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Torino (Piemonte) - 7 Novembre 2011

Cota chiede stato di calamità naturale

Cota chiede stato di calamità naturale
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L'emergenza maltempo è passata, Torino può tirare un sospiro di sollievo. A dare l'annuncio è il sindaco Fassino al termine di un Vertice in Prefettura cui hanno preso parte anche il Prefetto Di Pace, il Presidente della Provincia Saitta e i vertici della Protezione civile provinciale.

«A Torino non c'è stato alcun danno alle persone o alle cose - ha dichiarato Fassino - La città ha retto bene alle piogge di questi giorni, la situazione è nettamente migliorata, tuttavia rimane inalterato il sistema di monitoraggio ed allerta anche in considerazione delle nuove precipitazioni previste in serata».

Il sindaco ha annunciato che domani a Torino e provincia riapriranno tutte le scuole di ogni ordine e grado e riprenderanno le regolari attività all'Università e al Politecnico. La viabilità in città è tornata regolare: nelle prime ore della mattinata sono stati riaperti i ponti sulla Dora (in via Bologna e via Fontanesi), mentre resta interdetto al traffico il ponte Carpanini, nei pressi del Sermig. I cittadini che ieri erano stati evacuati dalle case nell'area del Fioccardo stanno rientrando nelle loro abitazioni e i rom temporaneamente ospitati nella palestra di via Magnolia stanno facendo rientro al campo di Lungo Stura Lazio. Il sindaco ha incaricato le società Amiat e Smat di rimuovere tutto il fogliame accumulato nelle strade per consentire il regolare deflusso delle acque.

Domani riapriranno le scuole anche il tutta la Provincia, ma resta alta l'allerta per il rischio frane e smottamenti sulle strade collinari e di montagna. Si sta valutando se riaprire i collegamenti con la Val Germanasca, interrotti dalla mattinata di ieri. E' in corso un monitoraggio costante della viabilità su tutto il territorio regionale.

Intanto il governatore del Piemonte, Roberto Cota, ha chiesto lo stato di calamità naturale per la regione fortemente coinvolta nell'ondata di maltempo. Il presidente Cota spiega che «la situazione è al momento stazionaria e non ha comportato particolari problemi soprattutto grazie allo straordinario lavoro del nostro sistema di Protezione Civile». Tuttavia «l'ondata di piena del Po è passata da Torino, ma preoccupa ancora a valle. Siamo comunque in allerta perchè sono previste altre forti precipitazioni per le prossime 12-24 ore. Occorre ora valutare con estrema attenzione il fronte delle frane, sul quale siamo ovviamente preoccupati». E «per questo - conclude Cota - chiediamo che venga al più presto finanziato il piano per il dissesto idrogeologico, già sottoscritto tra Regione e Ministero all'Ambiente. Oggi la Giunta ha deliberato la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale».

E mentre si spegne l'emergenza pioggia divampa la polemica sulle dichiarazioni di un parlamentare leghista, Davide Cavallotto, che attacca: «Ora che la pioggia è riuscita nell'impresa in cui aveva fallito il sindaco Piero Fassino, ossia lo sgombero del campo nomadi abusivo sul Lungo Stura Lazio, mi auguro che il comune provvederà all'identificazione di tutti gli irregolari che vivevano in quel campo». Da ieri mattina, però, il comune, passata l'emergenza, ha deciso di far ritornare le famiglie evacuate nel campo. E Cavallotto, e con lui il consigliere comunale leghista, Fabrizio Ricca, non ci stanno: «Visto che i nomadi tornano a rioccupare abusivamente quell'area la responsabilità sarà solo del sindaco. I torinesi vogliono meno salotti radical chic e meno zingari irregolari». Duro il commento di Rosa Villecco Calipari, vicepresidente dei deputati del Pd: «Soltanto cinismo e razzismo possono aver ispirato le parole del deputato leghista che invoca l'effetto anti-rom della pioggia torrenziale che ha seminato morte e distruzione in tutt'Italia». E Giorgio Merlo aggiunge: «Sono affermazioni gravissime e in commentabili che la dicono lunga sulla concezione del rispetto umano e della dignità delle persone di chi l'ha detto».

A sera è arrivata una puntualizzazione di Cavalotto: «Se un campo nomadi è abusivo, come quello in Lungo Stura Lazio a Torino, oltre a essere fuorilegge è anche insicuro. Per questi motivi, che nulla hanno a che fare con questioni razziali, ho chiesto che il campo venga chiuso e la zona messa in sicurezza. Tutto il resto è populismo».
By: La Stampa.

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