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Napoli (Campania) - 3 Settembre 2009

Domenico Savio Solidarizza Con I Professori Precari

Domenico Savio Solidarizza Con I Professori Precari
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Nella foto la prima parte dell'importante documento a firma di Domenico Savio, segretario generale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista.
Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista sostiene con tutte le sue forze ideali e politiche la lotta di sopravvivenza e di civiltà in atto dei "precari" della scuola a difesa del loro posto di lavoro, una lotta che ci auguriamo assuma presto il carattere di classe e rivoluzionario per vincere la dura battaglia in atto ma anche per costruire la prospettiva della nuova società socialista, affinché la vergogne e la disumanità della perdita del lavoro siano per sempre cancellate dalla storia dell'umanità.

ACCONTENTATE LE GERARCHIE ECCLESIASTICHE,
UMILIATO LO STATO DI DIRITTO: VERGOGNA!

I professori di religione, nominati dal vaticano e pagati dal popolo italiano, sono stati riammessi di autorità agli scrutini nelle scuole calpestando i principi della democrazia laica, seppur borghese, dello Stato di diritto e neutralizzando una sentenza della Magistratura amministrativa. Il governo borghese, clericale e dittatoriale di Silvio Berlusconi, col consenso di centrodestra e centrosinistra e la firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - che da ex comunista è stato eletto Presidente della Repubblica italiana, la quale è di natura borghese, capitalistica e clericale - con un atto d'imperio, mediante un nuovo regolamento sulla valutazione degli studenti recepito da un D.P.R., ha ripristinato il volere e il potere della Chiesa cattolica nella scuola pubblica italiana.

di Domenico Savio*

Precedentemente con un lungo servizio, pubblicato il 14 agosto 2009 sul sito del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista all'indirizzo www.pciml.org alla voce il Commento del giorno di Domenico savio, abbiamo ampiamente parlato dei rapporti tra Stato e Chiesa cattolica in Italia e particolarmente della sentenza del Tribunale regionale amministrativo del Lazio che ha accolto la richiesta presentata da rappresentanti di altre religioni consistente nell'annullamento dell'attribuzione dei crediti formativi legati alla frequenza dell'ora di religione cattolica per gli esami di maturità e di non ammettere i docenti di religione cattolica a partecipare a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l'attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento.
Contro tale sentenza, rispettosa dei principi di laicità dello Stato italiano rispetto a qualsiasi confessione religiosa e del pluralismo religioso sanciti dalla nostra Costituzione Repubblicana, si sono scagliate violentemente le gerarchie ecclesiastiche d'oltre Tevere, i settori più conservatori del cattolicesimo italiano e rappresentanti del governo, del centrodestra e del centrosinistra. E' semplicemente scandaloso che rappresentanti del governo della Repubblica critichino e vanifichino una sentenza di un potere costituzionale dello Stato, è la prova più evidente dell'arroganza e della prepotenza di un potere politico allergico alla pluralità dei poteri, che sono garanzia di democrazia e di libertà, e alla laicità della Stato italiano rispetto a quello del Vaticano.
Così il governo dittatoriale di Silvio Berlusconi, allergico alla laicità dello Stato e al pluralismo religioso previsti dalla Costituzione e ossequioso e riverente verso le richieste della Santa Sede, accogliendo le sollecitazioni dei conservatori e dei clericali del centrodestra e centrosinistra con un atto di autorità, degno dei tempi bui del nostro paese, e utilizzando il nuovo regolamento sulla valutazione degli studenti ha letteralmente capovolto la situazione, ha ripristinato la situazione precedente e ha neutralizzato, cioè resa inoperante, la sentenza del Tar del Lazio. Tale regolamento - recepito da un Decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che da ex comunista è stato eletto Presidente della Repubblica italiana, la quale è di natura borghese, capitalistica e clericale ? ha reintrodotto l'attribuzione dei crediti formativi legati alla frequenza dell'ora di religione cattolica per gli esami di maturità e ha riammesso i docenti di religione cattolica a partecipare da subito a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l'attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento.
Così assistiamo a una sentenza della Magistratura amministrativa resa inefficace da un atto autoritario del governo; a una contrapposizione tra poteri dello Stato che mortifica e calpesta qualsiasi regola democratica e indipendenza tra le diverse magistrature statali; a uno Stato che ha rinunciato alla propria autonomia e indipendenza rispetto a una confessione religiosa e a uno Stato estero, rappresentato dallo Stato del Vaticano; a un parlamento che nella sua quasi totalità si inchina alle pretese di privilegi della Santa Sede accogliendole in atti legislativi; a una cultura preponderante della Stato di obbedienza e di asservimento al volere della Chiesa cattolica: tutto questo testimonia la tragica fine della dignità dell'indipendenza nazionale del popolo italiano!
Mentre il governo e il parlamento borghesi assecondano le sempre maggiori richieste di privilegi e di legislazione favorevole alle proprie posizioni dogmatiche e conservatrici della Santa Sede, nello stesso tempo in cui governo e ministero della pubblica istruzione non perdono tempo per ridare potere ai circa 15.000 insegnanti di religione che operano nel campo dell'istruzione pubblica e che vengono nominati dal Vaticano, cioè assunti senza concorso, e pagati con le tasche degli italiani e intanto che il ministero della pubblica istruzione nega la continuità del posto di lavoro a decine di migliaia di docenti, amministrativi e operatori vari, dal nord al sud e alle isole masse disperate di lavoratori precari della scuola senza prospettiva di lavoro assediano il ministero della pubblica istruzione, i provveditorati regionali e gli uffici scolastici provinciali rivendicando il diritto, dopo decenni di precariato, a poter continuare a lavorare per vivere assieme alle rispettive famiglie. Già il centrosinistra aveva previsto tagli giganteschi nella scuola, ora il centrodestra è passato all'opera indegna e disumana, quella di togliere il lavoro a cittadini senz'altra prospettiva e che per questo sono disperati e distrutti nella propria esistenza.
Cari lavoratori del braccio e dell'intelletto, ma vi rendete conto della crudeltà, brutalità e violenza inaudita dell'ordine economico e sociale e dello Stato capitalistico, dove il governo dei capitalisti industriali, agrari e finanziari e delle multinazionali decide tirannicamente di buttare letteralmente sulla strada decine di migliaia di lavoratori della scuola e quando questi protestano e rivendicano il diritto a poter continuare a lavorare e a vivere rischiano, come pare stia per avvenire in queste ore a Napoli, che lo stesso dispotico potere statale li denunci alla Magistratura per aver sollecitato il lavoro. Noi ci chiediamo se lo Stato di oggi, coi suoi poteri coercitivi, non sia tirannico e violento quanto lo fu quello fascista, d'altronde allora come oggi continua a dominare il potere politico capitalistico! E non è vero che lo Stato non ha i soldi per pagare questi lavoratori, la verità è che le tasse imposte alla collettività vengono sistematicamente utilizzate per sostenere in vario modo l'accumulazione dei profitti capitalistici!
Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista è schierato con tutte le sue forze ideali, politiche e rivoluzionarie al fianco dei "precari" della scuola in lotta per difendere il proprio posto di lavoro. E' una lotta coraggiosa e decisa che noi sosteniamo e che però deve investire tutto il potere politico borghese, clericale e capitalistico di centrodestra e centrosinistra, che deve attaccare l'insieme dei partiti politici e dei loro eletti complici della politica di impoverimento della scuola pubblica italiana a favore di quella privata cattolica e di parte, che deve sconfiggere e isolare i sindacati oramai tutti borghesi e di regime ? si tenga conto che anche quelli di base non hanno una visione di classe e rivoluzionaria della situazione per mettere definitivamente e storicamente fine a tutte le forme di precariato del lavoro e in tutte le attività umane ? togliendo loro innanzi tutto i sovvenzionamenti mensili e che deve trasformarsi in lotta di classe e rivoluzionaria per vincere meglio oggi e per costruire la prospettiva della nuova società socialista, dove ogni uomo e donna sin dalla nascita hanno garantito l'assistenza sanitaria ai massimi livelli raggiunti dalla scienza, lo studio gratuito sino al grado più alto dell'istruzione, il lavoro al completamento degli studi, la casa, il tempo libero e la serenità esistenziale, insomma una vita degna di essere vissuta. Questo è il nostro sincero impegno ideale e politico di coerenti marxisti-leninisti attualmente impegnati al fianco dei lavoratori della scuola italiana in lotta.
Forio (Napoli), 2 settembre 2009.

* Segretario generale del P.C.I.M-L.

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