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Ischia (Napoli, Campania) - 24 Settembre 2009

Domenico Savio: Onore E Gloria Alla Resistenza Afghana

Domenico Savio: Onore E Gloria Alla Resistenza Afghana
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Sul suo Blog personale il Segretario generale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, Domenico Savio, con un duro documento ha ferocemente attaccato i Paesi occidentali che con i loro eserciti stanno occupando l'Afghanistan e ha fraternamente solidarizzato con la gloriosa resistenza del popolo Afghano. Di seguito pubblichiamo il documento di Domenico Savio.

ONORE E GLORIA ALLA RESISTENZA AFGHANA CONTRO L'ASSASSINO
IMPERIALISMO OCCIDENTALE. GLI ESERCITI SONO LI' PER DIFENDERE
GLI INTERESSI DELLE MULTINAZIONALI. LA LOTTA AL TERRORISMO
RIMANE UN PRETESTO PER OCCUPARE E SFRUTTARE QUEI TERRITORI!

I soldati volontari degli stati capitalistici vanno a combattere in Iraq e Afghanistan per difendere la "patria" delle multinazionali assassine e sfruttatrici e per guadagnare favolosi stipendi, la loro eventuale morte è il prezzo da pagare per tale scelta sbagliata: gli eroi non sono loro, ma i gloriosi Resistenti di quei popoli e qualunque siano le armi utilizzate, ognuno si difende con quello che può. Chi ci va per "lavoro" fa anche una scelta ideologica, politica e sociale totalmente estranea alla cultura, alla lotta di classe e alla prospettiva di liberazione dallo sfruttamento economico e militare della classe lavoratrice. A ognuno le sue responsabilità!

di Domenico Savio*

Premettiamo che come non ci appartengono le religioni cattolica, ebraica, ortodossa, eccetera così non ci appartiene quella islamica, allo stesso modo non ci appartiene e combattiamo qualsiasi fondamentalismo, estremismo e violenza religiosi. Inoltre, deploriamo e combattiamo tradizioni, costumi e comportamenti che proibiscono o limitano la libertà individuale, specialmente delle donne, che spesso sono costrette a subire imposizioni e restrizioni contrarie a qualsiasi principio di civiltà, di libertà, di democrazia e di dignità umana.
A suo tempo abbiamo già sostenuto, e non siamo stati i soli a farlo, che l'attacco del 11 settembre 2001 alle torri gemelle di New York non poteva essere di natura terroristica, considerata la potenza dei servizi di sicurezza e di difesa degli Stati Uniti d'America. Fu un tragico, efferato e premeditato attentato - con circa 3.000 morti e ingenti distruzioni, ma i piani di espansione, di sfruttamento di popoli e risorse e di accumulazione di nuova ricchezza da parte dell'imperialismo, sostenuto dai governi borghesi degli stati capitalistici, giustificano qualunque atrocità e disastro sociale, l'importante sono solo il mercato e i guadagni -, così poco dopo, col concorso della Nato, delle Nazioni Unite e della Comunità Europea, poteva iniziare l'aggressione, l'occupazione, la sottomissione, anche con l'imposizione e il sostegno di governi-fantoccio del posto, lo sfruttamento e la spartizione tra gli occupanti delle risorse petrolifere e minerarie in genere dell'Afghanistan e dell'Iraq.
Chi non ricorda i bombardamenti "intelligenti" americani e alleati che massacravano uomini, donne e bambini indistintamente, che distruggevano villaggi interi e che diffondevano morte, sangue, distruzioni, miseria e disperazione ovunque, bombardamenti e massacri che avvengono ancora oggi; chi non ricorda il pianto disperato delle donne sopravvissute ai bombardamenti a cui gli eserciti stranieri, in nome di una falsa democrazia americana e occidentale, cioè quella del terrore e del vigliacco annientamento dall'alto, avevano ucciso figli, mariti, fratelli, sorelle e parenti; chi non ricorda il bombardamento di asili, scuole e ospedali, con morti, feriti e sangue dappertutto, la distruzione di fabbriche e l'imposizione della volontà politica e sociale degli occupanti, tutto in nome della "democrazia" dello sfruttamento e degli affari capitalistici e imperialistici, democrazia dal volto insanguinato e fondata unicamente sulla superiorità della forza e della violenza spietata messa in campo. Gli U.S.A. e le altre potenze occidentali hanno contribuito alla sconfitta dell'ex Unione Sovietica proprio per imporre il loro dominio assoluto economico, militare e politico sull'intero Pianeta.
I governi capitalistici e imperialistici italiani, sia di centrodestra che di centrosinistra, si sono subito genuflessi alla volontà degli altri governi padronali occidentali, con quello degli Stati Uniti d'America a farla da padrone assoluto, hanno mandato grossi contingenti militari in quei paesi e per raggirare l'art.11 della Costituzione ? L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali..... ? hanno detto che essi venivano inviati in missione di pace, missione che, invece, garantiva all'imperialismo italiano di partecipare alla spartizione del bottino di guerra, consistente nello sfruttamento delle risorse minerarie, nelle commesse di ricostruzione delle opere distrutte dai bombardamenti e nello sfruttamento di quei mercati.
Ma anche i più sprovveduti degli italiani sapevano che lì si andava a combattere una guerra spietata tra gli occupanti occidentali e i popoli aggrediti e sottomessi, che la guerra non avrebbe conosciuto limiti nell'efferatezza, che quei popoli, attraverso le loro coraggiose avanguardie, avrebbero difeso con le unghie e a costo di qualsiasi sacrificio la loro autonomia e indipendenza nazionale e che contro gli eserciti stranieri, armati sino ai denti e con le armi, lecite e illecite, moderne più sofisticate, distruttive e asfissianti, avrebbero utilizzato qualsiasi tipo di arma "povera" disponibile, compreso gli attentati dei kamikaze. Che si trattasse di una guerra è dimostrato anche dal fatto che i soldati italiani hanno dovuto progressivamente adeguare i propri armamenti e le proprie strategie di difesa e di attacco militare. Chi continua a parlare di missione di pace dei nostri soldati in effetti continua a mentire per favorire e sostenere altri interessi.
Noi comunisti siamo fermamente contrari a qualsiasi forma di terrorismo sia per mantenere lo stato presente delle cose sia per costruire la società socialista, noi lavoriamo per costruire un grande partito comunista di classe e rivoluzionario, che con la lotta di classe quotidiana e il consenso delle masse popolari porterà a compimento vittorioso la rivoluzione socialista nel nostro paese e avvierà la costruzione della nuova e superiore società socialista lungo la strada dell'edificazione di quella comunista. Ma i popoli e i combattenti afghani e iracheni non fanno terrorismo, non sono terroristi, semplicemente si difendono con le poche armi che hanno a disposizione contro un nemico ferocemente agguerrito e potente e lo fanno per riconquistare la libertà e l'indipendenza che le sono state sottratte con la violenza distruttiva delle armi. Le forze combattenti della Resistenza afghana e irachena hanno il sostegno e l'aiuto delle popolazioni interessate, diversamente sarebbero isolate e verrebbero sconfitte facilmente dagli occidentali. Dunque, terroristi non sono i combattenti di quei popoli, ma coloro che per difendere sporchi e immorali affari sono andati a bombardarli, colpirli, occuparli e sottometterli.
Abbiamo avvertito la necessità di pubblicare questo servizio innanzi tutto per contestare e condannare con estrema fermezza tutta l'informazione di questi giorni, e quella di sempre, della carta stampata e delle radio-televisioni occidentali e del nostro paese, salvo poche e coraggiose eccezioni, informazione interessata, collusa, controllata e orientata nelle analisi e nelle cronache dai potenti gruppi editoriali con la miserabile complicità di giornalisti e scribacchini asserviti, ideologicamente, culturalmente, moralmente, politicamente e socialmente, agli interessi dei loro padroni pubblici e privati e che lo fanno senza scrupoli per arrivismo, carrierismo, soldi e privilegi vari economici e sociali: vergognatevi! La loro "verità" dell'informazione è solo quella che fa piacere e corrisponde ai vari e soli interessi dei capitalisti editori e viene spregiudicatamente utilizzata per disinformare ed imbonire le masse allo scopo di continuare a tenerle sottomesse e sfruttate.
In questi giorni di lutto, di dolore e di esequie in Italia, in seguito all'uccisione di ulteriori sei soldati italiani e al ferimento di altri da parte dell'eroica Resistenza afghana ? ma noi piangiamo i lutti, i dolori, la disperazione, la miseria, la morte di uomini, donne e bambini di quei popoli caduti indifesi e disarmati sotto i bombardamenti e le armi automatiche degli eserciti occidentali, perché loro sono stati aggrediti e non hanno aggredito, sono stati bombardati e non hanno bombardato, sono stati sparati e non hanno sparato -, le radio e le televisioni padronali e di regime borghese e capitalistico ci inondano di messaggi utili al sistema sociale e al potere politico attuale, ci parlano di soldati eroi, di difensori e servitori della patria, ma di quale patria parlano!, di uomini valorosi, di esequie di stato, che dobbiamo pagare noi poveri lavoratori e pensionati contribuenti, di commozioni che fanno presa sulla coscienza umana e via di questo passo.
In Italia i governi degli interessi capitalistici di centrosinistra e centrodestra hanno eliminato la democratica e pluralistica leva popolare, per meglio difendere gli interessi capitalistici e imperialistici in Italia e nel mondo intero, hanno costruito un esercito di professionisti volontari e pronti a ubbidire, pagato profumatamente dal popolo lavoratore italiano, hanno addestrato i soldati per missioni speciali all'estero, tutto sotto lo sguardo supervisore dei governi degli Stati Uniti e all'interno della potente macchina da guerra della Nato e, quando necessario, sotto il protettorato delle imperialistiche Nazioni Unite. Gli ultimi soldati morti in Afghanistan erano dei professionisti volontari della guerra, ben pagati e rispondevano ai comandi militari e politici dei guerrafondai occidentali. Nessuno li ha obbligati ad andare, è stata una loro scelta autonoma e responsabile. Quando un soldato va in guerra, lui, la sua famiglia e i suoi amici cosa fanno, mettono innanzi tutto in conto la possibilità della morte, per tanto il dolore e le lacrime posteriori costituiscono una semplice presa d'atto di quanto era stato già previsto.
E non parliamo delle guardie del corpo private di potenti industriali, finanzieri, mercanti e amministratori di multinazionali, che sono calati su quelle terre al seguito degli eserciti della Nato, sostenuta dal consenso delle Nazioni Unite, per buttarsi a capofitto sui nuovi giganteschi affari alle spalle delle sofferenze inenarrabili di quelle popolazioni, i cosiddetti rambo, armati sino al collo e pronti a tutto per difendere i propri padroni in cambio di stipendi favolosi, che potrebbero raggiungere e superare i 30.000 euro al mese. Tutto e senza pietà sui massacri, sui morti e feriti, sulle disgrazie e sulle disumanità imposte con la forza della violenza armata a quei popoli.
La giustificazione di taluni, "ma è andato per sopperire alla mancanza di lavoro, specialmente nel Mezzogiorno d'Italia", non regge alla scelta sociale e politica cosciente e responsabile di andare a servire la guerra imperialistica, la guerra dei padroni sfruttatori contro le masse lavoratrici di quei paesi. Noi comunisti non faremmo mai una scelta del genere, una scelta di guerra, a costo di sacrifici di vita disumani, prima perché lottiamo contro il capitalismo e l'imperialismo - responsabili assoluti della mancanza di lavoro, del dramma della disoccupazione e della miseria delle masse popolari - per costruire la nuova società socialista e poi perché riteniamo che il diritto al lavoro e ad un'esistenza dignitosa, che valga la pena di vivere, li si conquistano con la lotta di classe e non mettendosi al servizio del sistema sociale responsabile dei mali di vita delle masse lavoratrici dei vari paesi. In più, questi soldati dei contingenti della Nato, che operano sotto il mandato dell'ONU e, dunque, sotto la diretta responsabilità politica e militare dei paesi capitalistici che la compongono, vanno a guerreggiare contro quei popoli e la loro classe lavoratrice, insomma vanno a combattere, con un lavoro sporco e disumano, pure contro chi come loro nel proprio paese rivendica il diritto a un lavoro pulito e dignitoso.
Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista è schierato con tutte le sue forze ideali e politiche al fianco dei popoli afghano e iracheno - e di tutti quelli che sulla Terra soffrono le loro stesse sciagure sociali - nella loro lotta dura e impari contro l'aggressore, l'occupante e lo sfruttatore straniero per riconquistare l'autonomia e l'indipendenza nazionale, esprime fraterna solidarietà di classe e rivoluzionaria all'eroica Resistenza di quei popoli aggrediti e sottomessi, piange i morti di quelle nazioni bombardate e sterminate ed esprime l'auspicio che presto anche in quei paesi possa avviarsi la lotta per costruire la nuova e superiore società socialista, senza più aggressori né sfruttatori e dove ognuno sia veramente libero e protagonista del proprio avvenire.
Forio (Napoli), 23 settembre 2009.

* Segretario generale del P.C.I.M-L.
domenicosavio@pciml.org

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