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Napoli (Campania) - 26 Novembre 2016

D'Anna: Caldoro diventò governatore con i voti di Cosentino

D'Anna: Caldoro diventò governatore con i voti di Cosentino
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NAPOLI. "Apprendo con stupore, leggendo l'intervista pubblicata questa mattina su un noto quotidiano nazionale, che, secondo l'ex governatore Stefano Caldoro, io sia stato come Giano bifronte, la figura mitologica che aveva due facce. Ovvero, di aver interloquito con lui sempre nella doppia ed ambigua veste di deputato e di presidente di FederLab, l'associazione di categoria maggiormente rappresentativa in Campania delle strutture ambulatoriale private accreditate". Lo dice, in una nota, il senatore di ALA (Alleanza LiberalPopolare Autonomie) Vincenzo D'Anna che poi così prosegue: "innanzi a tale ambiguità l'ex presidente pare sia rimasto sconcertato e non abbia mai capito cosa io avessi da chiedergli. Particolare, quest'ultimo, che mi rivela, a distanza di anni, perché nelle rare volte in cui ho interloquito con lui, questi non abbia mai rispettato le indicazioni e le intese per la tutela di interessi diffusi e generali, che pure avevamo convenuto".
La verità, aggiunge D'Anna "è sempre più semplice delle pantomine politiche a cui è abituato il buon Caldoro il quale mi accusa di essere 'cosentiniano' e come tale degno del suo ostracismo quando era presidente della giunta regionale, dimenticando, lui sì cosentiniano di lungo corso, che proprio grazie alle liste ed alle decine di migliaia di voti procurati dall'allora coordinatore regionale del Pdl, riuscì a sedere sullo scranno di governatore".
"Ci tengo a chiarire - aggiunge D'Anna - che non ho mai chiesto favori personali ad alcuni e che nella mia veste di parlamentare della Repubblica, ho sempre inteso tutelare interessi generali anche quelli che riguardano la tutela del diritto alla salute, completamente disatteso negli anni della giunta Caldoro in Campania". "Un disinteresse - conclude il senatore di ALA - che mi consente, solo tra pochi, di dire esattamente quello che penso, caratteristica che per carità di patria non eserciterò nei confronti di Caldoro".