IL RICORDO DI MONS. RODOLFO MARTINELLI
La Parrocchia della Cattedrale invita a partecipare alla Concelebrazione, che si terrà martedì 11 gennaio 2011 alle ore 18 e 30 presso la Chiesa di San Giovanni, in memoria del compianto canonico mons. Rodolfo Martinelli, nel I° anniversario della sua morte.
Anche se si ricorda comunitariamente il suo anniversario alcuni giorni dopo, ci sarà tutta l'intensità di preghiera al Signore, per esprimere il ricordo affettuoso e riconoscente di tutta la comunità parrocchiale.
Nella Cattedrale di Adria
IL COMMIATO DELLA DIOCESI PER MONS. RODOLFO MARTINELLI
Il freddo e la neve di martedì 5 gennaio 2009 non hanno impedito a molti fedeli ed estimatori di raggiungere la Cattedrale di Adria per partecipare al rito di commiato per mons. Rodolfo Martinelli, decano del Capitolo. Erano veramente tanti i fedeli di Adria e di tutta la Diocesi presenti alla S. Messa presieduta dal Vescovo Lucio. Molti i Confratelli Presbiteri che hanno concelebrato con il Vescovo l'Eucaristia, resa ancor più solenne dal commento musicale della Corale parrocchiale. Numerose autorità civili e militari hanno onorato con la loro presenza il sacerdote che, nel giugno scorso aveva celebrato il 65° anno della sua ordinazione, avvenuta a Fratta il 3 giugno 1944 quando ancora imperversava la guerra. All'inizio della S. Messa, dopo aver sottolineato "la solidarietà spirituale interpretata dalla presenza di Mons. Vescovo, di tanti sacerdoti, delle autorità cittadine, dei suoi parenti e dei fedeli delle parrocchie cittadine ed anche delle zone circostanti", l'Arciprete della Cattedrale mons. Mario Furini ha tracciato il profilo dello scomparso. "Mons. Martinelli è stata una presenza preziosa per la nostra Cattedrale, che tanto amava, offrendo anche silenziosamente il suo costante sostegno. In questi 24 anni di permanenza in Cattedrale come canonico, ha offerto una costante testimonianza sacerdotale che interpretava con amore nella preghiera liturgica e nel servizio delle confessioni". Mons. Furini ha quindi portato a conoscenza dell'Assemblea il testo della preghiera personale del mattino recitata da Mons. Martinelli poco prima della morte che dice: "Caro Gesù, nella scala della vita mi fai trovare sugli ultimi gradini. Mi guardi dall'alto e mi attendi sorridente". "E' una preghiera rivelatrice della sua storia sacerdotale e della sua profonda spiritualità", ha sottolineato l'Arciprete, che ha aggiunto: "Questa frase spiega la serenità spirituale con cui Mons. Rodolfo Martinelli ha vissuto gli ultimi istanti della sua vita terrena". Molto intensa è stata poi l'omelia pronunciata dal Vescovo mons. Lucio Soravito de Franceschi che ha ricordato "Il Signore lo ha chiamato a sé improvvisamente domenica mattina, mentre in casa si preparava alla Santa Messa, che avrebbe celebrato in Cattedrale. Il Signore, questa volta, ha voluto farlo entrare nella comunione piena e definitiva con Sé, nella "Cattedrale del cielo", ha detto il Presule ricordando Don Rodolfo "Mons. Martinelli è stato unito a Cristo non solo mediante il battesimo, ma anche mediante l'ordinazione sacerdotale. Grazie all' Ordine Sacro egli è diventato segno di Cristo servo e pastore. «Un buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio ? diceva il Santo Curato d'Ars ? è il più grande tesoro che il buon Dio può accordare a una parrocchia». Anche don Rodolfo aveva una profonda stima del ministero presbiterale. Lo ha scritto anche nel suo testamento. Qualche tempo fa mi confidava - con la sua nota spontaneità - la gioia che ha provato nel leggere quanto il Santo Curato d'Ars aveva detto del sacerdote e che il papa Benedetto XVI aveva riportato nella Lettera di indizione dell'Anno Sacerdotale: «Oh! Come è grande il prete!... Se egli si comprendesse, morirebbe... Dio gli obbedisce: egli pronuncia due parole e nostro Signore scende dal cielo alla sua voce e si rinchiude in una piccola ostia...»"; "anche don Rodolfo ci ha dato un buon esempio, nel modo di esercitare il ministero sacerdotale, con la sua devozione eucaristica e soprattutto con l'impegno assiduo che ha dimostrato nell'amministrare il sacramento della Riconciliazione".
Il Vescovo ha quindi scandito le tappe della lunga missione sacerdotale. "Mons. Martinelli è nato a Lendinara il 22 agosto 1921. Ordinato presbitero a Fratta Polesine il 3 giugno 1944, svolse il suo ministero sacerdotale per sei anni, come cappellano, prima di tutto a Fiesso Umbertiano. Nel 1950 fu trasferito come cappellano qui a Adria, nella parrocchia della Cattedrale; e qui, tra l'altro, entusiasmò i giovani con il gioco del calcio, sistemando e spianando con le sue mani il campo sportivo dell'oratorio parrocchiale.
Nel 1953, a soli 32 anni, fu nominato parroco e vicario foraneo di Mardimago, dove ha lasciato un felice ricordo di sè. Quattordici anni dopo, nel 1967, venne trasferito a Rovigo, quale parroco del Duomo e Vicario urbano della Città. Nel 1979 passò dalla parrocchia del Duomo alla parrocchia di S. Apollinare e dopo sei anni, nel 1985, ritornò a Adria, come Canonico residenziale del Capitolo della Cattedrale. In Cattedrale don Rodolfo si sentiva a casa sua, stimato e amato dai fedeli. Aveva un carattere impulsivo, ma nel contempo era schietto e sincero. Qui ha svolto il suo ministero presbiterale per 24 anni, partecipando fedelmente alla preghiera corale e soprattutto dedicandosi alle Confessioni. Possiamo dire che ha messo il sacramento della Penitenza al centro del suo impegno pastorale e che ha incoraggiato i penitenti a "immergersi con fiducia nel torrente della divina misericordia". Don Rodolfo amava anche la musica sacra e l'arte sacra. A questo riguardo ha apprezzato e gustato i lavori di restauro compiuti nella Cattedrale in questi anni e li ha sostenuti anche con il suo contributo".
Mons. Soravito ha quindi accennato alle sue ultime volontà "Mons. Martinelli ci ha lasciato un messaggio significativo anche nel suo testamento. Il primo testamento lo ha scritto nel 1960 (non aveva ancora 40 anni! Anche qui ci dà un buon esempio!). Con esso ci dice: "Ringrazio il Signore per gli innumerevoli doni che mi ha concesso, specialmente per avermi fatto sacerdote e per avermi usato tanta misericordia. Sono nato povero e come tale ho voluto sempre vivere ed ora muoio contento perché non ho capitali da donare... A quanti ho recato tristezza chiedo umilmente perdono nell'abbraccio della pace cristiana".
Il secondo testamento lo ha scritto sette anni fa (il 10 gennaio 2003). In esso ci dice: "Ringrazio il Signore per quello che sono e per il bene che mi ha dato di fare. Lo ringrazio per la Santa Madre Chiesa Cattolica, che mi ha sempre guidato. Ringrazio tutte le persone che mi hanno fatto del bene. Sono contento di morire povero".
Al termine del sacro rito di commiato la salma di Mons. Martinelli, come da suo espresso desiderio, è partita per la città di Lendinara. Le spoglie dell'esemplare Sacerdote sono state esposte per tutta la giornata di lunedì nel salone del Vescovado dove sono state visitate da molte persone che hanno conosciuto e amato per la sua semplicità ed anche per la sua schiettezza.
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