Nel 57° anniversario della morte, che avvenne il 5 marzo 1953, quando la classe lavoratrice operaia e intellettiva di tutti i paesi della Terra si commosse profondamente e pianse per la grave perdita del grande Maestro del proletariato internazionale.....
ONORE E GLORIA IMPERITURI AL COMPAGNO STALIN!
di Domenico Savio*
Oggi, proprio come 57 anni fa, i sinceri comunisti, i veri rivoluzionari, i coerenti marxisti-leninisti, la classe lavoratrice cosciente del proprio compito storico di dover liberare se stessa e l'umanità intera dal giogo assassino del capitalismo e dell'imperialismo e tutti quelli impegnati a lottare sul fronte della rivoluzione socialista per costruire la superiore e umana società socialista, prima di edificare quella comunista, si asciugano il volto rigato di lacrime ricordando quello straordinario Rivoluzionario, Condottiero delle armate proletarie, Liberatore dei popoli dalla millenaria schiavitù padronale, Costruttore della prima società socialista della storia dell'umanità ed Eroe dell'Unione Sovietica e della vittoria sul nazi-fascismo.
A 57 anni dalla sua scomparsa, quando la prima esperienza storica del socialismo realizzato nel ventesimo secolo è stata tragicamente interrotta dalla rivincita temporanea della dannata razza sfruttatrice e delle gerarchie del potere temporale e oscurantista delle chiese con la ignobile complicità dei nemici interni del socialismo, che portano l'appellativo disgraziato di riformisti, revisionisti, opportunisti e venduti al nemico di classe, quando tutta l'umanità ha subito un pauroso arretramento sul fronte dell'indipendenza, dell'autonomia e della libertà dei popoli, dell'emancipazione politica e sociale della classe lavoratrice dei vari paesi e quando il l'intero Pianeta rischia di implodersi per l'azione devastatrice dell'equilibrio ambientale da parte del capitalismo e dell'imperialismo, che per sopravvivere stanno distruggendo e inquinando l'habitat naturale, la sua perdita ci appare in tutta la sua mancanza e gravità.
Il compagno Josif Vissarionovic Giugascvili, meglio conosciuto come Giuseppe Stalin, dove Giuseppe sta per Josif e Stalin per acciaio, lo pseudonimo di combattente rivoluzionario che si diede durante la lotta politica clandestina, nacque il 21 dicembre 1879 a Gori in Georgia da una famiglia lavoratrice, padre calzolaio e madre lavandaia, "in una casupola di mattoni e di legno col tetto di assi", ci racconta il suo grande biografo francese Henri Barbusse, frequentò il seminario teologico ortodosso di Tiflis, da dove fu presto espulso per le sue idee politiche e per propaganda marxista e rivoluzionaria, fu deportato in Siberia e arrestato cinque volte dalla polizia zarista, di cui da tre riuscì ad evadere. Giovanissimo abbracciò la causa del marxismo, studiò le opere di Marx ed Engels, approfondì la scienza del materialismo dialettico, contrapposta alle teorie dell'idealismo e anche dell'evoluzionismo ? cioè la storia della trasformazione materiale costante della Natura che riguarda il nostro Pianeta e l'Universo intero ? e quella del materialismo storico, che attiene all'emancipazione materialistica dell'umanità attraverso la ricerca scientifica e la lotta di classe sino alla sua scomparsa nella società comunista.
La vita rivoluzionaria di Stalin ha attraversato l'intero percorso storico della formazione e dell'attività rivoluzionaria del Partito Comunista bolscevico, del cammino rivoluzionario che ha portato alla sconfitta del capitalismo e alla vittoria del socialismo in Russia, della vittoria della gloriosa Rivoluzione Socialista d'Ottobre, della sconfitta delle forze controrivoluzionarie nella guerra civile 1918-1922, della costruzione dell'Unione Sovietica, dell'industrializzazione, dell'elettrificazione, della collettivizzazione e dello sviluppo tecnologico del primo paese socialista nella storia dell'umanità, dell'eroica difesa del paese dei Soviet e della sconfitta del nazi-fascismo in Europa e nel mondo, un percorso che ha abbracciato l'arco di tempo 1898-1953. Una vita esemplare di rivoluzionario interamente dedicata all'emancipazione sociale dell'umanità, alla sconfitta
delle forze conservatrici e reazionarie politiche, economiche e idealistiche, alla conquista del potere politico da parte della classe lavoratrice operaia e intellettiva, all'abolizione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, alla costruzione della società socialista per l'edificazione di quella comunista e alla sconfitta del capitalismo e dell'imperialismo da conseguire su tutta la Terra.
Su Stalin è caduto l'enorme macigno di dover ereditare e completare l'opera del grande Lenin e lo ha fatto con impareggiabile impegno e capacità costruendo il socialismo in Unione Sovietica per circa il 95%, è il livello di collettivizzazione di tutte le attività sociali raggiunto col 19° Congresso del Partito Comunista bolscevico dell'URSS, svoltosi a Mosca dal 5 ottobre 1952. E' stato l'erede più fedele e coerente del pensiero e l'opera imperituri di Lenin, ne ha seguito l'indicazione circa la possibilità di costruire il socialismo in un solo paese, da dove estenderlo su tutta la Terra, col Partito è riuscito a isolare e sconfiggere la linea perdente di Trotzki, Buckharin, Zinoviev e altri a favore della rivoluzione permanente e della progressività nel processo di collettivizzazione delle attività produttive, specialmente di quelle agricole.
La fermezza nel programma di trasformazione socialista del paese gli procurò maldicenze e nemici interni, tra i revisionisti nemici della costruzione del socialismo, ed esterni e costrinsero il Partito ad assumere le iniziative necessarie per neutralizzare l'azione apertamente di sabotaggio dell'attività socialista. Purtroppo questi nemici e sabotatori della costruzione del socialismo presero il sopravvento dopo la morte di Stalin e al ventesimo congresso del Partito Comunista dell'Unione Sovietica del 1956 e col trozkista Nikita Krusciov fermarono la costruzione del socialismo e avviarono il processo del tragico ritorno al capitalismo, giunto a conclusione nel 1990. Questa sconfitta, e non fallimento come sostengono opportunisticamente i nemici del socialismo, voluta e perseguita dai revisionisti della natura autenticamente di classe e rivoluzionaria della dottrina comunista, elaborata da Marx, Engels, Lenin e dallo stesso Stalin, ha insegnato a noi marxisti-leninisti che nella fase di costruzione della società socialista, cioè di passaggio dal capitalismo al socialismo, la lotta di classe deve proseguire con estremo rigore e senza pietà alcuna verso gli opportunisti, i disfattisti e i traditori.
Stalin non è stato solo il grande stratega della costruzione del socialismo, della solidarietà internazionalistica verso i Partiti Comunisti fratelli, i popoli e i paesi in lotta per riscattarsi dal giogo della sottomissione e dello sfruttamento del capitalismo e dell'imperialismo economico e militare e della vittoria sul nazi-fascismo, ma anche un Maestro della scienza e della strategia politica del marxismo-leninismo, che ha ulteriormente arricchito, rispetto a Marx, Engels e Lenin, con scritti significativi come "I principi del leninismo", "Le questioni del leninismo", "La deviazione di destra nel Partito Comunista (bolscevico) dell'Unione Sovietica", "Il Progetto di costituzione dell'U.R.S.S.", "Materialismo dialettico e materialismo storico", eccetera.
Nella ricorrenza del 57° anniversario della morte è dovere di ogni combattente per il socialismo ricordarlo, in modo particolare, per quanto ha rappresentato e fatto per la vittoria della Rivoluzione d'Ottobre, per il socialismo realizzato nell'Unione Sovietica e in tanti altri paesi e continenti della Terra, a buon ragione indicato come "Il mondo socialista" contrapposto a quello infame capitalistico, per il processo di emancipazione sociale generale di cui ha beneficiato l'umanità intera e per i tratti profondamente umani e altruistici che lo hanno distinto da tutti i capi di Stato borghesi. Ogni ripresa del cammino dei popoli verso il socialismo non potrà non tener conto del percorso seguito dall'Unione Sovietica e delle direttive impartite dal suo Massimo Artefice e Comandante indiscusso, amato e stimato dal suo popolo e dalle masse lavoratrici di tutto il mondo. Stalin, proprio per essere stato il primo costruttore del socialismo nella storia dei popoli, perché Lenin, purtroppo, morì prematuramente, rimane e rimarrà l'unico riferimento certo per la costruzione delle prossime società socialiste.
Nessun uomo è più umano, affettuoso, semplice e altruista di un vero comunista. L'umanità più profonda, sensibile, leale e soccorrevole al bisogno altrui è principalmente nel comunista formatosi alla scuola superiore del marxismo-leninismo. L'umanità tutta per liberarsi dalle ingiustizie millenarie del dominio padronale ha bisogno dell'insegnamento di vita di Stalin e la sua eredità rivoluzionaria vivrà nei secoli avvenire e sarà eterna, come lo sono quella di Marx, Engels e Lenin.
Vogliamo chiudere questo ricordo con una testimonianza di vita di Stalin, scritta da Henri Barbusse: "Una piccola casa, che non si noterebbe neppure se qualcuno non ve la indicasse: nel passato era adibita ad abitazione dei domestici dello zar. Tre finestre con tendine di lino bianco: l'appartamento di Stalin (al Cremlino). In una piccola anticamera un mantello da soldato è appeso a un gancio con su un berretto (che noi abbiamo visto da vicino). Tre camere e una sala da pranzo. Ammobigliamento semplice da albergo di second'ordine. La sala da pranzo è ovale; i pasti vengono preparati da un ristorante: In un paese capitalista un modesto impiegato sdegnerebbe una stanza da pranzo simile e un simile pasto. Un ragazzotto accudisce alla pulizia. Il figlio
anziano di Stalin, Jascheka, dorme su un divano-letto, nella sala da pranzo; il più giovane in una specie di piccola alcova. Appena dopo i pasti, Stalin, seduto su una seggiola dietro la finestra, fuma la sua pipa. Indossa
sempre un vestito della medesima foggia. Non si tratta di una uniforme vera e propria, ma soltanto di una specie di uniforme, una divisa di soldato, ma resa più semplice: stivali, pantaloni e giubbotto cachi. Non lo si è visto mai vestito in altro modo; soltanto l'estate, in tela bianca. Il suo stipendio mensile si aggira intorno a qualche centinaio di rubli, uguale cioè al massimo del magro stipendio di un qualsiasi funzionario del partito comunista".
E' la dimostrazione più eloquente che Stalin visse con semplicità e modestia al pari di tutti gli altri cittadini dell'Unione Sovietica, ma fu amato e stimato, e lo è allo stesso modo anche oggi, da tutte le persone oneste di questo mondo.
Forio (Napoli), 5 marzo 2010.
* Segretario generale del P.C.I.M-L.
domenicosavio@pciml.org
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