni falsi o reticenti, legge la formula di impegno. – Il Giudice invita il testimone a fornire le proprie generalità. – GENERALITÀ: Basile Luciano, il 18/10/1971, residente a Palermo, v (inc. NDR) – GIUDICE – Lei la scorsa volta non è venuto, per quale motivo? – P. OFFESA BASILE L. – Io non sono stato informato della – GIUDICE – Non ne sapeva nulla? – P. OFFESA BASIL E L . – No. – GIUDICE – Non ha avuto la notifica e roba varia. – P. OFFESA BASI LE L. – Se no sarei venuto. – GIUDICE – Chiede la revoca e il Giudice la accorda. Allora, Pubblico Ministero, vogliamo fare delle domande al signor Basile? – PUBBLICO MINISTERO P.M. Sì. Senta, lei è a conoscenza, ovviamente, dell’articolo per cui con suo padre e suo fratello ha sporto la querela – P. OFFESA BASILE L. – Sì. – P .M. – Ci può dire esattamente quali parti di questo articolo la coinvolgono espressamente? E innanzitutto, a quale società fa capo – P . OFFESA BASILE L. sono Presidente di Sicurcenter Srl – P .M. – Sì. – P. OFFESA BASILE L. e amministratore delegato di IVRI Spa.. .P.M. – Ok – P. OFFESA BASILE L.- E Sìcurtransport, pure. Non so se l’articolo – P.M. – Ne nomina moltissime. Lei se lo ricorda l’articolo? – P. OFFESA BASI LE L, – Beh, chiaramente l’articolo chiaramente è alla collazione di misure. Quello, chiaramente, che mi ha colpito maggiormente, sono, diciamo, le accuse relative a frequentazioni mafiose, o appartenenza, chiaramente, a questi ambienti. Queste sono maggiormente lesive nei nostri confronti. Come nome, come famiglia. – P . M. – Sì. Senta, e c’è riferimenti a vicende specifiche , in questo articolo, che l’hanno vista coinvolta in procedimenti pendenti, società? Ci sono state … per cu lei era coinvolta la – P. OFFESA BASILE L. – C’è un riferimento ad una vicenda di Trani, di cui, chiaramente, fa riferimento l’articolo. In cui io sono – P .M. – Che vicenda, mi scusi? P. OFFESA BASILE L. – Una vicenda in cui, chiaramente, c’è stata un’indagine su un appalto sulla vigilanza del Tribunale di Trani …P .M. – Si. – P. OFFESA BASILE L. in cui, chiaramente, secondo la Procura, chiaramente l’appalto è stato giudicato irregolare, quello che io ne so, attualmente, perché io sono stato sentito come perso informata sui fatti, non sono stato mai indagato, in relazione a questa indagine, né nessun dirigente, né nessun componente del Consiglio di Amministrazione. Quello che mi risulta è che sono stati indagati alcuni dipendenti locali pugliesi della vicenda. – P .M. – Ma l’appalto era stato vinto da chi? Cioè chi era…- P. OFFESA BASILE L. – L ‘ appalto l ‘ ha vinto la Sicurcenter Srl. – P .M. – Quindi l a società … – P. OFFESA BASILE L. – Poi chiaramente … – P.M . – in cui lei quale ruolo ha? – P. OFFESA BASILE L.- Sono Presidente del Consiglio di Amministrazione. – P.M. – Ok. Quindi, in merito a questa vicenda, sono stati, ha detto … – GIUDICE – Indagati alcuni suoi dipendenti. – P.M. – indagati? – P. OFFESA BASILE L. – indagati tre dipendenti della nostra azienda e sono stato sentito come persona informata sui fatti. – P.M . – Ok . E non ha mai avuto nessuna indagine, niente? – P. OFFESA BASILE L. – No, la … – P.M. – Il processo a che punto è? – P. OFFESA BASILE L . – E né, chiaramente, la società è stata indagata come 231 assolutamente. – P. M . – E invece i dipendenti perché cosa sono stati indagati? – P. OFFESA BASILE L. – Ora il capo d‘imputazione non me lo ricordo. Non è sicuramente corruzione, come appare chiaramente nell’articolo. – P.M. – Appunto. Per capire. Quindi? – P. OFFESA BASILE L. – I fatti poi sono stati che praticamente un consigliere comunale di questa cittadina, Trani, che io non conosco, appunto, abbiano chiaramente presentato delle domandine di assunzione, chiaramente, alla locale sede di Trani, di Bari, della Sicurcenter, spingendo … chiaramente spingendo, chiaramente, eventualmente una aggiudicazione. Ma assolutamente questi fatti a noi non ci risultano. – P.M. – Ah, quindi per la loro assunzione? – P. OFFESA BASILE L. – Sì, sì, si. – P. M . – Ah, ecco. – P. OFFESA BASILE L. – Trani, tenuto conto che il consigliere comunale di Trani. E nel mio interrogatorio, non so se posso riferire il mio interrogatorio. – P .M. – Certo. – P. OFFESA BASILE L. – Penso che posso dirlo, praticamente, era in relazione alla mia conoscenza dei fatti. La mia conoscenza al fatto che hanno indetto questa gara, ce la siamo aggiudicati, e la nostra offerta era veramente anomalamente bassa , quindi avremmo dovuti essere scartati per un’offerta veramente scadente. E l’abbiamo vinta proprio perché avevamo l ‘ offerta più bassa di tutte le altre. Punto. Non so altro. – GIUDICE – Ma poi non ve l’hanno mai revocata? – P. OFFESA BASILE L . – Io conoscevo , né il consigliere comunale, Tizio, né il Sindaco, né … – GIUDICE – Con la mobilità con cui cambiano . No, dico, l’appalto lo avete continuato a mantenere. – P. OFFESA BASILE L. – No, l’appalto noi non abbiamo mai fatto questo servizio. – GIUDICE – Ah. – P. OFFESA BASILE L. Perché poi l’abbiamo vinto noi, e subito l’hanno, noi abbiamo chiaramente adito il TAR e abbiamo vinto, però poi c’è stata una, diciamo, un’autotutela del comune successivamente che fu nominato un commissario, a seguito dell’arresto del sindaco di Trani, proprio per questa indagine collegati filoni di corruzione. – P. M. – Quindi comunque era una cosa molto proprio locale. P. OFFESA BASILE L . – Sì. – P. M. – Ok. – P. OFFESA BASI LE L. – Mi si chiedeva, difatti, di Consiglio Comunale di Trani, io ho detto: “È la prima volta, signor Pubblico Ministero, che vengo qua, sto conoscendo dell’indagine perché lei oggi me ne parla ”. Perché disse: “Lei ha presente perché la sto chiamando? .Ho detto: ” Immagino”. – GIUDICE – ma chi era il PM il dottor Ruggero per caso? – P. O. BASILE L. – Sì, comunque non sono stato indagato dal dottor Ruggero. – GIUDICE – Scusi, Pubblico Ministero. Cioè, della serie poi l’appalto l’hanno revocato in autotutela e poi non sapete come è andata a finire la storia? – P. OFFESA BASILE L. – La storia so che praticamente … – GIUDICE – No, la storia dell’appalto, non la storia penale. – P. OFFESA BASILE L. – No, l’appalto è stato ribandito, credo, noi non abbiamo neanche partecipato, per evitare grane … lo lasciamo ai locali. – GIUDICE – Ho capito. – P.M. – Nessun’altra domanda.



Continua. A cura di Francesco Gangemi



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Ci tengo a precisare che riporto sul giornale tutte le ditte riguardo all’attività di vigilanza di proprietà del BRANCO. E’ per caso reato? Se per il branco abbia la convinzione che stupidamente io scivoli sulle norme codicistiche penali, continui pure a presentare denunce querele = mondezzaio! Il membro del branco Rosario BASILE ovvero il papà ingravidatore di una sua dipendente giovanissima poi licenziata – perdonatemi se mio ripeto, è malmenata dai suoi sgherri con l’intento di farla traumaticamente abortire senza riuscirci tant’è che il MEMBRO e suoi sgherri sono stati arrestati – assume la presidenza dell’IRFIS, ceduta dal suo amico MAIOLINI indagato per usura bancaria e dall’altro capolavoro di CROCETTA presidente della Giunta Regionale Sicilia. Da rilevare che l’IRFIS finanzia le medie imprese non quelle escluse facente capo ai membri del BRANCO e, pertanto, scoppia inosservato un conflitto dì interessi. Fatto sta che il membro del BRANCO, il papino ROSARIO è costretto a mollare la presidenza dell’IRFIS poiché arrestato a seguito dello scandalo di Valentina GIUNTA. Fatto molto serio, sottaciuto al Giudice d’udienza da tutti e tre i membri del BRANCO. Alle elezioni politiche del 2013, il membro del BRANCO, ROSARIO tenta la scalata a senatore della Repubblica inserito nella lista dell’UDC capitanata dal voltagabbana Pier Ferdinando CASINI. STRANO CHE nel corso dell’interrogatorio il membro del BRANCO si riferisca alla “vittima” senza farne il nome poiché non ne ha il coraggio. Perché la vittima sa molte delicatissimi fatti sull’amabile famiglia. Il fatto che ROSARIO non abbia riferito al Giudice d’udienza il trasferimento del processo TRANI nella loro culla palermitana va a sommarsi alla reticenza e falsa testimonianza dell’interrogato. La notizia è data dal giornale online lombardo “L’INKIESTA”. Fanno finta di non sapere che il padre della vittima, arrestò negli anni di piombo, personaggi di spicco del rione Brancaccio. Dove il branco avrebbe voluto destinare l’attività di vigilanza del signor MATTIOLO Gioacchino nella consapevolezza che sarebbe stato ammazzato.

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Il signor MATTIOLO con una moto di grossa cilindrata con la scritta KSM gareggiava su pista al fine si sponsorizzare l’istituto di vigilanza facente capo al BRANCO.

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Dottor CANTONE, Lei è un Magistrato serio e riflessivo e svolge il ruolo affidatole dal Governo che pare voglia ridimensionare, con intelligenza e rara competenza. Orbene, cortesemente Le rivolgono una domanda alla quale, ove Lei lo ritenga, potrà rispondermi anche per via e mail. Dottor CANTONE, la legge è uguale per tutti? Oppure, ha valenza solo per i poveretti? Lei, sicuramente, è a conoscenza delle porcherie, per non dire altro, della famiglia BASILE, padrona su tutto il territorio del Belpaese della vigilanza. Orbene, se la famiglia, che io definisco BRANCO, viola la legge; se si vanta di corrompere con il denaro pezzi importanti dello Stato – magistrati, poliziotti, eccetera; se ha alle sue dipendenze un vice questore, un generale corrotto della Finanza e un generale dalla divisa sporca dei Carabinieri, quarta Arma Fedele nei secoli, è giusto che vada in galera o la legge per il BRANCO non è applicabile? Mi dia una risposta, dottore tenendo presente che sono stato arrestato ben sette volte e assolto con formula piena per aver scritto di magistrati corrotti e collusi e di fatti che altri giornali, a parte le dovute eccezioni, tacciano. Dottor CANTONE, un padre di due figli, il signor MATTIOLO Gioacchino, licenziato dal BRANCO sol perché non ha svenduto la sua dignità, è legittimo che da cinque anni non lavori per le brutali interferenze del BRANCO? Con stima.

Il Direttore de “IL DIBATTITO NEWS”

Francesco Gangemi