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Milano (Lombardia) - 18 Marzo 2011

Corte di Strasburgo, si al crocifisso nelle scuole

Corte di Strasburgo, si al crocifisso nelle scuole

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foto di ste9810

Strasburgo, 18 mar. - La Corte europea dei diritti dell'Uomo ha dato ragione all'Italia sull'esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche.
La sentenza della Grand Chambre, con 15 voti a favore e due contrari, ribalta quella del 3 novembre del 2009 che aveva condannato l'Italia per violazione della liberta' religiosa accogliendo il ricorso di Sole Lautsi, cittadina italiana di origine finlandese. I giudici hanno stabilito che non vi sono elementi che provino la supposta influenza sugli alunni dell'esposizione del crocifisso nelle aule.

La vicenda che ha portato alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sui crocifissi nelle aule ha per protagonista Soila Lautsi, una casalinga di origine finlandese.
Nel 2001 la donna si senti' offesa dalla presenza del simbolo del cristianesimo nelle aule dell'istituto comprensivo Vittorio da Feltre di Abano Terme frequentato dai suoi figli di 11 e 13 anni. Secondo la donna, la presenza del crocifisso era contraria ai principi di laicita' nei quali voleva educare i figli e per questo chiese alla scuola di toglierlo facendo riferimento a una sentenza del 2000 con cui la Cassazione ordinava di rimuovere il simbolo religioso dai seggi elettorali.
Nel maggio del 2002 la scuola decise di lasciare il crocifisso nelle aule e il ministero dell'Istruzione trasformo' la disposizione in una sua direttiva inoltrandola a tutti gli istituti. Due mesi piu' tardi la signora Lautsi fece appello di fronte al Tar che inoltro' la questione alla Corte Costituzionale che a sua volta si dichiaro' non competente e restitui' tutto al tribunale amministrativo del Veneto. Nel marzo del 2005 il Tar stabilii' che il crocifisso e' un simbolo della storia, della cultura e dell'identita' italiana e respinse il ricorso della casalinga finlandese. Un anno dopo anche il Consiglio di stato le diede torto, sancendo che la croce e' diventata uno dei valori secolari della Costituzione italiana e rappresenta i valori della vita civile. Da qui la decisione di fare ricorso alla Corte di Strasburgo.

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