• Indipendente, libero, vicino a te

Milano (Lombardia) - 26 Marzo 2010

Controcanto, il paese visto dalla "parte sbagliata"

Controcanto, il paese visto dalla "parte sbagliata"

Descrizione dell'utente

foto di Presser

Dalla parte di chi non ha più voce

Un invito a pensare il futuro



CONTROCANTO

di Marco Revelli



Chiarelettere, collana Reverse, pp 269, euro 13,60



Questo "disagio dell'inciviltà" ci opprime. La svolta c'è già stata: le torture a Bolzaneto, le leggi contro i vagabondi, la caccia ai Rom,

la segregazione degli immigrati, i "pacchetti sicurezza" del centrosinistra e la scelta a favore della guerra, la violenza contro i diversi e gli Altri.

La "pedagogia del disumano" sembra essere oggi l'unica politica possibile. I diritti conquistati nel Novecento

?uguaglianza, lavoro, libertà, cittadinanza... ? non sono più acquisiti in forma universale ma se mai concessi in modo selettivo.

Il Controcanto di Revelli racconta la mutazione di questi anni, ponendosi dalla parte "sbagliata", di chi non ha nessuna garanzia e rappresentanza

ed è escluso dal grande gioco della democrazia mediatica, plebiscitaria e disciplinare, dove è assente qualsiasi responsabilità civile e politica.

Allora è necessario spezzare questa "rappresentazione" con un gesto estremo di secessione estetica ed etica, prima che politica.

Un "contro-canto" appunto, con un nuovo coro.



LIBRO DEL GIORNO: CONTROCANTO DELLA REPUBBLICA IN PEZZI/ANSA

ANALISI DI MARCO REVELLI DEL PAESE DEL BERLUSCONISMO TOTALE



(di Alessandra Magliaro ) (ANSA) - ROMA, 26 MAR - MARCO REVELLI 'CONTROCANTO' (CHIARELETTERE PP 269 EURO 13,60).
La chiusura dei talk show d'approfondimento politico un mese fa senza precedenti in Europa, la 'storica' serata di rottura politica ieri al Paladozza di Bologna con Michele Santoro , l'assenza in pratica di contenuti in una campagna elettorale funestata dal dibattito sulle regole della par condicio e dall'inchiesta di Trani, i continui richiami del Presidente Napolitano, il decreto sulla sicurezza, il legittimo impedimento: scampoli di un paese in 'liquefazione istituzionale'. E' il termine che Marco Revelli , il politologo allievo di Bobbio e fortemente impegnato nel sociale, usa in Controcanto, il libro uscito in questi giorni per Chiarelettere in cui fa un'analisi spietata delle cose che accadono in Italia.
Si può fingere - scrive il professore - che sia tutto normale che il capo del Governo attacchi in forma esplicita altri fondamentali poteri dello Stato e che il Colle debba intervenire a giorni alterni per correggere; normale che i presidenti dei due rami del Parlamento usino le rispettive cariche per regolare i conti interni al medesimo partito di maggioranza; normale che persino l'unico ostacolo visibile alla politica personale del presidente del Consiglio in Parlamento sia apparsa negli ultimi mesi una figura come Gianfranco Fini , cioé l'altro cofondatore del Partito delle libertà, come accade solo nei regimi a partito unico; normale che l'intero mondo politico possa tessere coralmente le lodi di un pluricondannato con sentenze passate in giudicate come Bettino Craxi; normale che avvengano, come nel caso dei rom, dei veri e propri pogrom e che si sia potuta praticare la tortura (dichiarata e accertata in sede giudiziaria a Genova) senza che ne sia seguita alcuna conseguenza significativa per i principali responsabili della legalità istituzionale.
Si può fingere che sia tutto normale oppure no, in un Paese che non da ieri ma almeno dalla metà del 2007, sta su un piano inclinato e precario in cui il fondamentale rapporto tra potere legislativo e esecutivo che la Costituzione del '48 regolo' sulla base di una netta prevalenza del primo sul secondo e che invece viene sempre più rovesciato sotto la spinta di sempre nuove e diverse emergenze. Intanto nel Paese vengono relativizzati i diritti fondamentali divenuti disponibili e discrezionali: il principio di uguaglianza travolto dai privilegi di casta, dall'onnipotenza del mercato e dalla discriminazione xenofoba e razziale che assegna al giudizio delle maggioranze più o meno locali la decisione su 'chi' sia uguale e in che cosa. I diritti sociali, il frutto migliore che il Novecento ha consegnato alla storia, sono tornati ad essere considerati una incerta e variabile concessione da parte

del titolare del potere di turno. Intanto c'é un paese in pezzi, in una profonda crisi sociale, etica e di lavoro.
In un berlusconismo che dilaga nell'iper-racconto italiano (a cominciare dal neotelevisivo trionfo della politica dell'intimità con la tracimazione nella sfera pubblica delle più intime relazioni), in un'assenza di opposizione e in uno stato di eutanasia della sinistra, Marco Revelli si chiede chi può spezzare l'incantesimo, chi può rompere l'anima opaca del Paese, chi può opporre il 'gran rifiuto'. "Questo libro non dice dove siano costoro. E neppure se esistano. O se esista ancora qualcosa fuori dal circolo chiuso di quel racconto", scrive Revelli sforzandosi con il suo libro di offrire una ricostruzione diversa della 'irresistibile discesa italiana', un controcanto appunto cui manca, irreparabilmente, il coro. (ANSA).





Marco Revelli insegna Scienza della politica e si è occupato prevalentemente dell'analisi dei processi produttivi e delle forme politiche del Novecento. Tra i suoi ultimi libri vanno ricordati: FUORI LUOGO. CRONACHE DA UN CAMPO ROM (Bollati Boringhieri 1999), OLTRE IL NOVECENTO (Einaudi 2001 e 2006), LA POLITICA PERDUTA (Einaudi 2003), SINISTRA DESTRA. L'IDENTITÀ SMARRITA (Laterza 2007 e 2009).

tags:

Commenta anche tu

Per commentare devi fare il login o iscriverti.

Al momento non c'è nessun commento, potresti essere tu il primo a commentare questo contenuto!