Milano, Lombardia - 2 Maggio 2009

Ciancimino Provenzano durante la latitanza 3 volte Roma

Ciancimino Provenzano durante la latitanza 3 volte Roma

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"Mio padre era certo che ci fosse uno pseudo-accordo che riguardava Provenzano sul suo modo tranquillo e libero di muoversi, in Italia e all'estero. Provenzano aveva quasi una missione, un ruolo ben preciso dopo le stragi, e mio padre era sicuro che la presa del timone di Cosa nostra da parte sua fosse la cosa migliore". Cosi' Massimo Ciancimino ascoltato come imputato di reato connesso nel processo "Gotha", celebrato dal tribunale di Palermo in trasferta a Milano.

Massimo Ciancimino ricorda gli incontri fra suo padre Vito e il vecchio padrino di Corleone, adombrando accordi dopo le stragi.

Il dichiarante lo ha detto davanti ai giudici di Palermo. Rispondendo alle domande del pm Nino Di Matteo, nell'ambito del processo Gotha in trasferta a Milano, Ciancimino ha detto che nel tempo il padre e Provenzano si erano incontrati piu' volte: "Ma vennero a casa anche Toto' Riina, Franco Bonura, i fratelli o cugini Buscemi, Pino Lipari, Tommaso Cannella. Prima che venisse arrestato, cosa che avvenne alla fine del 1984, mio padre aveva quattro linee telefoniche e una sola era quella riservata sulla quale riceveva le chiamate solo di quattro persone, una era l'ingegnere Lo Verde, alias
Provenzano".

Vito Ciancimino e Bernardo Provenzano in sostanza si incontrarono e si frequentarono "almeno due o tre volte", tra il 1999 e il 2002: l'ex sindaco di Palermo ricevette il boss superlatitante, all'epoca ricercato dappertutto, nella sua abitazione di salita San Sebastianello, a Roma, a due passi da piazza di Spagna.

Vito Ciancimino è stato condannato per mafia e corruzione ed è morto il 19 novembre 2002. Massimo Ciancimino ha detto ai giudici della seconda sezione, presieduta da Bruno Fasciana, di avere personalmente ricevuto Provenzano nell'abitazione in cui il padre era detenuto ai domiciliari. E al pm Nino Di Matteo, che gli ha chiesto se Provenzano non temesse di essere riconosciuto e arrestato, Ciancimino junior risponde riferendo le parole del padre: "Lui era certo che ci fosse uno pseudoaccordo, che Provenzano si muovesse tranquillamente e liberamente, in Italia e all'estero.

'Per fortuna che c'e' Provenzano', diceva mio padre". Sempre rispondendo al pm Di Matteo, Ciancimino jr ha detto che nel tempo il padre e Provenzano si erano incontrati piu' volte: "Ma vennero a casa anche Toto' Riina, Franco Bonura, i fratelli o cugini Buscemi, Pino Lipari, Tommaso Cannella. Prima che venisse arrestato, cosa che avvenne alla fine del 1984, mio padre aveva quattro linee telefoniche e su una riceveva le chiamate solo di quattro persone. Una era l'ingegnere Lo Verde, alias Provenzano".


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