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Vicovaro (Roma, Lazio) - 12 Gennaio 2018

Caro pedaggi SdP: aumento era già noto a Ministero e Regioni

Caro pedaggi SdP: aumento era già noto a Ministero e Regioni
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“L’incremento del 12,8% deciso dal MIT – spiega Strada dei Parchi in una nota – quest’anno costituisce la somma degli incrementi tariffari previsti dal contratto, da sempre noto al Ministero e alle Regioni, bloccati negli ultimi tre anni ingiustamente, come stabilito dalle sentenze della Magistratura, che doveva essere gestito in ben altro modo se per tempo vi fosse stata la volontà e la lungimiranza di approvare il nuovo PEF.
Da 5 anni SdP attende la sua approvazione, come stabilito anche dalla Legge 228/2012, per sostenere le zone colpite dal terremoto nel 2009. Per tale motivo SdP ha presentato diverse proposte di nuovo PEF al MIT, contenenti aumenti tariffari ben inferiori agli incrementi del 4% annui proposti nella riunione Ministeriale di martedì scorso alla presenza della Regione Abruzzo e della Regione Lazio. Le proposte di PEF “drammaticamente irrealistiche…che avrebbero comportato oneri per altri 6 miliardi e tariffe insostenibili per gli utenti”, a noi addebitate nel suo comunicato dal Ministero, non sono tra quelle da noi presentate, ma si riferiscono alla proposta definita e trasmessa, contro il nostro parere, dallo stesso MIT nell’aprile scorso al CIPE e bocciata dal NARS il 13 dicembre u.s., come comunicato dal MIT con Nota del 5 gennaio u.s..
Nella stessa Nota il Ministero ci comunicava la necessità di dover purtroppo ricominciare il confronto sul PEF. A tale richiesta aderiremo, come sempre fatto, positivamente e propositivamente. Dobbiamo purtroppo ritenere che il Ministro non sia stato ben informato dal precedente Responsabile della Direzione Generale per la Vigilanza sulle Concessionarie Autostradali (DGVCA) del MIT in quanto, come già detto, il PEF trasmesso al CIPE è quello richiesto dalla DGVCA con nota dell’8/11/2016 a cui la Società ha risposto, pur non essendo d’accordo sulla soluzione imposta dalla stessa DGVCA, con propria nota del 23/11/2016, facendo peraltro una serie di osservazioni. L’affermazione “Anche la proposta ricevuta ieri sera in extremis sostanzialmente richiede risorse pubbliche per la riduzione dei pedaggi…” non dice che essa è stata presentata da SdP solo su richiesta del MIT e che al contrario non “richiede risorse pubbliche”, come afferma il Ministro, ma proponeva di destinare il canone concessorio che ogni anno SdP paga all’Anas, quando la titolarità dovrebbe essere del MIT stesso così come stabilito nella Legge del 2012, alla costituzione di un Fondo per il contenimento dei pedaggi sulle autostrade interessate dal terremoto. SdP avrebbe continuato a pagare il canone, ma queste risorse con il Fondo sarebbero rimaste a servizio dell’Abruzzo e del Lazio, anziché versarle ad un Ente esterno. Dunque non si richiedevano risorse pubbliche, ma queste risorse, pagate dagli utenti di A24 eA25, sarebbero rimaste a servizio dell’Abruzzo e del Lazio invece che essere impiegate altrove come fatto fino ad oggi. SdP siederà al tavolo convocato dal MIT il 15 gennaio p.v. con grande disponibilità al confronto, purché esso sia basato su dati reali, per trovare soluzioni condivise e sostenibili, ma senza accettare ulteriori gravami sulle tariffe autostradali che vedono già oggi, su 10 euro di pedaggio pagato dall’utente, riversare allo Stato 5,7 euro, mentre con i 4,3 € restanti SdP deve pagare le manutenzioni ordinarie, gli stipendi dei dipendenti, la remunerazione dell’investimento e quant’altro necessario per il mantenimento dell’Autostrada.”