Caso Ruby, Premier "Silvio Berlusconi" indagato. Feste in Sardegna, trovate foto.
IL presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è indagato a Milano per la vicenda Ruby. Il Premier è indagato per i reati di concussione e prostituzione minorile. Foto digitali e i filmati custoditi nel pc che venne sequestrato il 28 ottobre scorso nella comunità-alloggio di sant'Ilario (Genova) dove viveva la ragazza, riguardavano alcune feste in Sardegna.
Il premier Silvio Berlusconi, indagato a Milano per concussione e prostituzione minorile, avrebbe avuto rapporti sessuali con la giovane Ruby dal febbraio al maggio 2010, ad Arcore. Lo si evince da una nota della procura della Repubblica di Milano. Perquisizioni sono in corso questa mattina, nell'ambito dell'indagine sul caso Ruby, nell' abitazione e negli uffici del consigliere regionale Nicole Minetti, indagata, insieme con il premier Berlusconi, a Lele Mora ed Emilio Fede, nell'inchiesta della procura di Milano.
MINETTI - E' durata circa un'ora la perquisizione nell'ufficio della consigliera regionale Nicole Minetti, coinvolta nell'inchiesta milanese sulla vicenda di Ruby Rubacuori, la 18enne marocchina che fu fermata l'estate scorsa e portata in Questura per essere poi rilasciata e affidata alla stessa Minetti. . Quella notte, intervenne anche il premier Silvio Berlusconi, telefonando agli agenti della Questura. Ad eseguirla stamani gli agenti della polizia, a quanto si è appreso in ambienti del Consiglio regionale lombardo, la consigliera, che risulta indagata nell'ambito dell'inchiesta, era presente alla perquisizione e poi ha lasciato l'ufficio. A quanto si è saputo, gli investigatori avrebbero sequestrato materiale informatico. Nicole Minetti è giunta intorno alle 9 nel suo ufficio di via Filzi a Milano in compagnia degli agenti incaricati delle indagini provenendo, sembra, dalla sua abitazione. Nel suo ufficio sono stati sequestrati due computer, dopodichè la consigliera, a cui Ruby fu affidata la notte tra il 27 e 29 maggio scorso, ha lasciato il Consiglio regionale.
EMILIO FEDE - "Lo apprendo dai giornali, non so nulla. Non ho ricevuto nessun atto formale da parte dei magistrati, né ho subito alcuna perquisizione". Lo ha detto il direttore del Tg4, Emilio Fede, rispondendo sul suo presunto coinvolgimento nel caso Ruby. "Che io sia indagato i giornali lo scrivono da mesi, ma con tutto il rispetto che ho per il lavoro dei miei colleghi devo dire che a me non risulta assolutamente - ha detto ancora Fede -. Se essere indagato significa aver ricevuto un atto di garanzia, non lo sono assolutamente". "Della vicenda Ruby credo di aver già detto tutto - ha spiegato ancora Fede - l'ho conosciuta a casa di Berlusconi ma non l'ho presentata io al presidente, nè so chi lo abbia fatto, nè sapevo che all'epoca fosse minorenne". Fede ha ribadito che in tutti questi mesi su questa vicenda non è mai stato ascoltato dai magistrati. "Non avevo un avvocato prima - ha detto - e continuo a non averlo".
"Era evidente che c'era qualcosa che non andava, ed è per questo che ho chiesto chiarimenti al Csm". Il pm dei minori Annamaria Fiorillo, che era di turno la notte in cui Karima El Mahroug, detta Ruby, fu portata in questura e poi rilasciata, non entra nel merito degli sviluppi dell'inchiesta milanese che ha portato all'invito a comparire del premier Silvio Berlusconi, ma sottolinea come la sua iniziativa di rivolgersi al Csm fosse finalizzata a "preservare il ruolo di garanzia dell'autorità giudiziaria". Il magistrato, infatti, ha sempre sostenuto di non aver mai acconsentito, quella notte, che la ragazza fosse affidata alla consigliera regionale Nicole Minetti, come sostenuto nelle relazioni della Polizia e anche dal ministro dell'Interno Roberto Maroni in Parlamento.
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Mi vergogno di essere italiano,certe sceneggiate ridicolizzano il nostro paese. Non sopporto di andare all'estero e sentirmi chiedere se ho votato per quel deficiente, come se fosse indice di giudizio nei miei confronti della mia intelligenza
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