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Rubano (Padova, Veneto) - 15 Maggio 2010

Chef, ecco "I cavalieri della cucina italiana"

Chef, ecco
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Sarà probabilmente una data storica da segnare sul calendario: giovedì 6 maggio 2010, undici cuochi italiani si sono riuniti alle Calandre per fondare ufficialmente i Cavalieri della Cucina Italiana:



Massimiliano Alajmo

Heinz Beck

Massimo Bottura

Moreno Cedroni

Enrico Cerea

Gennaro Esposito

Norbert Niederkofler

Giancarlo Perbellini

Niko Romito

Ciccio Sultano

Mauro Uliassi



Attorno ad un'unica tavola, gli chef hanno posto le basi per operare un radicale cambio di rotta, fondando un "coro" che si riconosca negli stessi principi del cavalierato: rispetto e lealtà.



L'idea di dare vita a questo gruppo coeso di professionisti, che si muove secondo un'unica linea guida, nasce dall'esigenza di tutelare e sviluppare il mestiere del cuoco e l'immagine della cucina italiana.



Tutti i presenti hanno sottoscritto una carta che elenca i seguenti princìpi:


I sei princìpi dei Cavalieri della Cucina Italiana:



I. il cuoco pratica il mestiere cercando di esprimersi attraverso gli ingredienti



II. la sua competenza deriva da uno studio dei classici ma soprattutto da un impegno costante rivolto alla ricerca e all'approfondimento



III. la frequentazione al suo mestiere lo porta a stringere contatti e relazioni che gli permettono di divulgare il messaggio di una cucina italiana autentica



IV. la sua missione considera l'aspetto formativo come fonte di divulgazione di un patrimonio culturale destinato a generare un benefico effetto anche nel sociale



V. l'unione dei differenti stili dei singoli interpreti dà vita ad un coro italiano che ha come intento principale la tutela e lo sviluppo del mestiere e dell'immagine della cucina italiana



VI. il principio che lega i fondatori è la reciproca "lealtà tra pari"





I Cavalieri della Cucina Italiana non si propongono come un'associazione che tutela gli interessi dei singoli componenti, bensì come un gruppo di fatto teso all'apertura nell'interesse dei molti che condividono gli stessi principi.




A seguire le dichiarazioni degli undici chef fondatori a fine giornata:





"La vera rivoluzione si fa dall'interno e, aggiungo, di ciascuno di noi. Ritengo che questo cambiamento stia avvenendo attraverso una presa di coscienza. Infatti si fa sempre più forte la necessità di tutelare e sviluppare il nostro mestiere e l'immagine gastronomica del nostro Paese."

Massimiliano Alajmo



"Questo è un bellissimo inizio. Abbiamo fondato un gruppo per migliorare la cucina italiana e incrementare il suo valore nel mondo."

Heinz Beck



"Vedo nello sguardo, negli occhi di ognuno di noi la lealtà e il rispetto propri della cavalleria. Virtualmente questo gruppo c'era già, oggi l'abbiamo solo reso ufficiale."

Massimo Bottura



"È gia da tempo che ci sentiamo uniti. Ora dobbiamo metterci dentro tutta la forza possibile, questa è l'occasione propizia per diventare un esempio per i giovani cuochi."

Moreno Cedroni



"È bello vedere un gruppo di professionisti così coeso, senza invidia reciproca. Riuscendo a sommare

le enormi capacità che ognuno esprime singolarmente, saremo destinati ad esprimere un grandissimo valore collettivo."

Enrico Cerea



"Mettiamo a disposizione dei giovani, della cultura e delle tradizioni italiane tutto il nostro entusiasmo,

l'esperienza e la voglia di fare."

Gennaro Esposito



"Dobbiamo fare in modo di avvicinare il nostro mondo a quello della cultura, dell'arte e del design, come segno distintivo del made in Italy."

Norbert Niederkofler



"Può essere un momento decisivo. Abbiamo posto le basi per valorizzare sul serio il nostro mestiere."

Giancarlo Perbellini



"Questo gruppo ci permette di scambiare informazioni, ma soprattutto fare sistema, sulle basi di lealtà, sincerità e umiltà."

Niko Romito



"È qualcosa che ho visto, anzi sentito, nascere al telefono. Oggi l'abbiamo resa concreta e firmata, e ci siamo riconosciuti."
Ciccio Sultano



"Abbiamo grande energia ed entusiasmo. Intorno a questa tavola sento una grande forza costruttiva, non tanto per noi, ma per la gastronomia italiana. Aver deciso di vederci come cavalieri, di identificarci

nella cavalleria, mi piace molto."
Mauro Uliassi